+ P. Aniello Migliaccio

+ P. Aniello Migliaccio

Domenica 20 settembre 2026 alle ore 14.11 circondato dall’affetto dei familiari e confratelli, all’età di 57 anni, è tornato alla Casa del Padre il nostro amato e stimato confratelli

P. Aniello Migliaccio

dell’Addolorata

Primo Consultore MAPRAES 

Le esequie Funebri saranno celebrate nella  chiesa del Convento di Napoli, a S. Maria ai Monti,

martedì 22 settembre 2026, alle ore 14,30. 

Il giovane sacerdote passionista si è addormentato in Cristo, dopo un calvario di circa due mesi di malattia, presso l’ospedale Spallanzani di Roma, dove era stato ricoverato lo scorso 30 luglio per aver contratto la malaria nella recente visita in Angola, nostro luogo di missione.

L’intera Provincia, che ha seguito ogni giorno il decorso della malattia, è rimasta profondamente costernata dalla triste notizia. Il parassita della malaria aveva devastato il corpo del nostro confratello, che non è riuscito a riprendersi completamente. C’erano buone speranze nei giorni scorsi di un possibile anche se lungo recupero, invece nella notte tra il 19 e 20 settembre le condizioni di salute si sono aggravate e nel pomeriggio della domenica di San Gennaro ci ha lasciato.

Padre Aniello Migliaccio, di Luigi e Caterina De Siano era nato il 27 dicembre 1968 a Lacco Ameno nell’isola verde di Ischia. È stato battezzato il 2 gennaio 1969 e ha ricevuto la cresima il 31 maggio 1981. Ha frequentato le scuole elementari e medie nella sua terra natia alla quale era profondamente legato come tutti gli ischitani.

Tra i passionisti entra nel 1984 a Paliano come postulante. Ammesso al noviziato di Morrovalle nel 1987, professa i consigli evangelici e il voto della Memoria Passionis il 21 settembre 1988.

Segue gli studi teologici in preparazione al sacerdozio tra il Leoniano di Anagni (FR) e l’Università Lateranense di Roma, vivendo nello studentato teologico interprovinciale (STIP) dei santi Giovanni e Paolo in Roma.

Rientrato nella sua Provincia religiosa d’origine, dedicata alla Madonna Addolorata (DOL), emette la professione perpetua il 27 settembre 1992 nella sua Isola e successivamente viene ordinato sacerdote il giorno 9 aprile 1994 al Santuario di Santa Restituta di Lacco Ameno.

Appena ordinato sacerdote viene da subito impegnato nel campo missionario e parrocchiale. Inizia così quel lungo cammino di servizio alle chiese locali svolgendo l’ufficio di parroco: così a Ceccano a Santa Maria a Fiume, così a Mondragone nella parrocchia di San Giuseppe Artigiano, così a Napoli a San Tarcisio.

Coltivata da piccolo l’idea di andare missionario in Africa, ne ebbe l’occasione mediante i passionisti del Portogallo impegnati in una missione in Angola. Fu così che visse un’intensa esperienza missionaria in Angola negli anni 2011-2014, durante i quali ebbe modo di condividere la vita della popolazione e di testimoniare il carisma passionista nel contesto della Chiesa locale.

Impegnato nel campo della cultura, appassionato di lettura e di informazione quotidiana ha sempre curato questo aspetto della personalità.

Nel corso degli anni ha ricoperto anche l’ufficio di superiore locale nella comunità di Mondragone dal 2003 al 2007. Un’esperienza conservata gelosamente nel suo cuore come amava ricordare.

Con la costituzione della nuova Provincia unitaria, intitolata a Maria Presentata al Tempio, nel 2015 fu eletto consultore provinciale.

Nel III Capitolo provinciale, celebrato nel 2023, fu nuovamente eletto consultore. A partire dal gennaio 2025, gli fu inoltre affidato l’ufficio di primo consultore. In questi anni ha svolto il suo compito con grande dedizione, senso di responsabilità e spirito di servizio, mettendo a disposizione della Provincia le proprie energie, competenze e disponibilità.

