Preghiera con P. Candido Amantini

Minibiografia:

Padre Candido, religioso Passionista nacque a Bagnolo di Santa Fiora il 31 gennaio 1914.

Chiamato alla vita religiosa emise i primi voti a 16 anni e fu ordinato Sacerdote il 13 marzo 1937

Approfondì lo studio della Sacra Scrittura e per questo l’Obbedienza lo chiamò, per vari anni, all’insegnamento dei seminaristi. Scrisse il libro “”Il Mistero di Maria “”.

L’Apostolato che lo impegnò, per oltre 30 anni alla scala Santa in Roma, fu quello della Direzione Spirituale e degli esorcismi.

La missione di esorcista lo portò ad essere esperto riguardo ai fenomeni di possessione diabolica per cui anche il suo allievo, Padre Amorth diceva di lui “il mio grande Maestro “

Padre Candido concluse la sua vita terrena il 22 settembre 1992. Le sue spoglie mortali, dal 21 marzo  2012 riposano nella Cappella del Crocifisso alla Scala Santa in Roma.

SALUTO ALLE SUORE PASSIONISTE DEL SANTUARIO della Scala Santa!

Le suore passioniste, dopo aver servito il santuario della Scala Santa, ininterrottamente dal 1952, il 30 giugno 2022 hanno concluso questa bellissima presenza che tanto ci ha onorato!

Siamo grati del servizio che hanno prestato e le ricordiamo nelle preghiera, e ci affidiamo ancora alle loro!

Il nostro saluto va in particolare a Suor Cristina, Suor Salvatrice e suor Salvatrice per la loro presenza decennale, e anche alle due giovani suore Rita e Mireille che hanno aiutato ad animare la nostra comunità negli ultimi anni.

Nel video c’è il ringraziamento del rettore Leonello Leidi e di tutta la comunità passionista, nella messa del Sacro Cuore di Gesù, venerdi 24 giugno 2022.

Prese la ferma decisione di andare verso Gerusalemme – Commento di Giuseppe Adobati alla XIII domenica del T.O. Anno C

Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme.
Questa osservazione del Vangelo di Luca segna un passaggio decisivo nel suo racconto della storia di Gesù nel suo Vangelo, nel suono presentare Gesu’ buona notizia, presentando questo movimento deciso e consapevole di Gesù verso Gerusalemme, il luogo in cui sarebbe stato elevato in alto, il luogo della testimonianza dell’amore di Dio Padre, attraverso la sua donazione totale, che poi è la sua passione, morte e resurrezione.
E allora Gesù prende questa decisione e si mette in cammino. Questo cammino, che ha bisogno di tempo, di perseveranza, è un cammino che Gesù desidera fare insieme e desidera fare incontrando coloro che, lungo la via, lungo la strada, può a sua volta incontrare, un cammino che diventa occasione quindi di incontri felici, ma anche di incontri infelici e allora c’è chi accetta, e chi non accetta. Chi si mette realmente a seguire Gesù, chi vorrebbe farlo, chi desidera farlo, chi si presenta come pronto, ma poi in realtà non lo è.
Gesù effettivamente non pretende nulla, ma chiede solo a ciascuno di riconoscere quello che è il mistero che lui porta.
E allora noi che siamo cristiani, noi che celebriamo oggi l’Eucarestia nel giorno del Signore, chiediamo a lui di poter celebrare con gioia questa decisione ferma, di andare anche noi a Gerusalemme. Questo decidere di essere ancora oggi con Lui che si offre per testimoniare l’amore di Dio e salvare il mondo. Questo movimento di Gesù è stata la fonte della sua passione, morte e resurrezione, ed è anche la fonte della nostra testimonianza.
Allora che il Signore ci aiuti a seguire questa scia di Gesù, a stare in cammino con Lui, soprattutto a purificare le nostre intenzioni e a togliere tutto ciò che ci impedisce di seguirlo e di essere i suoi testimoni.
Il nostro fondatore, San Paolo della Croce, così scriveva ad un giovane che voleva entrare in congregazione ma non si decideva.
Venga carissimo che Dio e la Santissima Vergine l’aspettano, vinca le prime difficoltà.
Il passo più difficile è uscire di casa. Santa Teresa nell’uscire di casa per andare al monastero le parve se le strappasse il cuore dal petto, ma vinse tutto e ora è santa.

