Il 18 marzo 2025, Vigilia della Solennità di San Giuseppe, presso il Santuario dell’Addolorata di Mascalucia (CT), conf. Andrea Pagotto è stato ordinato diacono per l’imposizione delle mani di Mons. Luigi Renna Arcivescovo di Catania.
Nella seconda domenica di Quaresima, 16 marzo 2025 alle ore 16,15 presso l’infermeria di San Gabriele (TE) all’età di 99 anni è tornato alla casa del padre,
P. Giulio Mezzacapo
della Vergine Pompeiana
Nato a Marcianise (CE), arcidiocesi di Capua, il 20 luglio 1925 da Salvatore e Elvira Buonpane, entra nella scuola apostolica di Calvi Risorta, dove segue gli studi ginnasiali. Nel 1940 passa al noviziato di Pontecorvo (FR) dove il 15 ottobre 1940 fa la vestizione e il 16 ottobre del 1941 emette la professione religiosa, nelle mani del maestro p. Amedeo del Giudice. Prosegue gli studi nello studentato filosofico e teologico di Paliano, (FR) ove il 20 luglio del 1946 si consacra in perpetuo. Ultimati gli studi in preparazione al sacerdozio viene ordinato presbitero ad Anagni, il 2 maggio 1948 da Mons. Giovan Battista Piasentini.
Nel corso della sua lunga vita è stato in quasi tutte le comunità dell’ex-Provincia dell’Addolorata, tra le quali Napoli, Airola, Itri, Falvaterra, Sora, ove si è distinto per la sua affabilità e generosità. Ha ricoperto per diversi anni l’ufficio di Superiore e vicario. Entrato tra i passionisti con il chiaro intendo di essere missionario di Gesù Crocifisso, tutta la sua vita è stata improntata a questa specifica attività apostolica. Molte le missioni popolari predicate in tutta Italia e migliaia le predicazioni di novenari, settenari, tridui, panegirici vari, soprattutto in Campania.
Un missionario a tutto campo, che dovunque andava portava la gioia e il sorriso, tipica di una personalità aperta e gioviale. Nelle comunità in cui ha vissuto ha sempre lasciato il segno della sua apertura ai laici. Aggiornato e continuamente proteso verso il nuovo ha vissuto periodo epocali della società, Chiesa e Congregazione dei passionisti.
Dal 2003 al 2023 è stato di comunità a Sora. Qui ha vissuto l’ultimo ventennio della sua attività apostolica, continuando a svolgere la predicazione anche in zone lontane della Campania, ove era richiesto per la sua capacità di comunicare il Vangelo, con semplicità, passione e foca del grande oratore.
Nel 2023 per l’aggravamento delle condizioni di salute fu trasferito nell’Infermeria provinciale di San Gabriele dell’Addo-lorata, dove ha vissuto gli ultimi due anni, in un clima di gioia e fraternità con altri confratelli anziani e con la comunità del Santuario.
Dove maggiormente padre Giulio ha lasciato il segno della sua umanità è stato ad Itri, dove è vissuto in un primo momento nel dopo guerra e successivamente quale superiore per un sessennio dal 1962 al 1968. Molti anziani lo ricordano ancora, allora bambini che frequentavano il convento per avere il cibo quotidiano, l’istruzione necessaria e la formazione spirituale. Era il 1948, quando padre Giulio, giovane sacerdote di 23 anni, fu trasferito a Itri per dare una mano alla comunità. Scrive in una sua testimonianza: “Il giorno dopo il mio arrivo a Itri, il convento fu assalito da centinaia e centinaia di bambini e bambine (350), che dopo la scuola venivano su da noi per mangiare”.
Padre Giulio vigilava che tutti i bambini avessero il necessario. Non solo alimento materiale, ma anche spirituale. In quel periodo e poi negli anni di superiore della comunità di Itri (1962-1968) si dedicò alla formazione dei chierichetti e avviò la schola cantorum, lui che era tanto appassionato di musica e canto.
La vita di padre Giulio, sacerdote stimato ed amato da tutti, per il suo stile essenziale di vivere, è stata una lode continua a Dio. Contentissimo della scelta di vita fatta e soprattutto del suo impegno missionario, con altri missionari passionisti del tempo aveva costituito un gruppo zelante e coraggioso di predicatori della Passione di Cristo nelle Regioni del Sud Italia. D’altra parte, nato e cresciuto a Marcianise, in una famiglia profondamente cristiana, dove la devozione al Crocifisso, partiva da lontano, poté innamorarsi del carisma apostolico di San Paolo della Croce, di cui andava orgoglioso e di cui è stato un significativo interprete in 77 anni di vita sacerdotale e 84 di vita consacrata.
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