In particolare, nel suo servizio come Animatore dell’Area Sud, ha dedicato tempo e attenzione alla visita delle comunità, facendosi compagno di cammino dei confratelli e accompagnandoli nelle diverse dimensioni della loro vita quotidiana, comunitaria e pastorale. Con la sua presenza e la sua vicinanza ha cercato di sostenere i religiosi, favorire il dialogo e la fraternità e contribuire a una maggiore comunione all’interno della Provincia.

Persona allegra, gioviale, padre Aniello ha contribuito in modo significativo alla strutturazione della nuova Provincia unitaria. Il suo servizio non si è limitato alle realtà a lui direttamente affidate, ma si è esteso alla conoscenza delle comunità della Provincia ed in particolare alle comunità del Portogallo e dell’Angola, che ha visitato con disponibilità e spirito missionario, facendosi prossimo alle loro esigenze e partecipando con generosità alla loro vita e missione.

L’ultimo viaggio nella terra missionaria angolana, tanto cara a padre Aniello, gli è stato fatale. L’intera Provincia ogni giorno ha pregato per lui, insieme ai fedeli di Ischia, Napoli, Mondragone, Ceccano e altri luoghi d’Italia, dell’Europa e dell’Africa, nella speranza, che si era fatta, certezza, che sarebbe ritornato al suo lavoro e alla sua missione di zelante e gioioso passionista dal cuore semplice ed umile, con una visione mondiale della nostra Congregazione.

I disegni di Dio sono stati altri e noi siamo qui a dire semplicemente grazie infinite a un sacerdote passionista che ha servito la Congregazione e la Chiesa con amore, passione e gioia, donandosi e lavorando senza mai risparmiarsi per il bene degli altri.

Un ricordo portava nel suo cuore e citava spesso ed era il mosaico di Gesù Redentore di San Giuseppe Artigiano a Mondragone che padre Aniello tanto amava e gli aveva suggerito tante riflessioni durante i quattro anni di superiore e parroco in questo convento. Lui si poneva davanti a tale mosaico per pregare intensamente, per trascorrere davanti a questo mosaico lunghe ore a filosofeggiare sui misteri della vita con i fedeli della parrocchia e i sacerdoti di comunità o di passaggio.

Quel Pastore buono, morto e risorto, ti ha sicuramente già accolto tra le sue braccia aperte sul mondo.

D’altronde, hai portato il tuo sorriso contagioso in giro per il mondo, negli angoli più poveri e abbandonati del Continente Nero, nella tua adorata Africa.

Quanto amore hai disseminato, quante anime hai ristorato, quante persone hai fatto gioire con una battuta o un sorriso.

Caro padre Aniello porta allegria anche lassù in Paradiso dove l’allegria non avrà mai fine, insieme a Gesù, a Maria, a san Paolo della Croce, ai santi e Beati passionisti, specialmente a quel Beato Grimoaldo Santamaria di cui sei stato un grande e sincero devoto e che durante la tua malattia abbiamo pregato incessantemente nella speranza di un segnale divino preciso. Lassù evidentemente ti aspettavano tutti, a partire dai tuoi genitori e dai tanti passionisti che ti hanno preceduto nel Regno dei cieli. Riposi in pace.

Padre Antonio Rungi 

+ P. Silvio Vanzan

+ P. Silvio Vanzan

Alle ore 9.45 del 16 settembre 2026, presso la comunità dei SS. Giovanni e Paolo, all’età di 94 anni è tornato alla Casa del Padre

P. Silvio Vanzan

del Corpo Mistico

Padre Silvio Vanzan era nato il 21 luglio 1932 a Bovolenta (PD) da Pilade e Rosa Donola. Fu battezzato il 21 luglio 1932 e cresimato il 04 maggio 1941.

Dopo un periodo, forse un po’ tribulato, dell’inizio del suo cammino formativo, uscì dai nostri seminari per rientrarvi dopo vari anni: infatti entrò trentenne al noviziato di S. Zenone degli Ezzelini (TV) emettendovi la professione religiosa temporanea il 27 febbraio 1965, festa di S. Gabriele dell’Addolorata.