Mangiare a sazietà (di André Pereira, commento alla domenica del corpus domini, anno C, 19 giugno 2022)

io sono il pane vivo disceso dal cielo: ecco le parole di Gesù che ci permettono di vedere l’amore che Gesù ha per i suoi figli. Come possiamo vedere nel vangelo il modo in cui Gesù rivela il suo amore è dare da mangiare a quelli che avevano poco e che erano stanchi della giornata.
Il giorno declinava e la moltitudine che accompagnava Gesù e i suoi discepoli era in una zona deserta.
Subito ci viene da domandare “Adesso cosa facciamo?”. Nella sua misericordia Gesù ci dà serenità: alza gli occhi al cielo benedice il pane e il pesce che aveva, e dopo i discepoli lo hanno distribuito alla moltitudine.

Questa moltitudine si trasforma in comunità perché si sazia tutta dello stesso alimento. Così in questa solennità del corpus domini dobbiamo guardare all’eucaristia come sacramento di comunione e non vederla più come una devozione privata, perché Gesù ci ama tutti.
Tutti noi siamo invitati da lui a trovare uno spazio nel deserto della nostra vita per trovarci con lui, per
prostrarci davanti a lui in silenzio e fare la nostra preghiera immersi nel suo sacro cuore pieno d’amore. Nel pane eucaristico il Signore resta in mezzo a noi. Lui resta con noi per farci capire quanto siamo piccoli davanti ai suoi miracoli. Guardando Gesù Eucaristia e pregando con la nostra vita davanti a lui faremo una bella scoperta della conversione perché il Corpo di Gesù ci trasforma interiormente e rafforza sempre di più la nostra amicizia con lui.
in questa solennità del corpus domini.

Proposito: Cercherò di trovare un po’ di tempo e fare la mia preghiera silenziosa davanti all’eucaristia.

Tutto quello che il Padre possiede, è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà. (Commento di Francesco Guerra alla solennità della Trinità, Anno C, 11 giugno 2022)

La solennità della Ss.ma Trinità completa e riassume teologicamente il ciclo pasquale,
pur essendo già entrati noi nel tempo liturgico ordinario. Gesù, risorto dalla morte
(Pasqua) è salito al cielo alla destra del suo Padre (Ascensione) e ha donato il suo Santo
Spirito alla Chiesa (Pentecoste).
Gesù durante l’Ultima Cena aveva promesso ai suoi discepoli che salendo al Padre suo
e Padre nostro, non li avrebbe lasciati soli. Certamente si riferiva al sacramento del suo
corpo e del suo sangue (l’Eucarestia), ma non solo: si riferiva anche alla sua presenza
nel dono dello Spirito Santo, che è dono di amore, di verità e di unità.
C’è una profonda unità tra le tre persone della Trinità e Gesù ce lo ricorda proprio nel
brano che abbiamo ascoltato ora:
“Lo Spirito della verità vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso,
ma… prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede
è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”.
Quello che Gesù ha fatto e ha proclamato non è altro che la stessa volontà del Padre.
Quando Gesù accoglie e perdona i peccatori vuol dire che il Padre e lo Spirito Santo
accolgono e perdonano, perché Gesù è il volto concreto e la manifestazione terrena
dell’amore misericordioso di Dio.
E il senso più profondo delle parole di Gesù, quegli insegnamenti che spesso neanche
gli apostoli riuscivano a comprendere, è lo Spirito Santo che ce li fa sentire nel cuore
in maniera chiara e forte, perché Lui è “lo Spirito della verità che ci guiderà alla verità
tutta intera”.
E la verità è questa: che Dio ci ama così tanto che ci ha dato il suo Figlio unigenito.
“Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore…
Questo è il mio comandamento che vi amiate gli uni gli altri” (Gv 15, 9.12).