da Michele Messi | 2 Dicembre 2024 | In splendoribus sanctorum
Ricoverato all’ospedale di Uíge giovedì scorso a causa di un’ulcera perforata, le sue condizioni di salute si sono aggravate nel pomeriggio di ieri, domenica. Trasferito in terapia intensiva, dopo un arresto cardiorespiratorio, è stata tentata la rianimazione, ma senza successo, motivo per cui è morto a metà pomeriggio.
P. Manuel da Conceição Henriques
della Vergine Addolorata
P. Manuel è nato a Massarelos (Porto), Portogallo, il 2/11/1962, da Germano José Henriques e Maria da Conceição, ed è stato battezzato nella parrocchia di Canedo (Santa Maria da Feira) dopo un mese.
Entrò nel Seminario Passionista di Feira il 29.09.1973. Dopo aver compiuto l’anno di noviziato a Las Presas (Santander), ha emesso la professione religiosa temporanea nel 1982 presso la chiesa del Seminario di Feira e quella perpetua nel 1985 nella parrocchia di Canedo (suo paese natale), dove vivevano i suoi genitori. Gli studi di filosofia e teologia si sono svolti a Saragozza (Spagna) e Montescosso (Italia) negli anni 1982-1987. L’ordinazione presbiterale ebbe luogo nella Chiesa dei Passionisti di Feira il 26.06.1988 con l’imposizione delle mani di D. Manuel Pelino Domingues, allora vescovo ausiliare di Porto.
Tra gli anni 1987-1990, mentre studiava l’anno pastorale presso l’UC di Porto, svolse la sua prima attività sacerdotale come assistente presso il Seminario Minore di Feira, venendo trasferito nella residenza passionista di Santo António da Charneca (Barreiro) nel 1990 dove, fino al 1997, ha prestato servizio come Cappellano militare presso l’Accademia Navale della Marina di Vale do Zebro, prestando anche servizio nella parrocchia passionista di Santo Antônio/Palhais e nella residenza passionista come vice superiore ed economo.
Fu nel 1997 che Padre Manuel fece il grande salto in un campo che lo sedusse particolarmente: Missionario nella Missione Diocesana di Kimbele, la Missione più grande e remota della diocesi di Uíge, con 7.200 km2 e confinante con le frontiere del Congo Kinshasa e distante quasi 300 km dalla sede della diocesi. Ed è soprattutto lì che padre Manuel ha svolto il suo ruolo pastorale, soprattutto come missionario apostolico itinerante, visitando periodicamente, per una o due settimane, le comunità cristiane più remote, sempre a piedi, portando alle popolazioni il conforto dei sacramenti e la forza della Parola di Dio, una Parola semplice e umile, come piace a questa classe di persone.
Nel 2003, dopo aver ceduto la Missione di Kimbele alla diocesi, e a richiesta dello stesso Prelato, i Passionisti iniziarono a risiedere nel quartiere di Dunga, ormai praticamente all’interno della città di Uíje, dove cominciammo a costituire una comunità passionista vera e propria e un’area pastorale, poi costituita in Parrocchia, avente come titolare “Santa Cruz”. E fu lì che padre Manuel risiedette e sviluppò efficacemente il suo ministero sacerdotale, finché il Signore lo chiamò a sé, il 1° dicembre 2024, dopo 27 anni di fruttuosa vita apostolica al servizio del popolo di Dio nella Congregazione Passionista.
Oltre all’attività apostolica propriamente detta, P. Manuel aveva un’attitudine e una capacità molto caratteristiche per tutto ciò che riguardava il lavoro di officina, talvolta come muratore, falegname, fabbro, contadino e persino saldatore; ovunque fosse necessaria una mano esperta e capace di risolvere problemi che, in linea di principio, erano tipici solo di un professionista. Ma, tra tutto, ciò che lo attraeva di più era la cucina. Lì era un cuoco eccellente, capace di competere con i migliori cuochi della nostra zona. E con quanta dedizione lo ha fatto alla comunità ed ai seminaristi, quando non c’era nessun altro a farlo! In questi campi il nostro caro Fratello Gabriele ebbe un eccellente successore.
