+ P. Gabriele Ranocchiaro

+ P. Gabriele Ranocchiaro

Il 14 aprile 2025 alle ore 05.30 presso l’ospedale di Teramo dove era stato ricoverato per problemi di salute, all’età di 83 anni è tornato alla casa del Padre

P. Gabriele Ranocchiaro

del Cuore di Maria

P. Gabriele Ranocchiaro è nato ad Ornano di Colledara TE il 18 aprile del 1941 da Giuseppe e Rosalina Magazzeni. Aveva 11 anni quando nel suo paese andarono due sacerdoti Passionisti per incontrare il suo fratello maggiore che aveva espresso il desiderio di diventare Passionista, ma poi non andò. Il piccolo Gabriele nell’assistere a quella scena cominciò a maturare nel suo intimo il desiderio di intraprendere quel percorso e disse ai due sacerdoti passionisti che sarebbe diventato Passionista lui. Pur avendo solo 11 anni era affascinato da San Gabriele.

Due anni dopo partì per il seminario dei Passionisti. Fece il suo cammino ordinario con gli studi necessari. Il 14 settembre 1959 entrò al noviziato di Morrovalle, e il 15 settembre 1960 emise la professione religiosa.

Il 15 settembre 1963 si consacrò in perpetuo e venne ordinato sacerdote a San Gabriele dell’Addolorata il 26 febbraio del 1968.

Trascorsi tre anni dall’ordinazione sacerdotale, sentì il desiderio di poter fare di più come sacerdote. Ne parlò con il direttore, il quale gli suggerì di andare in missione in Indonesia. Era il 1966. Il 10 giugno 1970 partì per il Borneo Occidentale: da Giacarta a Pontianiak in nave e da Pontianiak, dopo sette giorni di attesa, con una nave di commercianti, risalì il fiume Kapuas per 400 km e arrivo a Sekadau, centro della missione passionista.

Il territorio missionario era diviso in parrocchie molto vaste fino a 150 villaggi sparsi nella foresta. Dopo alcuni mesi trascorsi nel centro della missione per lo studio della lingua indonesiana, fu mandato nella parrocchia di Lintang Kapuas.

Il lavoro fu duro ma i risultati furono straordinari. Si aprirono scuole e convitti e si costruirono chiese. Dopo alcuni anni fu trasferito in quella di Pakit. Fu un distacco doloroso. Anche la parrocchia di Pakit era molto vasta. I villaggi più lontani erano a tre giornate di cammino. Una volta rischiò anche la vita quando si rovesciò il fuoribordo sul fiume Kapuas. Per fortuna il fuoribordo fece un giro sul fiume e poi gli ripassò vicino cosicché poté risalirvi. A Pakit vi restò 5 anni. Poi la parrocchia di Pakit fu chiusa e trasferita a Sungai Ayak ove operò fino al suo trasferimento a Batu nell’sola di Jawa ove c’era un nutrito gruppo di giovani che stavano preparandosi per diventare sacerdoti. Fu superiore, direttore dei postulanti, Maestro dei novizi e Direttore degli studenti indonesiani, preludio ad una grande espansione della Congregazione in quella terra.

Per due periodi fu anche consultore del Vicariato regionale della Congregazione in Indonesia. Poi tornò nel Borneo e fu mandato a Senangak e poi a Nanga Taman, dove era stata trasferita la parrocchia, per qualche tempo come vice parroco e poi come parroco. Vi rimase poco perché fu chiamato a Jakarta ove era stata aperta la prima casa passionista. Anche lì lavorò molto, specialmente tra i cattolici di etnia cinese.

Nel 1995 dopo 25 anni di missione in Indonesia, ritornò in Italia. Da allora la maggior parte del tempo l’ha passato al santuario di San Gabriele dell’Addolorata prima come confessore, e poi come responsabile dell’infermeria provinciale assistendo i religiosi anziani e bisognosi di cure continue.

Terminato questo servizio è stato per qualche tempo al Santuario della Madonna della Stella e poi ha fatto ritorno a San Gabriele dove ha assunto l’incarico di economo della comunità e si è prestato per il servizio delle confessioni in santuario e per altri ministeri.

