+ P. Gianni Sgreva

+ P. Gianni Sgreva

Alle ore 19,00 del 5 febbraio 2026, presso l’hospice dell’ospedale Sacro Cuore don Calabria di Negrar (Verona), è tornato alla casa del Padre

PADRE GIANNI SGREVA

del Cuore Addolorato di Maria

  1. Gianni era nato i 02 marzo 1949 a Caldiero (VR). I genitori Igino e Ida Menini gli diedero il nome di Giovanni. Fu battezzato nella parrocchia dei Santi Pietro e Mattia di Caldiero il 13 marzo 1949 e cresimato il 18 dicembre 1955.

A 16 anni entrò nella casa di noviziato di S. Zenone degli Ezzelini (TV): indossò l’abito religioso dei Passionisti il 21 agosto 1965 ed emise i voti religiosi temporanei il 22 agosto 1966. Fece gli studi filosofici a Mondovì (CN) e proseguì la sua preparazione al sacerdozio con gli studi di teologia a Pianezza (TO) dove emise i voti perpetui il 19 marzo 1971. Fu ordinato diacono il 10 aprile 1974 a Chieri (TO) e ordinato sacerdote a Strà di Colognola (VR) il 21 dicembre 1974.

Già negli anni degli studi teologici a Pianezza (1970-1975), mostrò capacità intellettuali superiori, un carattere volitivo, la spinta a esporsi coraggiosamente alle novità conciliari, coraggio di coinvolgere le persone in qualche progetto: a Pianezza aveva infatti creato un gruppo giovanile musicale per l’animazione delle liturgie in Santuario.

Proseguì i suoi studi di teologia a Roma negli anni 1976-1979, 1982-1983, conseguendo la Laurea in teologia e Scienze Patristiche, con una tesi sulla “Teologia di S. Zenone di Verona”. In pratica studiò in tutta la sua vita, pur tra tante iniziative e impegni assunti. Fornito da una notevole e personale biblioteca che trasportava nei suoi cambiamenti di sede, concluse i suoi ultimi anni come Direttore della Rivista teologia dei Passionisti d’Italia “La Sapienza della Croce”.

  1. Gianni si è inserito nell’elenco dei preparati e impegnati teologi della nostra Congregazione, facile nell’apprendere, brillante e convincente nell’esposizione, innamorato nell’approfondire e diffondere vari temi teologici e patristici. Ebbe particolare conoscenza e devozione alla Madonna e alla “memoria” della Passione di Gesù Cristo.

Era accompagnato da notevole capacità di apprendere le lingue: ne parlava varie e conosceva un po’ anche il russo. Predicava in spagnolo, in portoghese e inglese. È stato docente in vari istituti teologici e facoltà di Italia, Brasile, Israele e Camerun.

Scrisse vari libri specialmente mariani come “Le apparizioni della Madonna a Kibeho in Africa”, e “Raccolta completa dei messaggi della Regina della Pace” con P. Livio Fanzaga direttore di Radio Maria.

La sua vita di sacerdote passionista fu segnata e caratterizzata dall’accostamento al mondo delle apparizioni di Medjugorje: in numerosi pellegrinaggi conobbe molti giovani e ragazze, ascoltò e forse suscitò il loro desiderio di sperimentare un cammino di fede autentica ed impegnata, anche sotto la forma di consacrazione: questa per lui fu l’occasione d’oro di mettere a frutto il suo coraggio creativo. Prima provò a dirigere questi giovani in alcuni monasteri, ma tornavano a lui. Ebbe alla fine l’intuizione di creare oasi o spazi di preghiera che lui chiamava “cliniche specializzate per malati di cuore”.

Fondò la prima Oasi il 18 maggio 1987 a Priabona (VI). Tre anni dopo, la Diocesi suburbicaria di Sabina-Poggio Mirteto concedeva al gruppo il primo riconoscimento ecclesiastico e allora fondò la Comunità mariana, mista di ragazzi e ragazze, a Passo Corese di Fara Sabina (Roma), denominata “Oasi della Pace”, un’Associazione pubblica di fedeli di diritto diocesano, in cammino per il riconoscimento come Famiglia ecclesiale di vita consacrata. Fu molto aiutato in questa iniziativa dai suoi famigliari, specie da una sua sorella.