O P. Manuel è partito e ci ha lasciato molta nostalgia. Dove passava lasciava sempre una traccia di buona disposizione e buon umore che ha coltivato per tutta la sua vita. Ma lui non ci ha lasciato: nell’ Eterno Padre, continua a camminare con noi e a intercedere per noi affinché il nostro cammino sia anche una risposta schietta e generosa alla volontà di Dio.
E, per concludere questa nota, vorrei lasciare qui la testimonianza di qualcuno che P. Manuel ha conosciuto personalmente e che ha fatto parte di una parte della sua vita: “Guarda dal Cielo coloro con cui abbiamo condiviso momenti di felicità e, nella gioia contagiosa che ti rispecchiavi, vivi la pienezza della Vita. Un abbraccio amichevole.”
Dopo la celebrazione delle esequie di corpo presente, presiedute dal Vescovo diocesano – D. Joaquim Tyombe – che si svolgono in questi giorni nella chiesa parrocchiale di Dunga (a Uíge), secondo il gusto angolano, è intenzione della Congregazione trasferire le sue spoglie in Portogallo, dove sarà sepolto nel cimitero di Barroselas insieme ai fratelli passionisti defunti.
Concedigli, Signore, il riposo eterno, tra gli splendori della
luce perpetua. Riposa in pace. Amen.
P. Porfírio Sá
da Michele Messi | 29 Settembre 2024 | In splendoribus sanctorum
Il 14 settembre, Esaltazione della S. Croce, alle ore 20:05, presso l’infermeria di san Gabriele, è tornato alla casa del Padre
P. Carlo Maria Baldini
della Santissima Trinità
P. Carlo Maria Baldini è nato a Cavatassi di Tortoreto (TE), diocesi di Teramo-Atri, il 17 febbraio 1949. I suoi genitori si chiamavano Giovanni ed Anna Gasparroni. Ultimo di 5 sorelle e due fratelli, la mamma disse che il piccolo Carlo sarebbe stato l’onore della famiglia. È rimasto sempre molto legato alla sua famiglia e al suo paese d’origine
Entrò nel seminario minore di Sant’Angelo in Pontano, per poi seguire l’iter degli altri seminari della Provincia Piet, ossia Cesta di Copparo (Ferrara) e poi San Marcello (Ancona). Compì il noviziato a Morrovalle nel 1965, ed emise i primi voti l’anno successivo. Si consacrerà in perpetuo nella congregazione passionista il 1° settembre del 1972. Per gli studi filosofico-teologici venne destinato prima alla Madonna della Stella (PG) e successivamente a Moricone e a Rocca di Papa (in provincia di Roma). Frequentò con gli altri compagni di studio la Pontificia Università Salesiana, prima e poi il Pontificio Ateneo Alphonsianum, risiedendo dal 26 novembre del 1973 nella casa generalizia dei Ss. Giovanni e Paolo in Roma.
Venne ordinato presbitero il 31 agosto 1974 a Tortoreto. Pochi giorni fa ha compiuto 50 anni di sacerdozio che non ha potuto festeggiare per la lunga degenza nell’ospedale di Teramo, alternata con brevi periodi di ritorno nell’infermeria provinciale.