Completò il curriculum teologico nello Studentato di Caravate (VA) dove in rapida successione emise la Professione religiosa perpetua il 29 febbraio 1968. Ricevette i ministeri minori il 30 marzo 1968, il diaconato e infine l’ordinazione sacerdotale il 7 luglio 1968.

Animo sensibile, delicato, docile e umile, abbastanza silenzioso, non si espresse in particolare nella predicazione, ma nel servizio alla comunità e alla Congregazione.

Sarà ricordato in particolare come pittore. All’inizio dipinse quadri e disegni propri, ma la sua umiltà e sensibilità artistica lo portarono quasi subito a dedicarsi al restauro dei molti quadri sparsi nelle varie comunità della Provincia del Sacro Cuore di Maria.  Emblematico rimane il restauro della grande tela del Natale di Siccus di Caravaggio, attualmente esposto nell’atrio della nostra Casa di Esercizi Spirituali di Caravate (VA).

L’ultimo stadio della sua vita Padre Silvio l’ha vissuta nella Casa Generale dei ss. Giovanni e Paolo dove, oltre ad avere lavorato nell’Archivio Generale del nostro Istituto, ha soprattutto restaurato i numerosissimi ritratti dei religiosi che hanno guidato e animato la nostra Congregazione lungo i secoli.

Padre Silvio ha espresso tutto sé stesso in questo originale e utile servizio alla Congregazione lasciandoci l’invito a prenderci cura dell’arte presente nelle nostre comunità e chiese. L’arte è stata l’originale manifestazione della sua spiritualità, delle sue emozioni, del suo amore al patrimonio artistico della Congregazione. Sì, perché l’arte è un modo sublime di manifestare sentimenti ed emozioni.

Nel suo Trattato di pittura Leonardo (1452-1519) ha scritto: “Lo bono pittore ha da dipingere due cose principali, cioè l’homo e il concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo difficile perché s’ha a figurare con gesti e movimenti delle membra”. Ossia per Leonardo il pittore è grande quando attraverso i volti, gesti, posizioni ed espressioni del corpo riesce a rendere visibile i moti dell’animo, i sentimenti, le emozioni ossia l’interiorità dei personaggi raffigurati.

Come ogni artista anche Padre Silvio ha utilizzato colori e forme per trasmetterci un messaggio emozionale che può e deve essere compreso e interpretato. Anche se ha lavorato su dipinti di altri artisti, li ha salvati non solo materialmente ma cercando, oltre le forme, di conservare soprattutto i sentimenti che rendono vivo il quadro stesso,

Non erano tutte opere d’arte i quadri da lui restaurati, ma l’opera d’arte è stato lui che con pazienza e costanza ha forse indicato nella strada della bellezza una pista di speranza per tutti noi.

Padre Leone Masnata

+ P. Giacomo Cornali

+ P. Giacomo Cornali

Nella notte del 15 settembre 2026, presso la comunità di Pianezza, all’età di 84 anni è tornato alla Casa del Padre

P. Giacomo Cornali

di San Michele Arcangelo

Padre Giacomo Cornali di San Michele Arcangelo era nato nella parrocchia di S. Anna di Borgo Palazzo-Bergamo, il 12 luglio 1942 da Ernesto e Arcilla De Gasperi.

Entrò giovanissimo nei nostri seminari minori di Basella (BG) e Carpesino (CO), passando poi al noviziato di San Zenone degli Ezzelini (TV) dove indossò per la prima volta l’abito passionista il 07 settembre 1958 ed emise la prima professione religiosa l’08 settembre 1959.

Proseguì la sua preparazione al sacerdozio nelle case passioniste di Mondovì (CN) e di Caravate (VA) con gli studi di filosofia e di teologia. Dopo la professione religiosa perpetua emessa il 13 luglio del 1963 a Mondovì (CN), fu ordinato diacono 1l 17 ottobre 1966 e sacerdote il 30 aprile 1967 a a Caravate (VA).