Questa fondazione che tenne P. Gianni fuori della Provincia religiosa dal 1987-2004: all’inizio impegnò l’Autorità provinciale di allora in un profondo discernimento sul suo progetto, interrotto comunque dall’appoggio immediato del Padre Generale P. Michele Boyle che, fatto poi vescovo, invitò la Comunità anche nella propria Diocesi. La fondazione era anche una novità che avrebbe richiesto l’approvazione della Chiesa.  Seguì la costruzione della sede, la stesura e approvazione degli Statuti. Inserì nelle regole della nuova Comunità, aspetti della spiritualità passionista.

Sapeva quindi incidere sulla gioventù che incontrava: presentava il volto bello e impegnativo della vita cristiana, sapeva proporre mete impegnative che ad altri potevano anche sembrare un po’ troppo esigenti.

Nel 2004 lasciò che la Comunità “Oasi della Pace” perché potesse percorrere il suo cammino ormai tracciato e diventasse adulta nelle decisioni e nei progetti missionari e di evangelizzazione. Mantenne sempre una dedizione e affetto paterno verso questa nuova realtà ecclesiale. Il P. Generale, P. Ottaviano D’Egidio, gli chiese di guidare la nostra comunità in Terra Santa situata a Gerusalemme Est in territorio di conflitti e tensioni che arrivarono alla costruzione del muro che divide Israele dalla Palestina. Questo muro attraversa il nostro giardino come ferita ma anche come ponte di unità tra le due realtà. Anche in questi anni P. Gianni espresse capacità culturali e aggregative significative. Apprese le lingue semitiche, in particolare l’ebraico e l’arabo, ed entrò in dialogo con diversi contesti culturali e religiosi. Gli ultimi anni della sua presenza in Terra Santa si dedicò quasi esclusivamente allo studio dell’ebraico e al dialogo con la chiesa giudeo-cristiana.

Tornò in Italia alla vigilia del Capitolo provinciale CORM del 2011 e dal Superiore Provinciale, ora Superiore generale P. Giuseppe Adobati, gli fu chiesto di animare la comunità di Verona –Sezano presenza importante nel Nord- Est dell’Italia. Lo fece con zelo e determinazione, come gli era usuale, finché nel 2013 si sentì chiamato ad aprire una missione in Finlandia, terra non solo polare ma anche secolarizzata e fredda nella fede. Fu un’esperienza che affrontò con entusiasmo supportata da tanti benefattori italiani, ma non ebbe futuro e nel 2015 fu inviato nella comunità di Casale (Rimini) santuario del Beato Pio Campidelli. In questi anni collaborò con la Cattedra Gloria Crucis presieduta dal compianto p. Fernando Taccone e divenne Direttore della rivista La Sapienza della Croce, dando nuovo slancio culturale a questa opera.

Col Capitolo provinciale del 2023 fu inviato nella comunità di Molare per custodire ed animare la casa natale di S. Paolo della Croce ad Ovada (AL), ma dopo poco tempo si manifestò pernicioso e subdolo un male che sembrava inguaribile. Chiese di essere curato a Verona e fu trasferito nella comunità di Sezano dove aveva appoggi medici e amicali di rilievo e per un paio di anni fu accompagnato dalla cura dei medici, dalle preghiere di molte persone e dall’affetto di molti amici. Fino al declino nel quale il “mostro” della malattia ha avuto il sopravvento.

Padre Gianni non era un sacerdote dei mezzi termini, voleva il massimo e ha sempre cercato di ottenere il meglio da sé e dagli altri: chiedeva sacrifici, ore di adorazione eucaristica, direzione spirituale, devozione a Maria ss. Aveva una grande forza di volontà, grande decisione ed energia nel raggiungere gli obiettivi prefissati, capacità di imporsi mostrando sicurezza. Trasformava i desideri in azioni concrete. Era sicuro e dava sicurezza a chi lo accostava.

In questo momento storicamente molto turbolento e bellicoso padre Gianni Sgreva ci ricorda i messaggi della Madonna per ottenere e conservare la pace: la pace viene dalla fede, viene dalla riconciliazione con Dio. È necessario credere, pregare e fare penitenza. Raccogliamo il suo appello e affidiamo a Dio l’anima del confratello e chiediamo la pace per noi e per il mondo.

