Nella notte del 3 ottobre 2026, presso l’infermeria di San Gabriele, all’età di 92 anni, è tornato alla Casa del Padre
P. Tito Di Stefano
di Gesù
Nato a Tortoreto (TE) il 10 giugno 1934 da Carlo e Fortunata Ozzi, fu battezzato il 24 dello stesso mese ed anno. Ricevette la cresima il 6 dicembre 1945. Dopo gli studi secondari svolti negli alunnati della provincia PIET, nel settembre 1952, provenendo dall’alunnato di San Marcello (AN) entrò nel noviziato di Morrovalle (MC). Era maestro dei novizi p. Vittorino Damiani. Emise la prima professione il 15 settembre 1953 e si consacrò in perpetuo il 15 settembre 1956. Venne ordinato sacerdote a San Gabriele dell’Addolorata (TE) il 27 febbraio 1960 dopo aver compiuto gli studi teologici nello studentato annesso al santuario di cui era direttore p. Damaso Racinelli, insieme con p. Virginio Alfonsi, p. Diego Di Odoardo e p. Adriano Di Bonaventura.
Dal settembre del 1963 all’ottobre del 1968 risiedette nel santuario della Madonna della Stella, dove insegnò la filosofia scolastica e la storia della filosofia ai nostri studenti. Dopo di che venne trasferito a Montescosso il 16 gennaio del 1968. Per tre mandati venne anche eletto superiore di quella comunità tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio.
In precedenza padre Tito aveva proseguito gli studi a Roma, conseguendo la licenza in teologia (1966) la laurea in filosofia (1968) alla Pontificia Università Angelicum. Nell’Università di Perugia, nel 1971, sotto la direzione dell’insigne professore di filosofia, lo stimmatino p. Cornelio Fabro, conseguì la laurea in filosofia. Nominato assistente ordinario alla cattedra di filosofia teoretica nel 1973, divenne professore associato alla medesima cattedra, nel 1980. Superato il concorso di professore ordinario di Antropologia filosofica, nel 1989 a Perugia, ricoprì anche la cattedra nel dipartimento di Lettere e Filosofia nell’università La Sapienza di Roma nel 1992 e nel 2005 assunse l’incarico di Antropologia filosofica. Ha insegnato inoltre varie discipline filosofiche alla facoltà teologica di Assisi e alla Pontificia università Antonianum e Angelicum di Roma. Prese parte anche al Meeting di Comunione e Liberazione del 1990, con un apprezzato intervento sulle tematiche filosofiche a lui più congeniali.
È stato molto apprezzato nel mondo filosofico per i suoi studi hegeliani ed esistenzialisti, ma è soprattutto per le sue ricerche su Soren Kierkegaard (conosceva la lingua danese) che è ritenuto uno specialista a livello internazionale; facendo parte del centro studi kirkegaardiani dell’Università di Copenaghen. I contributi scientifici di p. Tito non possono essere ricordati tutti in questa sede, ma basta pensare ai suoi studi su Hegel, Kirkegaard e Heidegger per definire grande la sua statura scientifica, come testimonia, tra gli altri, il professor Antonio Palazzo. In occasione del giubileo sacerdotale, il 5 giugno 2010, il Senato Accademico dell’Università La Sapienza di Roma, presieduto dal Rettore Magnifico, prof. Luigi Frati, ha deliberato di offrire a padre Tito un attestato di riconoscenza per la sua intensa attività accademica. Per lungo tempo è stato attivo anche in varie realtà della nostra Congregazione (collaborando ugualmente a progetti scientifico-artistici come le Edizioni Staurós e la rivista La sapienza della croce).
Ma padre Tito ha ben svolto anche con impegno l’aspetto strettamente pastorale del suo ministero sacerdotale passionista. Egli ha accompagnato, nei lunghi anni trascorsi a Montescosso, un folto gruppo di laici nella lettura continua e spiegazione della Bibbia, attività riconosciutagli, con attestato, dalla stessa diocesi di Perugia. Ha seguito l’Équipe Notre Dame, ed ha aiutato la diocesi come amministratore parrocchiale per svariati mesi nella parrocchia di PonteValleceppi.
Negli ultimi anni trascorsi al santuario di San Gabriele ha svolto generosamente il ministero della riconciliazione finché le forze lo hanno retto. Padre Tito lascia un grato ricordo tra i confratelli e fra i tanti che lo hanno conosciuto ed apprezzato, anche e forse soprattutto, per la sua bonomia, semplicità ed umiltà nei rapporti interpersonali. Egli non faceva mai pesare il suo pur considerevole curriculum accademico, per la disponibilità agli impegni comunitari e la generosità per il servizio apostolico che gli veniva richiesto e che accettava sempre volentieri. È stato scritto di lui che la sua figura coniuga una profonda vocazione spirituale con un’intensa attività accademica nel panorama filosofico italiano.
P. Tito Paolo Zecca