All’inizio della sua attività sacerdotale dichiarò subito di sentirsi missionario, ossia che il suo impegno e le sue capacità sarebbero state messe a disposizione soprattutto nella predicazione secondo varie forme consuete alla Congregazione dei Passionisti, in particolare delle missioni parrocchiali.

Dopo l’ordinazione sacerdotale frequentò il corso di Sacra eloquenza nella Casa Generale dei ss. Giovanni e Paolo di Roma. Si tenne aggiornato soprattutto partecipando a vari Congressi e Giornate di Liturgia insieme al defunto amico Padre Teofane Motta passionista e con la lettura di libri e volumi anche impegnativi a livello teologico e pastorale.

Visse e lavorò in varie comunità passioniste: Mondovì (CN) (1967-196969; Milano parrocchia (1969-1970); Calcinate 81070-1971): Sezano (1971-1972); Carpesino (1972-1975); Cameri (N0) (1975-1980) dove fu per 4 anni anche Superiore. Dal 1987 al 1998 fu nella casa di Molare (AL)., passò poi a San Zenone (TV) dal 199 al 2008.  Dal 2008 visse a Carpesino (CO) passando successivamente a Basella (BG).

Questo dimostra una certa sua facilità a passare di comunità in comunità secondo le proposte della legittima autorità. Appariva a prima vista semplice, schivo e fragile, mentre in realtà aveva un carattere forte, una volontà decisa, amava una certa precisione specie nella liturgia. Dopo l’esperienza del primo mandato di superiorato a Cameri non volle più accettare simili responsabilità: emergeva quindi in lui sempre la disponibilità e la volontà missionarie, con preferenza delle classi più umili, in particolare l’evangelizzazione dei bambini. Il suo desiderio era l’esercizio più continuato del suo sacerdozio, libero da altri impegni e responsabilità,

Negli ultimi anni passati nella comunità di Basella, manifestò una grande devozione verso figura di Maria Santissima, da lui venerata nel Santuario locale a lei dedicato.

Lentamente fu aggredito da un progressivo oscuramento mentale e psicologico per cui il 10 agosto del presente anno fu trasferito nell’infermeria della comunità passionista di Pianezza (TO) che lo ha seguito e accompagnato con amore e dedizione fino al suo tramonto in Gesù Cristo.

P. Leone Masnata

+ P. Raffaele Alzini

+ P. Raffaele Alzini

Alle ore 6.20 del 1° settembre 2026, è tornato alla Casa del Padre

P. Raffaele Alzini

della Vergine Addolorata

Padre Raffaele della Vergine Addolorata, al secolo Raffaele Alzini è nato a Terranera di Morro d’Oro (TE) il 3 dicembre 1939 da Domenico e Anna Bompadre. Inizia il suo cammino di discernimento vocazionale dal 1953 al 1958 negli alunnati di Sant’Angelo in Pontano (MC), poi a Cesta di Copparo (Ferrara) e infine a San Marcello (Ancona) della provincia PIET.

Nel settembre 1958 entra al noviziato di Morrovalle (Maestro p. Pacifico Frappetta) e il 15 settembre dell’anno successivo emette la prima professione per le mani del cardinal Fernando Cento. Si consacra in perpetuo il 15 settembre 1962 alla Madonna della Stella dove ha continuato l’iter degli studi liceali e filosofici. Trasferito nello studentato teologico presso il santuario di San Gabriele, viene ordinato sacerdote il 26 febbraio 1968 insieme ad altri quattro confratelli (P. Bruno Rivellino, P. Gabriele Orsini, P. Gabriele Ranocchiaro e P. Gabriele Vicentini) per le mani di mons. Abele Conigli, vescovo di Teramo.  Viene poi nominato vicemaestro nel noviziato di Morrovalle (Maestro era P. Leonardo Paiola).