Finché la salute lo ha sostenuto ha continuato questo servizio. Trasferito anche lui nell’infermeria ha potuto ancora dare una mano scendendo con la carrozzella  in santuario per le confessioni o in portineria per ascoltare la gente e offrire loro conforto spirituale. Poi piano piano le sue forze sono diminuite ed è stato impossibilitato a svolgere ogni tipo di attività. Per lui, abituato al lavoro,  è stato molto doloroso e ha fatto molta fatica ad accettare i suoi limiti. Il Signore però lo ha sostenuto con la sua grazia.

Piano piano le sue condizioni di salute sono peggiorate. Ricoverato nell’ospedale di Teramo si è spento la mattina del 14 aprile 2025.

P. Piergiorgio Bartoli CP

 

+ Fratel Sergio Teani

+ Fratel Sergio Teani

il 7 aprile 2025 alle ore 12:50 presso l’Hospice di Bergamo dove era stato trasferito in seguito all’aggravamento delle sue condizioni di salute, all’età di 74 anni è tornato alla casa del padre

Fra Sergio Teani

deglia Angeli Custodi

Fratel Sergio Teani era nato a Carrobbio degli Angeli (BG) il 2 novembre 1950 da Francesco e Clelia Cancelli. Fu battezzato il 5 novembre 1950 e cresimato il 24 settembre 1960.

Entrò al Noviziato passionista di San Zenone degli Ezzelini (TV) professando i voti religiosi il 15 febbraio 1970 ed emise i voti perpetui il 15 ottobre 1974.

All’inizio della sua vocazione fu molto chiaro: essere fratello religioso. Qualcuno cercò di orientarlo invece alla vita sacerdotale, ma fu molto deciso nel difendere la scelta di essere semplicemente un religioso consacrato. Era lucidamente convinto che la professione religiosa lo inserisse pienamente nella famiglia religiosa dei Passionisti e ciò gli bastava per dare senso e identità alla propria vita, mettendo al servizio di Gesù Crocifisso e della Congregazione tutte le proprie doti e qualità, svolgendo così un proprio ruolo specifico nella Chiesa.

Infatti fu sempre un religioso attivo, generoso, prezioso in ogni campo in cui si trovò a operare, assecondando generosamente le richieste dei superiori: non solo accolse le richieste nella loro rigidezza formale, ma per la propria  generosità collaborativa possedeva la naturale espansione di andare oltre le richieste, aiutato dall’istintiva spinta a fare le cose nel modo più immediato e perfetto, sorretto dalla sua lotta contro ogni forma di indeterminazione o incompletezza nel fare le cose e, infine, dalla sua fede in Dio e dal suo amore alla Congregazione passionista e alle comunità religiose in cui ha vissuto. Queste caratteristiche le ha portare con sé in tutte le mansioni che gli sono state chieste, ossia:

  • all’inizio come Formatore nel seminario minore di Calcinate (BG) dal 1970 al 1985, con una parentesi di Assistente al noviziato di S. Zenone nei problematici anni 1968-1970.
  • Poi nella missione della Tanzania: nella casa di Veyula (1985-1988), Itololo (1988-1989), Nairobi 1990, Veyula dal 1990 fino al ritorno definitivo in Italia nel 2010. Rimase soprattutto nella missione e casa religiosa di Veyula dove guidò per molto tempo la scuola di meccanica del Centro Professionale (falegnameria, sartoria e meccanica) fondato dai Passionisti. Poi nella cura della vigna che teneva in modo incredibilmente esemplare, dove non lasciava crescere nessun filo d’erba, e dove gestiva una cantina che forniva vino a tutte le altre nostre missioni.
  • Infine, gli ultimi anni dopo il ritorno dall’Africa, stette soprattutto nella casa di Basella (BG), salvo una breve parentesi nell’infermeria d Pianezza (TO) come aiuto nell’assistenza dei nostri religiosi infermi e anziani. A Basella si è messo a disposizione per l’accompagnamento dei vari gruppi che chiedevano ospitalità e assistenza religiosa: con gli ospiti era una garanzia per le sue premure, attenzioni, disponibilità rivolgendo loro, se richiesto, anche esortazioni formative.

Soprattutto assicurò la cura del vasto parco del convento: chi entrava dal nostro cancello era colpito immediatamente dall’ordine e dalla pulizia dell’ambiente esterno. Qualche volta l’abbiamo ripreso per la sua assillante premura di intervenire immediatamente, specialmente dopo folate di vento, a raccogliere foglie, terriccio, o altro che poteva dare senso di disordine. Anche nel suo ultimo anno di vita, già colpito da mieloma che gli aveva paralizzato improvvisamente il braccio destro, lo si poteva trovare a estirpare qualche filo d’erba nell’aiuola di erbe aromatiche da lui creata e curata.