Ora P. Gianni contempla il volto del Dio Misericordioso nel quale ha creduto e che ha annunciato, e l’accoglie nelle sue braccia la Vergine Maria Regina della pace. Riposi in Pace!

P. Leone Masnata e P. Luigi Vaninetti

+ P. Giustino Conti

+ P. Giustino Conti

Nel primo pomeriggio di sabato, 8 novembre 2025, all’età di quasi 89 anni è tornato alla Casa del Padre

P. Giustino Conti

dell’Immacolata

(Il funerale sarà celebrato martedì 11 novembre alle ore 15:00 a Paliano)

della comunità passionista di Paliano (FR). Padre Giustino era stato ricoverato presso il Presidio CTO di Roma per la rottura del femore. Il religioso è nato a San Quirico una frazione del Comune Serrone (FR) il 16 dicembre 1936 da Quirico e Vincenza Fianchi e fu battezzato con il nome di Giovanni.

A 12 anni entra nella Scuola Apostolica di Calvi Risorta (CE) esattamente il 2 settembre del 1948.

Conclusi gli studi medi e ginnasiali parte per il noviziato di Falvaterra l’8 settembre del 1952 e veste l’abito di San Paolo della Croce il 3 ottobre. Qui svolge l’intero anno di noviziato, concluso il quale emette la professione religiosa, insieme ad altri confratelli, il 4 ottobre 1953, festa di San Francesco d’Assisi.

Dopo il noviziato è stato, insieme agli altri, nello studentato di Paliano dal 1953 al 1957; successivamente studente a Ceccano dal 1957 al 1959 ed anche per un breve periodo a Manduria dal gennaio a luglio del 1959. Completati gli studi filosofici e teologici a Napoli nel biennio 1959-1961, viene ordinato sacerdote il 18 marzo 1961 da monsignor Vittorio Longo, vescovo ausiliare di Napoli, nella Chiesa dei passionisti di Santa Maria ai Monti ai Ponti Rossi.

Continua gli studi a Roma nel 1961 1962. Terminato il corso di sacra eloquenza viene impegnato da subito come vicedirettore a Calvi dal 1962 in poi.

Inizia un’intensa attività di predicazione e missione nella provincia di Caserta e nelle località della Campania.

Da giovane sacerdote viene destinato in varie case dell’ex provincia dell’Addolorata con il compito primario di missionario itinerante, ma anche come superiore e vicario in alcune di esse. È stato superiore locale a Pontecorvo e Paliano.

Nei primi anni del 2000 è stato confessore al santuario della Civita, dove era cercato per il suo carisma e doni spirituali particolari.

Con la chiusura del convento di Pontecorvo dal 2003 fu trasferito a Paliano come vice superiore del defunto padre Antonio Mannara, dove ha vissuto oltre un ventennio fino al giorno della sua morte.

Gli ultimi anni della sua vita sono stati segnati dalla malattia e dalla sofferenza. Assistito amorevolmente dalla comunità di Paliano e con l’aiuto dei laici, ha potuto vivere dignitosamente fino al momento della sua dipartita.

Chi ha conosciuto personalmente padre Giustino Conti, sia tra i confratelli, che tra i sacerdoti e laici delle varie comunità parrocchiali e diocesane, dove ha predicato, lo ricorda come un carattere allegro e gioioso, socievole e capace di intrattenere rapporti spirituali ed umani profondi.

Così lo ricorda padre Cherubino Di Feo della comunità passionista di Itri “Io sono stato compagno di padre Giustino dal primo giorno del collegio e successivamente al santuario della Madonna della Civita. Scherzavamo tantissimo. Lui era bravo organista, accompagnava la celebrazione eucaristica officiata dai noi passionisti”.

Padre Giustino in oltre 60 anni di sacerdozio ha predicato parecchie missioni, ma anche tenuto predicazioni tipiche del nostro istituto, quali panegirici, tridui, settenari, novenari, discorsi di circostanza. Era chiamato in tanti paesi, specialmente nel casertano.