Nell’ottobre del 1969 si trova di comunità a Rocca di Papa dove, insieme ad altri confratelli, frequenta l’Università Lateranense, e consegue la licenza in s. teologia.  Nel luglio del 1970 torna a Morrovalle, dove resta per un anno, come missionario itinerante e vicedirettore degli studenti. In seguito (ottobre del 1971) venne trasferito nella comunità di Casalecchio di Reno (BO) dove rimase per molti anni, con l’incarico di economo della casa e prestandosi generosamente per i ministeri nelle parrocchie vicine, molto ben voluto dai fedeli del luogo e nel cimitero della Certosa. Ritorna, in qualità di vicario economo, prima a Morrovalle dal 1987 fino al giugno del 1991, e poi fino al ‘95 nel ritiro di Recanati. In questo periodo ha un incidente di macchina insieme a fratel Gabriele Le Donne, in seguito al quale soffrì di una leggera zoppia.  Resta a Recanati fino al 1999.  Poi torna a Casalecchio come vicario. Quindi viene eletto prima superiore di Casale di San Vito e poi di Recanati dal 2011 al 2015.

In seguito a problemi di salute chiede e ottiene di essere trasferito al santuario di San Gabriele come confessore dal 2015. Negli ultimi mesi prima del decesso viene accolto nell’infermeria di San Gabriele. In seguito ad una caduta, con rottura del femore, viene ricoverato nell’ospedale di Teramo. Qui cessa di vivere, in seguito a sopravvenute complicazioni dopo l’intervento chirurgico, alle ore 6,20 del 1° settembre. Una delle caratteristiche fondamentali di p. Raffaele è stata l’umile disponibilità al servizio delle comunità in cui ha trascorso la sua lunga vita, sia come superiore che nell’ufficio di vicario-economo, soprattutto a Casalecchio di Reno, ma anche a Recanati e a Morrovalle. Piuttosto riservato di carattere e anche per la formazione ricevuta, ha avuto sempre buoni rapporti con tutti. Fedele negli atti della vita comune, specialmente nella celebrazione eucaristica e nella recita della liturgia delle ore, fu sempre disponibile per il ministero sacerdotale, soprattutto nei cosiddetti ministeri minori. Negli anni trascorsi a San Gabriele, nel servizio diuturno delle confessioni, ha svolto il suo zelo sacerdotale per le tante persone bisognose di conforto e di sostegno nel cammino della vita.

I funerali si sono svolti nel santuario di San Gabriele il 2 settembre 2026 alle ore 15. La salma è stata deposta nel cimitero di Isola del Gran Sasso, nella cappella della comunità.

P. Tito Paolo Zecca cp

+ P. Carlo Fioravanti

+ P. Carlo Fioravanti

Giovedì 21 maggio, nel tardo pomeriggio, presso l’infermeria di Agazzi è tornato alla casa del Padre

P. Carlo Fioravanti

della Vergine Addolorata

  • Nascita: 28 settembre 1936 – Montevitozzo -Sorano (GR) da Mario e Maria Moscatelli
  • Professione: 21 settembre 1954 a San Giuseppe, Monte Argentario
  • Professione Perpetua: 29 settembre 1957
  • Ordinazione: 22 dicembre 1962

La vocazione di P. Carlo nacque nella missione di San Valentino, un piccolo paese nel Comune di Sorano. La missione era predicata dal P. Fulgenzio Berti di Sorano. Un missionario che aveva anche il carisma dell’animazione vocazionale. P. Carlo allora giovane ragazzo ne fu conquistato e dopo poco tempo iniziò il suo cammino di formazione nel seminario passionista di Nettuno (Roma), Casa religiosa e Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti.

In questi ultimi anni quando si visitava P. Carlo nella nostra comunità passionista dell’Istituto di Riabilitazione di Agazzi e si andava a salutarlo egli ti guardava sereno e sorridente, seduto al tavolino della sua stanza o a letto, senza apparenti preoccupazioni. Però alla domanda spontanea di colui che lo visitava: “Mi riconosci?”. Sorrideva, ma non diceva il nome. Questa è una delle ultime immagini che ci ricordano la presenza del P. Carlo tra noi. Ad Agazzi era presente con partecipazione gioiosa alla Santa Messa che ogni domenica mattina la Comunità Passionista insieme a gran parte dei Ragazzi Disabili, con qualche Parente degli stessi ragazzi ed alcuni Assistenti celebrano nella Cappella dell’Istituto.