Se il lavoro non c’era, Fratel Sergio lo inventava. Qualche volta è stato anche nominato Assistente di piccoli lavori di ristrutturazione di qualche comunità. Sapeva fare un po’ di tutto e non è mai stato in ozio: lavoratore indefesso tendeva chiedere anche dagli altri lo stesso zelo lavorativo. Non era facile imitarlo: certamente in Africa qualche giovane locale si trovò un po’ in difficoltà a capirlo e a seguirlo.

Ma la sua vita non era solo lavoro: è stato un religioso convinto. Fedele ai momenti spirituali personale e comunitari, fu esemplare nella puntualità e qualità della preghiera: normalmente era lui che intonava il rosario, e aveva le sue parti fisse nella recita della Liturgia delle Ore. Era attento anche agli avvenimenti del mondo e della Chiesa: leggeva i giornali, ascoltava la radio e la televisione, esprimeva le proprie opinioni sulle vicende della Chiesa, della politica, dello sport…

Generoso nella carità verso i confratelli e i benefattori, per molti mesi accolse un giorno alla settimana un giovane bisognoso, coinvolgendolo nei propri lavori. Amava decorare la casa di Basella specialmente nel periodo natalizio: seminava presepi un po’ dappertutto e se poteva abbelliva di festoni e luci l’interno e l’esterno della casa.

Poi all’improvviso una mattina si presentò a colazione con il braccio destro paralizzato: gli esami hanno costatato che era causato dal mieloma. Affrontò con coraggio la perdita del braccio più importante e la serie infinita di controlli e di terapie settimanali all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ma il male inesorabile è continuato: pochi giorni fa è stato ricoverato allo stesso Ospedale fino al ricovero finale all’Hospice delle Suore del Palazzolo di Bergamo, dove vi è rimasto praticamente un solo giorno. In questa ultima stagione dolorosa della sua vita non si è mai lamentato, ne mai ha rifiutato le cure prescritte, ha sempre sperato nel ricupero delle proprie forze.     

Ma ora il Signore l’ha accolto con sé: dopo le fatiche delle giornate in terra ora riposi in pace in cielo!

P. Leone Masnata CP

+ P. Giulio Mezzacapo

+ P. Giulio Mezzacapo

Nella seconda domenica di Quaresima, 16 marzo 2025 alle ore 16,15 presso l’infermeria di San Gabriele (TE) all’età di 99 anni è tornato alla casa del padre,

P. Giulio Mezzacapo

 della Vergine Pompeiana

Nato a Marcianise (CE), arcidiocesi di Capua, il 20 luglio 1925 da Salvatore e Elvira Buonpane, entra nella scuola apostolica di Calvi Risorta, dove segue gli studi ginnasiali. Nel 1940 passa al noviziato di Pontecorvo (FR) dove il 15 ottobre 1940 fa la vestizione e il 16 ottobre del 1941 emette la professione religiosa, nelle mani del maestro p. Amedeo del Giudice. Prosegue gli studi nello studentato filosofico e teologico di Paliano, (FR) ove il 20 luglio del 1946 si consacra in perpetuo. Ultimati gli studi in preparazione al sacerdozio viene ordinato presbitero ad Anagni, il 2 maggio 1948 da Mons. Giovan Battista Piasentini.

Nel corso della sua lunga vita è stato in quasi tutte le comunità dell’ex-Provincia dell’Addolorata, tra le quali Napoli, Airola, Itri, Falvaterra, Sora, ove si è distinto per la sua affabilità e generosità. Ha ricoperto per diversi anni l’ufficio di Superiore e vicario. Entrato tra i passionisti con il chiaro intendo di essere missionario di Gesù Crocifisso, tutta la sua vita è stata improntata a questa specifica attività apostolica. Molte le missioni popolari predicate in tutta Italia e migliaia le predicazioni di novenari, settenari, tridui, panegirici vari, soprattutto in Campania.

Un missionario a tutto campo, che dovunque andava portava la gioia e il sorriso, tipica di una personalità aperta e gioviale. Nelle comunità in cui ha vissuto ha sempre lasciato il segno della sua apertura ai laici. Aggiornato e continuamente proteso verso il nuovo ha vissuto periodo epocali della società, Chiesa e Congregazione dei passionisti.