Nel 1975 ottenne la licenza in teologia morale all’Accademia Alphonsianum di Roma e nel 1991 vi conseguì il dottorato con una tesi di teologia fondamentale su “La croce elemento fondante la vita cristiana”, avendo come moderatore il prof. Sabatino Majorano. Per un anno, dal 1976 al 1977, fu direttore dell’Oasi della Madonna della Stella e missionario. Venne quindi chiamato come assistente dei seminaristi a Cesta di Copparo. Per un breve periodo funse anche da vicedirettore dello studentato di Montescosso. Dopo essere stato confessore nel santuario di San Gabriele, per poco tempo, tornò a Roma per conseguire il dottorato in teologia morale. In seguito, venne chiamato ad insegnare lettere al seminario minore di Cesta (FE) poi, a seguire, teologia morale nell’Istituto teologico di Assisi (PG), risiedendo nella comunità della Madonna della Stella, dove ricoprì anche la carica di vicesuperiore dal 1991 al 1995. Insegnò sempre teologia morale anche nel seminario di Chieti, risiedendo a Fossacesia. Successivamente è stato docente stabile, sempre di Teologia morale, nell’Istituto di scienze religiose “Giuseppe Toniolo” di Pescara, fino al recente pensionamento. Tra il 2003 e il 2007 è stato anche superiore della comunità dell’abbazia di San Giovanni in Venere, presso Fossacesia. Ha lasciato di sé un grato ricordo sia a Fossacesia che nella frazione di Piane Favaro dove, fino a pochissimi anni fa, veniva chiamato per la preparazione della festa di San Gabriele nel mese di luglio. Dal 2007 fino al termine della sua laboriosa esistenza è stato di comunità nel santuario di San Gabriele. Insieme agli impegni accademici, ha svolto sempre con molta diligenza il servizio delle confessioni in santuario e pure gli altri ministeri e servizi comunitari che gli venivano richiesti. Non mancava mai ai tempi di preghiera della comunità. Dopo aver lasciato l’insegnamento ha chiesto ed ottenuto di potersi dedicare alla cura dell’archivio del santuario, come desiderava di fare da vario tempo. Amava molto immergersi nella natura e dedicarsi all’allevamento delle tortorelle e dei colombi del santuario. Piuttosto riservato, evitava le compagnie troppo rumorose, senza togliere nulla allo spirito fraterno e comunitario. Era schietto nel dire il proprio parere negli incontri comunitari e sincero nelle amicizie, pronto a prendere le difese di persone che a suo giudizio non erano state ben considerate nel loro dire e nell’operare.
Numerose le sue pubblicazioni, soprattutto di articoli sulla morale cattolica in riviste specializzate e divulgative. Ha pubblicato anche biografie dei nostri santi, tra cui il venerabile p. Giovanni Bruni e una storia del santuario della Madonna della Stella. Ha collaborato con una rubrica fissa di risposta ai lettori, de “L’Eco di san Gabriele”, sui temi di maggiore attualità di vita morale e comportamentale. Si è occupato anche degli scritti di san Gabriele e di quelli del venerabile p. Norberto Cassinelli, dal punto di vista della sua specializzazione accademica. Nel 2010 pubblicò il volume di teologia fondamentale dal titolo “Pienezza di vita in Cristo”, frutto delle sue lezioni accademiche tenute nei vari centri culturali dove ha insegnato. Nell’ultimo articolo per la rivista “La sapienza della Croce” da lui redatto, si è occupato della poliedrica personalità di san Vincenzo Maria Strambi, nel secondo centenario della morte.
La sua salute, già precaria negli ultimi tempi, ha avuto un crollo improvviso nei primi giorni di agosto di quest’anno, con lunghi e ripetuti ricoveri nell’ospedale di Teramo. Non sempre era docile ad eseguire le cure prescritte dal personale sanitario. Suo ardente desiderio era quello di ritornare in comunità. Gli è stata fatale una severa forma di emorragia gastro-intestinale, con altre complicazioni. Il caro p. Carlo Maria si è spento poco dopo le ore 20 del 14 settembre, festa dell’Esaltazione della santa Croce.
La messa esequiale sarà tenuta lunedì 16 settembre alle ore 10, cui seguirà la sepoltura nella cappella dei Passionisti nel cimitero di Isola del Gran Sasso.