Ben accetto per la sua affabilità ed ilarità in tutte le comunità in cui è stato, sapeva trattare con le persone semplici e con le persone di un certo livello sociale e culturale. Sapeva comunicare con semplicità e immediatezza l’amore a Gesù Crocifisso, alla Madonna Addolorata e soprattutto al Fondatore san Paolo della Croce che venerava particolarmente.

Legato ai familiari e al suo paese natio, san Quirico, vi ritornava quando poteva, stando vicino spazialmente, dal momento che per lunghi anni è stato a Paliano, coltivando una speciale devozione alla Madonna di Pugliano e precedentemente alla Madonna delle Grazie quando era di comunità a Pontecorvo.

Il Signore sicuramente ha ricompensato questo suo servo fedele con la gloria del Cielo.

Padre Antonio Rungi

 

 

+ P. Leopoldo Friso

+ P. Leopoldo Friso

A mezzanotte del 27 agosto 2025, presso l’ospedale Sant’Anna di Como, all’età di 85 anni è tornato alla Casa del Padre

P. Leopoldo Friso

dell’Immacolata

Padre Leopoldo è nato a Piove di Sacco (PD) il 6 dicembre del 1939, da Aurelio Friso e Rosa Canova. Suo padre, contadino fiero, era un ragazzo del 1899 che partecipò alla prima guerra mondiale, meritandosi il titolo di “Cavaliere di Vittorio Veneto”. Figlio di una famiglia numerosa, erano infatti nove fratelli (tra cui fra Pierino passionista, fra Giovanni francescano minore e suor Maria Nives dell’istituto Sorelle della Chiesa), è stato educato secondo i principi fondamentali della fede.

Fu battezzato col nome di Severino il 17 dicembre 1939 e ricevette la cresima il 1° luglio 1946. Nel settembre del 1958 entra nel noviziato di San Zenone degli Ezzelini (TV), accompagnato dal maestro p. Tommaso Guerrini, veste l’abito passionista il 3 ottobre del 1958 ed emette la sua prima professione il 4 ottobre del 1959.

A Mondovì vive la sua formazione dal 1959 al 1962 per poi concludere il percorso a Caravate dal 1962 al 1967. Il 30 aprile del 1967, nella chiesa parrocchiale di Caravate, viene ordinato sacerdote dal vescovo monsignor Geremia Pesce, passionista, primo vescovo di Dodoma (Tanzania) con altri sette confratelli, tre dei quali provenienti dall’allora Vicariato della Provincia CORM del Messico.

Padre Leopoldo è trasferito subito a Roma ai Santi Giovanni e Paolo per l’anno di sacra eloquenza. Dal 1968 al 1969 è a Milano – Musocco. Dal 1969 al 1971 è a Calcinate (BG). Dal 1972 fino ai nostri giorni è sempre stato nella comunità di Carpesino.

Dopo un breve periodo come formatore in seminario, nel ruolo di vicedirettore, si è dedicato all’insegnamento della Religione cattolica nelle scuole medie di diversi paesi della Brianza, compito che ha svolto con impegno e simpatia ricorrendo a battute ironiche ma nel contempo mostrandosi anche molto esigente. È ricordato dai suoi alunni per aver fatto copiare pagine intere di Bibbia agli studenti poco disciplinati.

Accanto al ministero dell’insegnamento è stato impegnato, per quasi cinquant’anni, nel servizio pastorale nella parrocchia di Bulciago (LC) collaborando con diversi parroci e accompagnando generazioni di parrocchiani e nel 2007 ha esteso questo servizio alla comunità pastorale di Maria Regina degli Apostoli, comprensiva delle parrocchie di Barzago, Bulciago e Bevera.

Il suo impegno ha conquistato la stima di tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato come predicatore, confessore e consigliere spirituale. È stato ammirato anche come accompagnatore spirituale di diversi pellegrinaggi per gruppi parrocchiali.

La caratteristica di p. Leopoldo è stata quella del forte legame con il territorio e il convento di Carpesino, anche di fronte alle proposte di trasferimento che nel corso degli anni gli sono state fatte e che non sono state mai da lui accettate! Non ultima quella di un suo possibile trasferimento temporaneo nell’infermeria Provinciale dei passionisti di Pianezza (TO), a causa del suo evidente stato di difficoltà fisica in cui ultimamente era venuto a trovarsi. Non si è mai allontanato da Carpesino e negli ultimi anni ha rinunciato anche alle sue ferie.