Dal 2003 al 2023 è stato di comunità a Sora. Qui ha vissuto l’ultimo ventennio della sua attività apostolica, continuando a svolgere la predicazione anche in zone lontane della Campania, ove era richiesto per la sua capacità di comunicare il Vangelo, con semplicità, passione e foca del grande oratore.

Nel 2023 per l’aggravamento delle condizioni di salute fu trasferito nell’Infermeria provinciale di San Gabriele dell’Addo-lorata, dove ha vissuto gli ultimi due anni, in un clima di gioia e fraternità con altri confratelli anziani e con la comunità del Santuario.

Dove maggiormente padre Giulio ha lasciato il segno della sua umanità è stato ad Itri, dove è vissuto in un primo momento nel dopo guerra e successivamente quale superiore per un sessennio dal 1962 al 1968. Molti anziani lo ricordano ancora, allora bambini che frequentavano il convento per avere il cibo quotidiano, l’istruzione necessaria e la formazione spirituale. Era il 1948, quando padre Giulio, giovane sacerdote di 23 anni, fu trasferito a Itri per dare una mano alla comunità. Scrive in una sua testimonianza: “Il giorno dopo il mio arrivo a Itri, il convento fu assalito da centinaia e centinaia di bambini e bambine (350), che dopo la scuola venivano su da noi per mangiare”.

Padre Giulio vigilava che tutti i bambini avessero il necessario. Non solo alimento materiale, ma anche spirituale. In quel periodo e poi negli anni di superiore della comunità di Itri (1962-1968) si dedicò alla formazione dei chierichetti e avviò la schola cantorum, lui che era tanto appassionato di musica e canto.

La vita di padre Giulio, sacerdote stimato ed amato da tutti, per il suo stile essenziale di vivere, è stata una lode continua a Dio. Contentissimo della scelta di vita fatta e soprattutto del suo impegno missionario, con altri missionari passionisti del tempo aveva costituito un gruppo zelante e coraggioso di predicatori della Passione di Cristo nelle Regioni del Sud Italia. D’altra parte, nato e cresciuto a Marcianise, in una famiglia profondamente cristiana, dove la devozione al Crocifisso, partiva da lontano, poté innamorarsi del carisma apostolico di San Paolo della Croce, di cui andava orgoglioso e di cui è stato un significativo interprete in 77 anni di vita sacerdotale e 84 di vita consacrata.

Riposi in pace

Padre Antonio Rungi

+ P. Gabriel Querubim Moreira dos Santos

+ P. Gabriel Querubim Moreira dos Santos

Dopo un ricovero all’Ospedale da Lapa di Porto (Portogallo), in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute, nella notte, alle 01.00 del giorno 17 febbraio 2025, è tornato alla casa del padre

P. Gabriel Querubim Moreira dos Santos

È nato il 24 agosto 1953 a Rebordosa, nel comune di Paredes, figlio di Vitorino Dias dos Santos e Olinda Moreira Dias. Entrò nel seminario di Arcos de Valdevez il 10/7/1964. Completò il noviziato a Corella, in Spagna, e professò i voti a Vila da Feira, nella chiesa del seminario. Infine, il 20 aprile 1980, fu ordinato sacerdote a Vila da Feira da D. Francisco Nunes Teixeira (Vescovo emerito di Quilimane). Come sacerdote, ha esercitato con zelo e spirito di sacrificio il suo ruolo pastorale nelle nostre comunità religiose, esercitando allo stesso tempo il ruolo di superiore di tutte le comunità della Provincia Passionista portoghese. Nel 2003, partì per l’Angola come superiore di Uíge, Calumbo e infine Huambo, che lasciò per malattia il 20 dicembre 2024. Dal 21 dicembre, arrivò nella comunità di Barroselas per iniziare un processo di visite mediche ed esami per realizzare una diagnosi dei suoi disturbi.

Padre Querubim era un uomo di carattere buono, amichevole, dal linguaggio pacato e sobrio, con poche parole; perché per lui l’azione era più urgente e la persona si muove verso l’altro nella prospettiva dell’incontro. Era il metodo sinodale di Padre Querubim. Parlare e ascoltare l’altro, aiutare a risolvere le situazioni nelle comunità ecclesiali.