P. Tito Paolo Zecca cp
da Michele Messi | 5 Settembre 2024 | In splendoribus sanctorum
Il 31 agosto 2024, presso l’ospedale di Teramo, è tornato alla casa del Padre
P. Cosimo Pezzolla
del Cuore di Maria
P. Cosimo Pezzolla è nato il 13 maggio 1943 a Villa Castelli (BR) da Cesare e Domenica Siliberto. Nel 1959 entra al noviziato di Laurignano, sotto la guida del maestro p. Marcello Spagnolo e, dopo un anno, il 18 settembre 1960, emette i primi voti.
Si consacra in perpetuo il 17 maggio 1964 a Manduria, e viene ordinato sacerdote il 27 aprile 1968 a Novoli da Mons. Francesco Minerva.
I suoi primi anni sacerdotali, come era in uso nelle nostre province fino a qualche anno fa, lo hanno visto presente come assistente nel nostro seminario di Trepuzzi (Le) e poi anche a Taranto dopo la chiusura della scuola apostolica. Molti lo ricordano per la sua severità, ma i tempi erano quelli… Tuttavia, la sua presenza era una buona compagnia, coinvolto completamente nella vita dei ragazzi. Con loro si attivava, anche con scrupolo, nella gestione dei piccoli lavori per la pulizia della casa e della chiesa, volentieri giocava a pallone e si prestava ad accompagnare i seminaristi nelle lunghe passeggiate per le campagne intorno al convento. Curava molto, è ciò fino alla sua tarda età, il decoro liturgico. Bellissima l’esperienza negli anni ‘70 di un coro per il servizio liturgico nella nostra chiesa costituito con i seminaristi e alcuni ragazzi della scuola media che allora occupava alcuni locali del convento di Trepuzzi. Per anni la sua amata mamma ha cucito gli abiti dei seminaristi.
Dopo la sua ordinazione sacerdotale frequentò a Roma il Pontificio Istituto Biblico licenziandosi brillantemente in Sacra Scrittura, materia che nel tempo è stata oggetto del suo interesse personale e dell’insegnamento. Fino agli ultimi tempi della sua esistenza si è sempre tenuto aggiornato sulle più recenti pubblicazioni o articoli riguardanti temi scritturistici. E non mancava di acquistare libri anche per continuare ad aggiornare collane di testi che hanno arricchito le nostre biblioteche. E uno dei suoi ultimi pensieri prima di partire per l’infermeria di S. Gabriele era proprio la sua preoccupazione che nessuno potesse proseguire a fare questo.
La Scrittura è stato l’oggetto privilegiato del suo insegnamento: a Taranto, Oria e S. Fara a Bari. Nella scuola media di Trepuzzi è stato anche professore di religione. È stato tra i primi collaboratori della traduzione della Bibbia di Gerusalemme in italiano, curando l’introduzione, l’apparato critico e la stessa traduzione di alcuni libri del Nuovo Testamento.
Da persona molto riservata qual era non parlava quasi mai di cose private. Poteva dare l’impressione di una persona molto austera. Lo era certamente, ma prima di tutto con sé stesso. È stato certamente un religioso che amava la sua vocazione, il suo istituto, i confratelli, sempre disponibile verso il popolo di Dio. Ma non amava mettersi in mostra… Per questo ha sempre rifiutato incarichi importanti.
Juventino per fede calcistica, sono famose le discussioni con altri confratelli proprio a motivo del calcio, spesso provocate da questi ultimi che ben conoscevano il suo coinvolgimento nelle partite della sua squadra preferita.
Negli ultimi anni aveva accettato di fare da economo nelle comunità in cui ha vissuto. Impegno che ha svolto con precisione quasi fino allo scrupolo… Ha vissuto a Trepuzzi fino agli anni ’80, a Taranto, a Ceglie, a Novoli.
Nel luglio del 2024 era stato trasferito dalla comunità di Novoli all’infermeria di San Gabriele. In seguito ad una emorragia celebrale a causa di una caduta accidentale, la mattina del 31 agosto, alle 4:10, tornava alla Casa del Padre. Il Funerale si è celebrato a Ceglie, dove avrebbe voluto chiudere i suoi giorni e qui sepolto, come tante volte aveva detto.