Ha avuto legami di amicizia molto forti con laici che ha conosciuto e accompagnato con dedizione anche nella loro anzianità. Fu molto attento a partecipare ai funerali di persone che conosceva, accompagnando con il sostegno umano e cristiano anche i familiari dei defunti, esercitando il ministero della consolazione.

Inoltre, p. Leopoldo si è reso sempre disponibile ai ministeri e alle cappellanie esterne. Preparava con cura le omelie, anche se talvolta era un po’ originale nella sua predicazione con battute di attualità e un pizzico di umorismo. In convento era molto taciturno e talora distaccato nelle relazioni fraterne, sempre fedele però agli impegni della vita comunitaria e alla preghiera.

La mattina del 18 febbraio 2025, in seguito ad una caduta, avvenuta presso il convento Santa Chiara delle suore di Gesù Eterno Sacerdote di Pontelambro (CO), dalle quali si era recato per la celebrazione eucaristica, è stato ricoverato all’ospedale Valduce di Como con un preoccupante ematoma cerebrale. Nelle settimane successive, con il riassorbirsi dell’ematoma e la sua buona ripresa psicofisica, è stato trasferito presso la clinica Villa Beretta di Costa Masnaga (LC) dove ha svolto un cammino di riabilitazione che si era concluso con le dimissioni nello scorso mese di giugno. Ma la mattina di domenica 17 agosto, a causa di un’ulteriore caduta, si è riformato l’ematoma cerebrale che gli si è rivelato fatale. Ricoverato d’urgenza presso l’ospedale Sant’ Anna di Como, dopo un’operazione chirurgica e diversi giorni di terapia intensiva, a mezzanotte di mercoledì 27 agosto si è addormentato nel Signore. Per padre Leopoldo chiediamo al Signore che gli conceda il riposo eterno promesso ai suoi servi fedeli che lo hanno seguito con passione e dedizione nella vita religiosa, nonostante le umane fragilità legate alla nostra condizione umana. Riposi in pace!

P. Gianluca Garofalo e Comunità

+ P. Adolfo Lippi

+ P. Adolfo Lippi

Mercoledì 2 luglio 2025, verso le ore 19:40 presso l’infermeria della comunità di Agazzi, all’età di 90 anni è tornato alla Casa del Padre

P. Adolfo Lippi

della Madre di Dio

Sacerdote Passionista della Comunità di S. Angelo a Cura di Vetralla (Vt).

P. Adolfo (della Madre di Dio) Lippi nasce a Diecimo (LU) il 15 ottobre 1934 da Egidio Lippi e Valentina Mechetti. Frequenta l’alunnato di Nettuno dal 1946 al 1948 ed il postulato a Sant’Eutizio dal 1948 al 1950 ed il 14 settembre 1951 entra nel Noviziato di San Giuseppe, sotto la guida del Maestro P. Germano M. Massanti, ed emette i Primi voti il 15 settembre 1951. Si consacra in perpetuo a Tavarnuzze (FI) il 15 ottobre 1955. Ricevuto l’ordine del diaconato a Roma il 20 dicembre 1958, viene ordinato sacerdote il 1° febbraio 1959 a Santa Maria del Sasso, Caravate (CO) per le mani di Mons. Felice Bonomini, vescovo di Como.

Dopo gli studi di teologia a Vetralla (1951-1954) consegue il dottorato in filosofia (1963) e la licenza in teologia (1968). Nei dieci anni che vanno dal 1962 al 1972 insegna nelle nostre scuole interne alla Presentazione (GR), all’Angelo (LU) e a Tavarnuzze (FI) rivestendo per due volte il ruolo di direttore degli studenti: dal ‘63 al ‘65 all’Angelo e dal ‘69 al ‘72 a Tavarnuzze.

Nel periodo di grande sconvolgimento del ‘68 acquista molto credito presso gli studenti di teologia che ne perorano decisamente l’elezione a provinciale, riconoscendo in lui il carisma necessario per guidare la Provincia in quegli anni di grandi cambiamenti socioculturali. Di grande cultura, di mente aperta e di grande sensibilità umana e spirituale p. Adolfo conduce la provincia fino al 1978 in un momento difficile a causa di conflitti interni e difficoltà economiche e amministrative.