Padre Querubim, un amico sempre pronto ad ascoltare, a tacere le sue esitazioni, cercando la risposta nella fiducia in Dio, ma andando sempre lì, all’incontro.

Questo è il messaggio che i tuoi confratelli religiosi custodiscono circa il consolidamento del cammino verso il Padre. Non ci resta che pregare e ringraziare il Signore per la tua opera. A noi la promessa che saremo più impegnati nella nostra professione religiosa.

+ Yosif Rafailov Yonkov

+ Yosif Rafailov Yonkov

La mattina del 28 dicembre 2024, nella casa passionista di Belene (Bulgaria) attorno alle ore 6.30, si è addormentato serenamente nelle braccia del Signore

P. Yosif Rafailov Yonkov

Padre Josif nasce ad Oresh il 21 settembre 1926. Il primo settembre 1941 suo papà lo conduce nel seminario minore dei Passionisti a Svishtov, ma a causa della guerra nel 1946 i seminaristi vengono trasferiti a Malcika. Suo direttore è il p. Stanislas Van Melis, futuro vescovo in Brasile.

Nel 1947 è obbligato a svolgere il servizio militare per 18 mesi, dopodiché continua gli studi filosofici e teologici nel seminario di Russe.

Il 28 ottobre 1951 viene ordinato come sacerdote diocesano ad Oresh dal beato mons. Eugenio Bossilkov. Quindi è mandato come coadiutore a Belene. L’anno successivo viene trasferito a Tranciovitsa, da cui viene espulso dal Comune nel 1959.

Dal 1960 al 1964 lavora come parroco ad Oresh e dal 1964 al 1968 ad Asenovo.

Il 4 giugno 1966 emette i primi voti come passionista a Belene, nelle mani di padre Giorgio Shipka, e nel 1969 quelli perpetui, sempre nelle mani dello stesso.

Dal 1968 al 1981 è parroco a Belene, nella parrocchia della Natività di Maria.

Dal 1982 al 1993 è parroco ad Oresh; dopodichè fino al 1999 a Tranciovitsa.

L’ultimo suo ministero è quello di parroco a Dragomirovo, dove si reca quasi quotidianamente col treno da Oresh.

Dal 2017 si trasferisce nella neonata comunità passionista di Belene, dove gradualmente si indebolisce, passando l’ultimo anno allettato ed assistito dai confratelli.

La sua lunga vita, ed i suoi oltre 70 anni di servizio sacerdotale, hanno lasciato un segno indelebile in tutte le persone che lo hanno incontrato e conosciuto. Pur avendo vissuto sulla propria pelle le difficoltà prima del periodo di regime, e poi della vecchiaia, ha conservato sempre la fede insieme ad una serenità profonda, nell’umile e nascosto servizio alle comunità.

La celebrazione funebre si svolgerà lunedì 30 dicembre, alle ore 11.00, nella sua parrocchia natale di Oresh.

P. Paolo Cortesi

+ P. Luigi Donati

+ P. Luigi Donati

Nel tardo pomeriggio del 13 dicembre 2024, memoria liturgica di Santa Lucia, vergine è martire, presso la struttura ospedaliera Umberto I di Roma dove era ricoverato dal 3 novembre 2024, è volato in cielo

padre Luigi Donati

di Maria, Madre della Santa Speranza

Il 2 novembre scorso, padre Luigi ha avuto un grave incidente stradale, tra Pastena e le Grotte di Pastena, dove il sacerdote passionista era parroco da oltre 10 anni, prima servendo la parrocchia dal Ritiro di Falvaterra (FR) e dal 2018 dal Convento di Itri, ove era stato trasferito in seguito alla chiusura del Ritiro di Falvaterra. Da giovedì alla domenica, padre Luigi stava stabilmente a Pastena a servizio della comunità pastenese, alla quale era profondamente legato e da essa era ricambiato. Tante le iniziative promosse in questi anni per dare degno risalto alle feste della Santa Croce, di Sant’Elena e san Sinforo e sant’Antonio. Si è speso molto per questa comunità parrocchiale. La vita di padre Luigi Donati è stata improntata essenzialmente al servizio parrocchiale.