P. Giovanni Battista Marino
da Michele Messi | 20 Agosto 2024 | In splendoribus sanctorum
In seguito ad un ricovero ospedaliero, nel pomeriggio del 19 agosto 2024, all’età di 84 anni, è tornato alla Casa del Padre
P. Giovanni Miraglia
di San Giovanni Battista
Padre Giovanni di San Giovanni Battista è nato il 27 marzo 1940 a Mondragone, in provincia di Caserta (Diocesi di Sessa Aurunca) da Salvatore e Angelina Pagliaro.
Da piccolo ha avvertito la vocazione alla vita religiosa passionista frequentando la parrocchia d’origine San Rufino e la comunità passionista di Mondragone. Grande devoto della Madonna Incaldana, protettrice della città, era sempre presente alle celebrazioni annuali.
Entrato a Calvi Risorta nella scuola apostolica nel 1953, ove segue gli studi medi e ginnasiali. Dopo 5 anni, inizia l’anno di noviziato a Falvaterra, ove insieme ad altri suoi compagni, il 26 settembre 1959 emette la professione religiosa. Dopo tre anni, si consacra definitivamente emettendo i voti perpetui il 26 settembre 1962. Continuò gli studi a Ceccano e a Napoli non senza difficoltà. Fu ordinato a Napoli il 6 aprile 1968. Spinto dall’ansia missionaria chiese ed ottenne dai superiori maggiori del tempo di partire per il Brasile insieme ad altri confratelli, esattamente nel 1969.
Qui lavorò in varie comunità dell’allora Vicariato regionale Victoria (ex-Dol) soprattutto nelle parrocchie di Belo Horizonte, Colatina e Barbacena. Dopo circa 20 anni di attività missionaria, per motivi di salute, rientrò in Italia rimanendo nella comunità di Napoli. Qui si prestava per celebrazioni delle messe, confessioni ed impegni sacerdotali occasionali e per le missioni popolari (Torre del Greco, Salerno, Ottaviano, ecc.).
Successivamente negli anni 90 chiese ed ottenne dai superiori maggiori di vivere fuori comunità per motivi pastorali. Fu infatti nominato come vicario parrocchiale a Sirignano di Montesarchio (BN) nell’arcidiocesi di Benevento, dove ha svolto il suo ministero fino al rientro in famiglia.
Era agganciato giuridicamente alla comunità passionista di Airola e spesso prendeva parte alle varie iniziative promosse dalla comunità o comunque visitato dai superiori provinciali e da altri religiosi. Concluso il suo ministero parrocchiale ha scelto di risiedere presso i familiari a Mondragone, dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, nella malattia, accudito dalla carità dei suoi cari.
Persona semplice, non di grandi doti culturali, ha saputo svolgere con generosità il suo ministero sacerdotale, apprezzato nei luoghi dove ha esercitato il suo ministero. Non ha ricoperto particolari compiti nella ex-provincia e tra i Passionisti, né ha cambiato molti conventi nel corso dei suoi 56 anni di sacerdozio, ma con i relativi permessi ha potuto svolgere il suo ministero fuori comunità, a nome della Congregazione, dopo il suo rientro in Italia.
Per motivi di carenza di udito lui stesso con umiltà riconosceva questo suo limite che tante volte superava con un gesto di sorriso e con la sua nota affabilità umana. Ora riposa nella pace di Cristo e prega per la Congregazione della Passione che tanto ha amato nel corso della sua vita e ha servito in Italia e in Brasile.
Padre Antonio Rungi CP
da Michele Messi | 12 Agosto 2024 | In splendoribus sanctorum
domenica 11 agosto 2024, nel primo pomeriggio, è tornato alla casa del padre
Fratel Paolo Solari
di Maria
che da diversi giorni era ricoverato presso l’ospedale Belcolle di Viterbo.