Dal 1978 al 1982 è superiore a San Giuseppe dove nel 1975 era stata avviata l’esperienza di Casa di Preghiera aperta ai laici e da lui voluta e promossa. Nel 1982, in qualità di vice provinciale, subentra nel ruolo di Superiore Provinciale a P. Ottaviano D’Egidio, nel frattempo eletto a Consultore Generale. Svolge il medesimo ruolo fino al 1987.

Dal 1988 risiederà a Vetralla fino al 2000. In questo periodo intensifica la sua collaborazione con il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma dove aveva già cominciato ad insegnare teologia dogmatica nel 1985, insegnamento che manterrà fino al 2003. Nel 1994 diventa Direttore della Cattedra di Teologia della Croce sempre nello stesso Ateneo e rimarrà in carica fino al 2003. Sempre nel 1994 diviene Direttore della Rivista La Sapienza della Croce che dirigerà fino al 2010.

Nel 2000, sempre in qualità di vice provinciale, subentra nel ruolo di Superiore Provinciale a P. Ottaviano D’Egidio, eletto Superiore Generale, e rivestirà tale ruolo fino al 2007. Ritorna a Vetralla nel 2007 dove rivestirà il ruolo di superiore fino al 2015 e in seguito di vicario fino al 2023.

Questi tratti biografici, non del tutto completi perché tanto altro si potrebbe aggiungere, dicono quanto p. Adolfo si è speso per la Congregazione senza mai tirarsi indietro, ma rimanendo sempre disponibile ai servizi cui veniva via via chiamato. Servizi che ha sempre svolto con una attenzione particolare alle persone per le quali nutriva un estremo rispetto e amore. Più che ai limiti o difetti ha sempre preferito guardare alle potenzialità e ai doni di Dio presenti nella persona, anche se spesso questo comportava delusioni. Uno stile mosso e animato da una teologia e spiritualità dell’amore di Dio Padre infinitamente misericordioso e comprensivo. Una spiritualità che ha improntato anche il suo rapporto e interesse per i movimenti laicali, il rinnovamento carismatico negli anni settanta e ottanta e il movimento neocatecumenale dagli anni novanta in poi. Durante la sua permanenza nella comunità di Vetralla p. Adolfo ha molto promosso l’accoglienza dei laici in comunità e l’attenzione ai più bisognosi di sostegno umano e spirituale.

Durante il lungo periodo vissuto a Vetralla p. Adolfo, mosso da spirito ecumenico, ha sviluppato un grande interesse per il dialogo ebraico-cristiano dedicandovi delle pubblicazioni. In questo ambito ha riscosso tanta considerazione. Ad exemplum riportiamo il messaggio di Marco Cassutto Morselli, Presidente della Federazione delle Amicizie Ebraico-Cristiane in Italia: “Padre Adolfo Lippi è stato un grande amico della Amicizia Ebraico-Cristiana di Roma e dei Colloqui di Camaldoli. Ho molto apprezzato la sua riflessione sulla teologia cristiana di Israele, che ritengo di grande importanza. Questa teologia rimane una delle urgenze del nostro tempo. Sia il suo ricordo in benedizione!”.

Padre Adolfo ha al suo attivo tante pubblicazioni di cui molte dedicate ai nostri santi e beati. Un patrimonio a cui tanti possono attingere per il loro nutrimento teologico e spirituale.

Con il suo lavoro teologico ed il suo servizio spirituale e apostolico, sempre portato avanti con dedizione e umiltà, p. Adolfo rimane una “traccia” in cui ci auguriamo tanti possano trovare ispirazione e aiuto per riconoscere le “vie di Dio” nella loro esistenza.

P. Luigi Procopio CP

+ p. Diego Menoncin

+ p. Diego Menoncin

Oggi, 23 maggio 2025, alle ore 11:30 presso l’infermeria di Pianezza, all’età di 93 anni è tornato alla casa del padre

P. Diego Menoncin

di S. Paolo della Croce

 

Il Funerale avrà luogo lunedì 26 alle ore 11.00 al santuario di san Pancrazio (Pianezza) e sarà tumulato al cimitero di Pianezza

P. Diego è nato a Loreo (RO) il 13 febbraio 1932 da Carlo e Giuseppina Moretto. Nel 1948 entra a noviziato di Cameri (NO) dove il 18 ottobre 1949 emette la professione dei primi voti.

