Messaggio pasquale 2016 del Superiore Generale

Messaggio pasquale 2016 del Superiore Generale

Cari fratelli, sorelle e amici della famiglia Passionista,

dopo aver percorso il cammino quaresimale rispondendo con gioia alla grazia e al dono della conversione offertoci dal nostro misericordioso Dio, giungiamo ora al momento di “camminare con Gesù” lungo questa Settimana Santa, apprestandoci a commemorare le ultime ore della passione, morte e risurrezione del Gesù storico. Sarà una settimana in cui parteciperemo ad alcune celebrazioni liturgiche intense che, come è auspicabile, ci ispireranno non solo ad ammirare, ma anche ad imitare il modo, l’esempio e la risposta di Gesù nel suo soffrire e morire sulla croce. Non possiamo dimenticarci che come Passionisti siamo chiamati a “mantenere viva la memoria della passione di Gesù come opera dell’amore e della misericordia di Dio”. Il significato di questo impegno ci viene ricordato ogni volta che celebriamo l’Eucarestia (= la Memoria Passionis), in cui il Signore crocefisso e risorto ci invita a “fare questo in memoria di me”. Però la memoria non è un puro e semplice “ricordo”.

La passione di Gesù non è soltanto un evento storico che vada ammirato e ricordato; è piuttosto un atto di amore dinamico che continua a dispiegarsi ancora ai nostri giorni e continuerà a farlo per sempre… “La passione di Cristo e la passione dell’umanità”; “Gesù Crocifisso e i crocifissi del mondo di oggi”

Leggi tutto il messaggio QUI

Fabiano Giorgini: storico, religioso passionista e uomo di governo

Fabiano Giorgini: storico, religioso passionista e uomo di governo

Dopo tre anni di ricerca, a fine febbraio di questo anno ho pubblicato la mia Tesi di Dottorato discussa il 13 maggio del 2015 presso la Pontificia Università Gregoriana e riguardante un confratello recentemente scomparso: padre Fabiano Giorgini.

Nella mia ricerca mi sono concentrato su tre aspetti della sua vita: il religioso passionista che per la sua coerenza e la sua affidabilità ebbe una larga stima tra i confratelli, il suo servizio svolto in ruoli chiave di responsabilità nella Congregazione in un periodo di passaggio come la seconda metà del secolo scorso, e il lavoro di storico nella Congregazione della Passione, portando a conoscenza dei confratelli la storia e la genuina tradizione dell’Istituto.

Il lavoro di ricerca compiuto si può considerare come un primo tentativo di ricostruzione della sua vita di sacerdote passionista che per le sue qualità intellettuali e umane si ritrovò a prendere parte a momenti significativi e decisivi della storia della Congregazione passionista a partire dagli anni ʼ50 del secolo scorso. Fu perciò una figura di spicco dell’Istituto, un’autorità quando parlava ai confratelli riguardo alla storia e alla tradizione passionista.

Nel primo capitolo, che cronologicamente abbraccia gli anni dal 1940 al 1956, ho preso in considerazione il periodo della sua formazione fino al conseguimento del Dottorato in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Il secondo capitolo ho analizzato il periodo che va dal 1956 al 1972, anno in cui fu scelto come Superiore Provinciale alla guida della Provincia religiosa passionista del Centro-Est Italia chiamata di Maria SS. della Pietà (PIET).

Nel terzo capitolo ho studiato i suoi anni di governo come Provinciale della Provincia di Maria SS. della Pietà dal 1972 al 1976, e a seguire come Vice-Generale fino al 1982: un decennio molto intenso dal punto di vista pastorale, ma che lo portò praticamente ad una sospensione delle sue ricerche storiche, al contrario continuò la predicazione di esercizi spirituali specialmente a suore e monache passioniste.

Nel quarto capitolo ho approfondito il suo grande apporto per lo sviluppo della Missione indonesiana: durante il suo mandato da Provinciale fece tre viaggi in quella terra, rimanendovi circa tre mesi ogni volta; un’altra volta vi ritornò subito dopo la sua rielezione del 1976.

Nel quinto capitolo ho messo in evidenza le grandi energie da lui profuse per il ramo religioso femminile claustrale della Congregazione voluto dal Fondatore San Paolo della Croce pochi anni prima di morire, le monache passioniste, per le quali non soltanto offrì notevoli spunti spirituali con la predicazione di ritiri, esercizi spirituali e direzione d’anime, ma anche mise a disposizione la su competenza ed esperienza per l’elaborazione e l’approvazione della Regola rinnovata secondo i criteri conciliari.

Nel capitolo conclusivo ho continuato a mettere in evidenza la sua ricerca storica, analizzando ancora alcuni suoi lavori e i suoi autorevoli interventi. Fu un ricercatore attento alle cause e alle conseguenze di ogni fatto storico, cercando di coglierne il più ampio sfondo socio-religioso.

La presente ricerca scientifica è perciò un contributo per conoscere e capire sempre meglio le vicende interne all’Istituto dei Passionisti in un periodo tra gli anni ʼ50 e gli anni ʼ80, ancora oggi oggetto di discussioni e riflessioni proprio per la complessità dello stesso e per ridestare la memoria storica di un insigne religioso in modo tale che altri confratelli ne possano studiare gli scritti e costruirsi così su quelle fondamenta che egli pose attraverso le sue ricerche e pubblicazioni delle fonti storiche della Congregazione.