Nato a Formia il 16 gennaio 1960, nel Rione Castellone, da Antonio e Vincenza Lombardi aveva un solo fratello, Giovanni, coniugato, recentemente scomparso. Ha frequentato da piccolo la comunità di Sant’Erasmo, di cui era grande devoto, ove è sorta la sua vocazione alla vita sacerdotale. Da giovane, fece una breve esperienza di formazione nel seminario minore di Gaeta e altrettanta limitata esperienza presso i Gesuiti, da cui ebbe una solida formazione culturale, spirituale e liturgica. Concluse tali esperienze sentì la chiamata di entrare tra i passionisti. I primi passi della sua consacrazione tra i figli spirituali di San Paolo della Croce li fece presso il convento di Itri, da postulante, proseguì questo cammino a Paliano (FR). 

Nel 1989 entrò nel Noviziato di Moricone (Roma), a conclusione del quale emise la professione dei consigli evangelici il 15 settembre del 1990. Intenzionato a continuare gli studi in vista del sacerdozio, li compì presso il Seminario Regionale Leoniano di Anagni (FR). Conclusi gli studi filosofici e teologici fu ordinato sacerdote il 12 febbraio 1994 a Paliano. Approfondì gli studi liturgici a Roma. 

Lo scorso gennaio aveva festeggiato il suo trentesimo anniversario di vita sacerdotale. Da sacerdote fu subito inserito nell’ambito dei servizi alla comunità provinciale dell’allora provincia religiosa dell’Addolorata, comprendente il Lazio Sud e Campania. Primo importante compito fu quello di segretario provinciale nel quadriennio 1994-98. Di seguito fu nominato superiore e parroco della Badia di Ceccano (FR). Trasferito a Itri, fu dapprima collaboratore del parroco del tempo, padre Angelo Di Battista fino al 2003 e successivamente vice-superiore della comunità di Itri, con padre Giovanni Giorgi. 

Dal 2007 al 2011 è stato superiore e parroco del Convento e Chiesa di San Giuseppe Artigiano in Mondragone. Trasferito a Itri come superiore della piccola comunità ed anche con l’ufficio di parroco, svolse tale servizio fino al settembre 2012, quando incominciò ad avvertire qualche problema cardiaco. Chiusa temporaneamente la comunità di Itri, fu trasferito a Falvaterra, con l’ufficio di parroco e successivamente di Superiore e parroco. Inizia in questo periodo il suo servizio a Pastena, dove è rimasto come parroco per oltre 10 anni. Negli ultimi anni faceva il pendolare tra Itri e Pastena, non senza disagio ed evidenti problemi di salute che si aggravavano di anno in anno. Il suo desiderio di continuare a lavorare da parroco anche se così distante dalla sua comunità attuale di residenza, quella di Itri, certamente era per lui un motivo di grande gioia e soddisfazione. Esperto ed appassionato di liturgia ha curato molto questo aspetto del suo ministero. Leggeva tantissimo e si aggiornava su tematiche bibliche, teologiche e liturgiche. Sempre presente nella vita diocesana, ovunque è stato, ha dimostrato una evidente sensibilità ecclesiale e sinodale. Non ha mancato di svolgere diverse predicazioni in varie parti del centro e sud d’Italia come missionario passionista, soprattutto nel campo della catechesi ai piccoli e ai giovani. Tipo sensibile, emotivo, aveva un cuore buono ed amava sinceramente la Chiesa e la Congregazione della Passione. Grande devoto di San Paolo della Croce, di Santa Gemma, di Santa Maria Goretti, del Beato Grimoaldo Santamaria, al quale ha dedicato un gruppo di preghiera e un’associazione laicale a Ceccano. Ha coltivato la spiritualità passionista in modo costante con la cura dell’ufficio liturgico particolare. A Mondragone avviò anche la pratica della Coroncina della Divina Misericordia nella parrocchia San Giuseppe Artigiano ed ha guidato numerosi pellegrinaggi di fedeli in Italia e all’Estero. Devoto della Madonna della Civita, ogni anno teneva il suo pellegrinaggio con i pastenesi a questo luogo mariano, che i passionisti hanno curato per 40 anni. 

Nel venerdì, giorno in cui i passionisti fanno memoria della Passione di Cristo, Gesù Crocifisso e la Madonna Addolorata lo hanno chiamato a sé, dopo un lungo calvario di sofferenza, assistito amorevolmente dalla cognata, dal nipote, dai passionisti, dai vari amici e parrocchiani di Pastena ed altre località. Ora è in cielo insieme ai suoi genitori e al suo unico fratello che lo ha preceduto nella pace dei santi.

Padre Antonio Rungi