Sempre a Cameri, il 14 febbraio 1953 si consacra in perpetuo. Viene ordinato sacerdote il 18 marzo 1956 a Caravate (VA) da Mons. Sergio Pignedoli.

Dal settembre 2023 risiedeva nella comunità di Pianezza.

Segue profilo biografico

+ P. Andrea Brollo

+ P. Andrea Brollo

il 6 maggio 2025 alle ore 10:15 presso l’ospedale Papa Giovanni (Bergamo) dove era stato recentemente ricoverato per un peggioramento della sua malattia, all’età di 55 anni è tornato alla casa del padre

P. Andrea Brollo

di Sorella Umiltà

Il funerale avrà luogo giovedì 8 alle ore 15.00 al santuario Santa Maria degli Angeli Basella

Padre Andrea Brollo era nato a Milano il 05 dicembre 1969 da Francesco e Amelia Molteni. A Tabiago (CO) ricevette il battesimo il 06 gennaio 1970 e la cresima il 26 ottobre 1980. Dopo i primi di anni di seminario a Carpesino (CO), entrò nella casa di Noviziato di Moricone (Roma) dove vestì l’abito religioso il 23 febbraio 1990 e vi emise i primi voti religiosi il 15 settembre 1990.

Continuò la sua formazione religiosa nello studentato di Sezano-Verona dove emise i voti religiosi perpetui l’08 dicembre 1994, legandosi per sempre a Dio nella Congregazione dei Passionisti; fu ordinato Diacono il 07 ottobre 1995 e sacerdote il 10 ottobre 1996.

Persona di straordinarie doti umane e spirituali, capace di adattarsi a ogni situazione, portandovi sempre il proprio contributo di convinzione e coerenza. I doni di Dio sono sempre preziosissimi e di un valore incalcolabile. Ognuno è responsabile di quanto ha ricevuto, e P. Andrea si è impegnato a impiegare nel modo migliore questi doni:

  • la grazia: nel Battesimo ha ricevuto la vita divina, è diventato realmente figlio di Dio: tutto il resto defluisce da questa dignità;
  • l’intelligenza: aveva la facoltà di leggere, approfondire, riflettere, aggiornarsi nel campo delle proprie responsabilitàe dell’apostolato;
  • l’amore, la capacità di voler bene, di fare il bene, di godere del bene. Aveva amore per le nostre comunità religiose, per i suoi famigliari, per gli amici… Non possiamo dimenticare la tenerezza verso l’ammalato Fratel Sergio Teani che ci ha lasciati solo un mese fa: per un anno l’ha portato più volte la settimana all’ospedale, per lui ha rinunciato nel settembre scorso alle agognate ferie in Sardegna.
  • la giustizia: aveva la tendenza istintiva a impegnarsi e a impegnarci a rispettare i diritti di tutti, perché nessuno fosse vittima della violenza o dell’egoismo.
  • la fortezza ossia la capacità di sopportare fatiche, sacrifici, delusioni per raggiungere un ideale.

Non ha lasciato infruttuosi i doni che ha ricevuto da Dio. Ne ha sacrificato forse uno, il talento musicale, ma a favore degli altri. Si espresse soprattutto nella gestione strutturale ed economica delle nostre case religiose: aveva in questo un dono particolare.

Fu chiamato molto presto non solo a gestire l’economia di qualche casa come Pianezza (TO) e Cameri (NO) e soprattutto Basella (BG) dal 1996 al 2011 e poi in questi ultimi anni, ma soprattutto fu anche Consultore ed Economo dell’intera Provincia religiosa del Nord Italia CORM), e poi responsabile economico e Amministratore Legale dell’Area Nord della nuova Configurazione provinciale (MAPRAES) che attualmente riunisce tutte le case passioniste d’Italia, Francia. Portogallo.