Fra Paolo è nato a Roma il 25 maggio 1937 (87 anni) da Mario e Eufrasia Memeo. Il 6 marzo 1958 entra nel noviziato di San Giuseppe, al Monte Argentario e, dopo un anno il 7 marzo 1959 emette i primi voti. Dopo 5 anni, il 28 giugno del 1964, si consacra in perpetuo come fratello laico. Dal 2017 viveva alla comunità di Vetralla.
Segue profilo biografico e informazioni sul funerale
da Michele Messi | 27 Luglio 2024 | In splendoribus sanctorum
Il 23 luglio 2024, verso le ore 12:30, nella comunità di Casale, all’età di 79 anni è tornato alla casa del Padre
P. Giocondo Parisotto
della Madre Addolorata
P. Giocondo è nato a Franzolo di Vedelago (TV) il 12 settembre 1944, da Narciso e Prima Lovato. Nel 1961 (11 luglio) entra nel noviziato di Morrovalle (MC) e, dopo un anno, emette i primi voti il 23 luglio 1962. Tre anni dopo, il 13 settembre 1965, si consacra in perpetuo nella provincia PIET.
Terminato il corso teologico istituzionale nello studentato di San Gabriele (TE), insieme con i suoi compagni di corso trascorse un anno a Rocca di Papa, sotto la direzione di p. Tommaso Simone (LAT), per frequentare la Pontificia Università Lateranense (1969-1970). Concluse l’anno accademico conseguendo la licenza in teologia con la tesi sulla “Pasqua di Cristo Pasqua del cristiano”. In essa svolse in maniera brillante il tema della indissolubilità del mistero pasquale di morte e resurrezione del Cristo, come principio di vita nuova per il credente. Tesi che venne pubblicata in parte sulla rivista passiologica “Fonti vive” nel n° 2 del marzo-aprile 1971 (pp. 72-86).
Rientrato in provincia PIET, dall’ottobre del 1970, fece tappa alla Madonna della Stella presso Montefalco in Umbria, dove si occupò, ancora diacono, della rivista del santuario e di animazione vocazionale. Ricevette l’ordinazione presbiterale l’8 maggio 1971 nel suo paese di origine, Fanzolo di Vedelago (TV). Nel 1974 venne eletto vicario-economo del ritiro di Morrovalle (MC). In precedenza, per un breve periodo, dal 6 settembre del 1973, era stato designato come delegato del superiore provinciale della comunità di Rocca di Papa.
Dopo il suo mandato come vicario-economo a Morrovalle, nel 1976 viene trasferito a Casale di Rimini come superiore fino al 1979. Nel 1988 giunge a Casalecchio di Reno come delegato per la Certosa. Parte da questa comunità l’11 ottobre del 1994 per Cesta di Copparo (Ferrara), quindi torna a Casale di Rimini, il convento dove è vissuto più a lungo, fino al suo repentino trapasso nella mattinata del 23 luglio 2024.
Padre Giocondo molto presto si è avvicinato al movimento carismatico del Rinnovamento nello Spirito. Accolse per la prima convocazione nazionale, nel 1978, 5000 partecipanti, dicendo: «Sono Giocondo e vi accolgo nel Nome del Signore Gesù a Rimini». Non si contano le persone che ha avvicinato e guidato nelle vie dello spirito, soprattutto tramite il ministero della riconciliazione. Non poche di esse hanno poi scelto la vita consacrata e sacerdotale, anche nella nostra famiglia passionista.
Con il passare degli anni la sua salute è sempre più peggiorata, rendendolo, negli ultimi tempi, quasi del tutto inabile all’esercizio dei ministeri apostolici, per i quali era particolarmente versato, ossia la predicazione delle missioni e soprattutto degli esercizi spirituali. La precarietà della condizione psico-fisica gravemente compromessa, non lo ha distolto, fino alla fine, di spendersi per le persone che ricorrevano al suo servizio di pastore fedele e zelante.
I funerali si sono svolti giovedì 25 luglio, alle ore 11; la salma tumulata nel cimitero di San Vito di Rimini.