La speranza è che altri si possano dedicare in futuro a ricomporre i vari e intricati tasselli di una storia contemporanea della Congregazione, che sembra già ormai così lontana, proprio attraverso la chiave di lettura offerta da questo lavoro sulla vita di un protagonista di quel tempo come lo fu padre Fabiano Giorgini.

di Alessandro Ciciliani

Convegno – Misericordia dal dramma della Passione

Convegno – Misericordia dal dramma della Passione

Nell’anno del Giubileo della Misericordia, la Cattedra Glora Crucis, ha organizzato un seminario di studio intitolato MISERICORDIA DAL DRAMMA DELLA PASSIONE DI CRISTO alla Pontificia Università Lateranense.
Tra i relatori, oltre ai confratelli Fernando Taccone ed Aldolfo Lippi, sono previsti gli interventi del prof. Prof. Sabatino MAJORANO, di Mons. Enrico DAL COVOLO, di Mons. Giacomo MORANDI e di Sua Em.za il  Card. Walter KASPER.
L’appuntamento è previsto per lunedì 18 aprile 2016 nell’aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense.
Ingresso gratuito.

Di seguito il programma

[gview file=”https://www.mapraes.org/wp-content/uploads/2016/03/Misericordia-dal-dramma-della-passione.pdf”]

 

100 giorni agli esami al Santuario di San Gabriele

100 giorni agli esami al Santuario di San Gabriele

Oltre 8 mila studenti hanno scelto di prendere parte al consueto appuntamento presso il Santuario di San Gabriele a 100 giorni dall’Esame di Stato. Giunti da varie località dell’Abruzzo e della Marche, a bordo di 110 pullman e molti veicoli privati, non si sono lasciati scoraggiare dalle poco favorevoli condizioni climatiche.

Anche quest’anno hanno partecipato alla preghiera, alle confessioni, alla messa e, alla tradizionale benedizione delle penne. Quaranta religiosi passionisti, tra cui venti confessori, sono stati a disposizione degli studenti per tutta la giornata.

Il programma è iniziato alle 9 con l’accoglienza degli studenti. Di seguito, alle ore 10 e 11.30, si sono celebrate due sante messe. Dalle 14.30 i maturandi, dopo aver pregato nella cripta di San Gabriele, processionalmente, si sono spostati nel Santuario antico ricevendo l’indulgenza giubilare passando attraverso la Porta Santa.

Il tutto si è svolto in un clima di grande gioia, senza alcun tipo di esagerazione.

P.S. Se possiedi Facebook e vuoi guardare tutte le foto della giornata, taggarti e taggare i tuoi compagni, iscriviti al seguente gruppo

https://www.facebook.com/groups/514867585386760

FOTO GALLERY

+Fr. Battista Perola

+Fr. Battista Perola

Mercoledì 9 marzo 2016, alle 3.00 nella comunità di Pianezza (TO), Fr. Battista Perola è tornato alla Casa del Padre.

I funerali si terranno il 10 marzo 2016 alle 15.30, nella Santuario di S. Pancrazio a Pianezza (TO).

Fr. Battista era nato a Romano di Lombardia, pochi chilometri a sud del santuario di Basella, dove conobbe i passionisti e fu accolto, giovanotto, prima di iniziare il noviziato a san Zenone degli Ezzelini. Da ragazzo fu vittima di un incidente alla stazione ferroviaria di Romano. Ne rimase segnato portando in fronte una cicatrice che caratterizzò il suo volto per tutta la vita.

Al noviziato ebbe come maestro padre Leone Ferrarese che lo preparò alla prima professione dei voti religiosi avvenuta il 25 settembre del 1952. Rimase ancora per qualche anno in quella comunità sbrigando il compito di cuciniere e completando la sua formazione religiosa. Era molto devoto di san Paolo della Croce di cui volle portare il titolo nel suo nome religioso di fratel Battista di san Paolo della Croce. Venne poi trasferito in varie comunità della Provincia, a cominciare da Caravate dove emise la professione perpetua dei voti religiosi nel 1955.

Ebbe varie mansioni nelle comunità dove si trovava, specialmente come addetto alla cucina e all’orto. Avendo imparato da giovane il lavoro di falegname, mise a frutto le sue competenze nella riparazione e sistemazione di tante strutture delle comunità. Di carattere schivo, di poche parole, era laborioso e di animo sereno, non disdegnando di partecipare alla ricreazione della comunità dove sapeva raccontare qualche suo aneddoto simpatico.

Fu fedele alla preghiera sia personale che comunitaria e lo si poteva vedere non di rado con la corona del rosario in mano.

Visse anche qualche anno con i nostri giovani seminaristi, fin che maturò la richiesta di fare un’esperienza missionaria in Africa. Andò in Kenya, a Kadem, in aiuto pratico alla missione. Ci rimase solo un anno per la difficoltà ad apprendere la lingua locale africana. Chiese ed ottenne di poter trascorrere qualche anno in Terra Santa a Betania, dove visse a contatto con i luoghi santi a sua personale edificazione interiore.

Tornato in Italia fu di sede in varie comunità come a Calcinate, a Basella, a Brugnato, e per 10 anni risiedette nella comunità di Cameri, addetto alla portineria, alla cucina e all’orto. Molti cameresi lo ricordano ancora.

Col passar degli anni si sentì invecchiare un po’, anche per gli acciacchi che cominciavano a farsi sentire. Venne allora trasferito nella infermeria di san Pancrazio. Sopportò pazientemente i dolori delle ultime malattie fin che il Padre del cielo lo ha chiamato per la sua ricompensa eterna. Requiescat in pace.