In questi ultimi anni nei quali il P. Carlo è stato assistito ad Agazzi, molte persone che avevano frequentato i Santuari della Scala Santa e di Nettuno, chiedevano informazioni su di lui. Egli infatti era stato Rettore della Comunità della Scala Santa per tre periodi (1991- 1994; 1995 – 1999; 2007 – 2011). Era stato Rettore anche della Comunità e del Santuario di Nettuno per due periodi di quattro anni.

Quello che colpiva in lui era la capacità di accoglienza e la serenità sia nel ministero che nei tratti.

Ha ricoperto anche il ruolo di Consultore Provinciale della Provincia della Presentazione di Maria Santissima e di Direttore degli studenti alla Scala Santa e a Lucca. Ma questi servizi nelle Comunità della Scala Santa e di Nettuno e nei rispettivi Santuari e nella Formazione non gli hanno impedito di svolgere il ministero tipico di noi Passionisti: le Missioni popolari. Con Padre Bernardino Bordo e con altri religiosi passionisti, infatti, si formarono dei nuclei missionari per la evangelizzazione.

Di rilievo la sua partecipazione alle Missioni in Italia, in varie città e parrocchie: Segni, Porto Santo Stefano, Lucca, Ariccia, Latina (Parrocchia di Santa Maria Goretti), Villafranca, Chieti, Pitigliano, Crispiano, Ponsacco (PI) ed altre. Ma dove partecipò con una certa frequenza fu in Sardegna della quale la Provincia della Presentazione, oltre alla Casa e Parrocchia di Alghero aveva numerosi giovani in formazione ed alcuni Sacerdoti sardi, oltre alla presenza di numerose Suore Passioniste.

Ricordo soltanto alcune Missioni effettuate in Sardegna da Padre Carlo: Fonni, Lanusei, Bonorva, Valledoria (SS), Settimino S. Pietro (CA), ma specialmente in Serramanna (CA) dove partecipò per varie volte almeno quattro e diverse famiglie lo ricordano ancora per la sua chiarezza nella didattica, molto calmo e persuasivo. Anche noi lo ricordiamo con molta fraternità. Dopo la sua morte un primo funerale è stato celebrato nella Cappella dell’Istituto di Agazzi il giorno 22 maggio e nel giorno seguente è stata celebrata un’altra S. Messa sul Monte Argentario nella Chiesa della Presentazione dove aveva trascorso alcuni anni della sua formazione di studente.

Ora riposa, come lui aveva desiderato, nel Cimiterino Passionista sul Monte Argentario situato sulla strada che dal Convento della Presentazione porta al vicino Convento di San Giuseppe, primo Noviziato della Congregazione Passionista. Amen.

P. Ottaviano D’Egidio

+ P. Paolo Viola

+ P. Paolo Viola

Nella prima domenica del mese di maggio, dedicato alla Madonna, di cui era grande devoto, il 3 maggio 2026 in mattinata, all’età di 84 anni è tornato alla Casa del Padre, il nostro confratello sacerdote

P. Paolo Viola

di San Michele Arcangelo

Padre Paolo era stato ricoverato il 30 aprile 2026 presso l’Ospedale Civile di Cassino, per un blocco renale. Era ospite, negli ultimi mesi della residenza sanitaria Madonna delle Grazie di Pontecorvo, operativa presso il nostro convento.

Nato il 21 dicembre 1941, a Roccasecca (FR), città natia di San Tommaso d’Aquino, di cui andava orgoglioso e fiero, da Michelangelo e Benedetta Rezza, padre Paolo per la vicinanza al Ritiro di San Sosio Martire in Falvaterra e la presenza capillare dei passionisti sul territorio della Ciociaria, sentì da piccolo la vocazione di farsi passionista, entrando nella scuola apostolica di Pontecorvo, per poi passare a Calvi Risorta, ove frequenta, rispettivamente, le scuole medie e il ginnasio. L’anno di noviziato lo svolge a Falvaterra nel 1959, concluso il quale emette la prima professione il 27 settembre 1960. In vista del sacerdozio, come tutti gli studenti del tempo, frequenta lo studentato filosofico e teologico della provincia e fuori, tra cui Mascalucia. Emette la professione perpetua il 3 ottobre 1963. Conclusi gli studi teologici a Napoli viene ordinato sacerdote, nella città partenopea nella Chiesa di Santa Maria ai Monti, il 6 aprile 1960.