Nemico delle indecisioni, imperfezioni, pressapochismi e sprechi, ci ha aiutato molto nella gestione economica delle nostre case: passò in tutta Italia a insegnare il nuovo modello amministrativo che attualmente tutte le case passioniste dovrebbero seguire. Non faceva pesare il suo lavoro, non si vantava mai delle fatiche sopportate e dei risultati positivi ottenuti: con lui sembrava tutto “normale” ma era lui che creava la “normalità” anche quando invece i problemi e le preoccupazioni esistevano, eccome! Il peso era suo, si industriava a non caricarlo sulle spalle di nessuno.

Ma non si può racchiudere Padre Andrea solo sotto l’aspetto del suo servizio alle case e all’economia. Era un sacerdote convinto e zelante. Quando era ancora un adolescente seminarista a Carpesino (CO) ebbe un colloquio con il Padre Provinciale di allora, durante la visita canonica alla comunità. Andrea presentò al Padre Provinciale il dubbio se proseguire tra i Passionisti fino al sacerdozio oppure rimanere tra loro solo come religioso fratello. Il Padre Provinciale lo convinse a proseguire fino al sacerdozio ed egli accettò. Andrea aveva forse già intuito di avere il carisma della praticità, delle cose concrete, l’indole di uno che vuole camminare coi piedi per terra nell’umile e silenzioso servizio.

Ma si è fidato del Superiore Provinciale e tutte e due non hanno mai dimenticato questo colloquio e la decisione che ne è seguita. P. Andrea non si è mai pentito di essere diventato sacerdote, e ha sviluppato il suo ministero in vari modi: all’inizio si diede alla predicazione, in particolare come promotore e protagonista con altri di una novità: predicare la missione solamente ai giovani. Poi il servizio dei ministeri di apostolato delle varie comunità in cui ha abitato e ultimamente, per molti anni, il servizio domenicale nella parrocchia del S. Rosario ad Arcore (MI).

Fu anche uno degli iniziatori e animatori della Tenda Giovani e della Festa della Famiglia Passionista qui a Basella, tradizione che raduna amici, collaboratori simpatizzanti dei Passionisti, e che continua ancora oggi.

Altro campo in cui ha profuso tutte le sue capacità organizzative, ma anche il carisma di saper- vi coinvolgere le persone: il mondo delle Missioni in Africa Tanzania e Kenya. Fu per anni Procuratore delle Missioni estere, le visitò varie volte, si rese conto dei problemi, dei progetti e delle necessità dei missionari e dei cristiani di quelle terre: se ne è fatto carico suscitando la collaborazione di molti laici e del Gruppo GAMEPP (Gruppo Amici delle Missioni Estere Passioniste), assicurando loro un’adeguata e continua formazione.

         La vita di P. Andrea è stata un permanente mettersi a disposizione degli altri con tutta la propria persona, energie, forze. In realtà il verbo che ha raccolto la sua esistenza è: servire. A lui ben si adatta la definizione del servo evangelico elogiato da Gesù: fedele, prudente e vigilante (cfr. Lc 24, 45-46).  La sua vita è stata una veglia continua. Non ha messo sottoterra i tuoi talenti evitando però due pericoli gravi: il vittimismo e il narcisismo.

Non ha mai agito per attirare considerazione, visibilità e qualche ricompensa. Non è mai stato un calcolatore costantemente alle prese con la partita doppia del dare e dell’avere: ha sempre dato comunque. Non è entrato nel servizio del vangelo e delle nostre comunità con lo spirito del salariato, ma senza pretese e senza rivendicare diritti.

Ora ogni cosa di lui è diventata preziosa, non per la sua durata, ma per l’intensità con cui l’ha vissuta. E ne ha fatto dono agli altri, a noi Passionisti, alla famiglia, agli amici, alla Chiesa, al Signore La sua ricompensa per la sua fedeltà e il suo impegno è infinitamente superiore a ogni attesa: il premio finale è la partecipazione alla gioia di Dio.

La comunità passionista di Basella in un mese ha perso due angeli custodi qui in terra: Fratel Sergio Teani e Padre Andrea Brollo gestivano infatti praticamente la casa e il parco, ma la fede ci assicura di avere ora due angeli custodi in più in cielo che ci aiuteranno. RIP

P. Leone Masnata CP