I primi anni del suo sacerdozio sono stati impegnati a servizio della sua ex-Provincia dell’Addolorata nel campo missionario. Sentito forte il desiderio di andare missionario in Brasile, dove era operativo un Vicariato dell’ex-Dol molto attivo e promettente di vocazioni, il 13 giugno 1969, partendo da Napoli con la nave, insieme ad altri confratelli, arriva nella Terra di Santa Cruz. In questo Vicariato vive gli anni giovanili del suo sacerdozio, avviando iniziative, particolarmente nel campo della solidarietà e vicinanza ai poveri e bisognosi. Ha lavorato nelle comunità di Jardim America, Colatina (soprattutto nelle comunità rurali), a Barra Sao Francisco, Belo Horizonte. È stato varie volte superiore di comunità e parroco. Ha predicato e partecipato a varie missioni popolari, sempre molto apprezzato per la sua ilarità e semplicità espositiva e comunicativa. Per il suo particolare impegno missionario e capacità organizzative, nel 1999, fu eletto anche Vicario regionale, assolvendo diligentemente questo compito per vari anni. Poi spinto dal desiderio di dedicarsi ai bambini poveri portò avanti il progetto sociale “DEVIDA” nella città di Barbacena, dove assisteva insieme al padre Fernando Vitale un gruppo di bambini di quella cittadina.

Con l’avanzare degli anni e la salute precaria, nel 2010 chiese di rientrare nella provincia d’origine, risiedendo a Ceccano Badia, dove la gente lo ha apprezzato per il suo spirito allegro e per il lavoro pastorale. Ha fatto un breve ritorno in Brasile che ha portato sempre nel cuore, nel 2018 in occasione del 50esimo di sacerdozio.

Gli ultimi anni della sua vita li ha vissuti a Ceccano Badia, nel convento fondato da San Poalo della Croce nel 1748, diffondendo il culto e la devozione al nostro Fondatore, già molto sentito in questo luogo, particolarmente caro a tutti i passionisti del mondo.

In seguito a vari problemi di salute, gli ultimi anni sono stati un vero Calvario per lui, che ha affrontato con coraggio, assistito dai religiosi e dai familiari, visto la vicinanza geografica ed affettiva degli stessi al nostro confratello.

Persona solare, gioiosa, allegra, con una dominante missionaria ed evangelizzatrice evidente, era un grande devoto della protettrice del Brasile, la Madonna Aparecida. Nella sua lunga permanenza missionaria nel Vicariato di Nossa Senhora da Vitoria (Stati del Minas Gerais e Espirito Santo), padre Paolo si prodigava per raccogliere fondi per portare avanti i dispensari, le case religiose e le varie attività dei passionisti. Dovunque è andato è stato accolto con grande festa e allegria. Presente in tutte le celebrazioni e le ricorrenze della ex-Dol e oltre provincia, portava la sua ilarità e semplicità molto apprezzata da tutti. Lascia un’eredità spirituale di giovialità ed entusiasmo missionario mai spento nel suo cuore e nella sua vita, centrato sul mistero della passione di Cristo che lui giustamente leggeva come vicinanza ai crocifissi che egli ha potuto incontrare in modo copioso nel vasto territorio del Brasile e della sua amata patria l’Italia.

I solenni funerali di padre Paolo Viola si terranno lunedì 4 maggio 2026 alle ore 15,30 nella Chiesa della Madonna di Loreto in Castrocielo (FR). Le spoglie mortali del nostro confratello saranno in attesa della risurrezione finale nel Cimitero di Castrocielo, vicino ai familiari passati a miglior vita.

Padre Antonio Rungi