+ P. Edmondo Zagano

+ P. Edmondo Zagano

Nella serata del 20 marzo 2020, presso l’Infermeria di Pianezza, è tornato alla casa del Padre

P. Edmondo Zagano

di S. Paolo della Croce

 

P. Edmondo era nato il 26 marzo 1927 a Cornaleto di Formigara (CR) da Oreste Zagano e Angela Cremonesi. Aveva conosciuto i Passionisti durante una missione parrocchiale e a 11 anni era entrato nel seminario minore di Basella per gli studi ginnasiali fino all’ingresso al noviziato di Caravate dove emise i primi voti religiosi sotto la guida del p. maestro p. Fulgenzio Bonvini l’8 settembre del 1944. Continuò gli studi a san Zenone e li terminò a Roma dove fu ordinato sacerdote il 14 maggio dell’anno santo 1950. Dotato di bella memoria e di intelligenza aperta fu incaricato dell’insegnamento ai giovani studenti, ma coltivando sempre il desiderio di partire per l’Africa in Tanzania che raggiunse nel 1956. Il vescovo passionista mons. Pesce – di cui fu anche segretario – lo impegnò subito nell’insegnamento in seminario, da poco aperto, per le vocazioni africane a Biawana. Volle però vivere la missione africana direttamente in mezzo alla gente nelle stazioni missionarie di Bahi e di Haubi.

Nel frattempo non tralasciò mai i suoi amati studi e dopo aver conseguito il diploma magistrale in lingua inglese a Londra, terminò i suoi studi con la laurea in utroque iure alla università pontificia del Laterano nel 1965.

La svolta della sua vita avvenne però nel 1970 quando fu chiamato dal padre Provinciale p. Anselmo De Battista ad aprire una nuova missione passionista in Kenya, insieme con p. Vittore Camusso, superando così alcuni dissapori sorti con il vescovo di Dodoma mons. Pesce che non gradiva la fondazione di una comunità passionista autonoma nel territorio della sua diocesi. Fu il vescovo di Kisii, presso il lago Vittoria che accolse favorevolmente i primi missionari passionisti tra la sua gente, la tribù dei Luo. In tutto 7 missionari lasciarono il Tanzania e si stabilirono a Rakwaro e Ulanda in Kenya. Dopo il primo impatto difficile per l’apprendimento della una nuova lingua tribale, l’attività missionaria prese il suo avvio e si aprì a nuove fondazioni missionarie come Kadem e Tonga, presto aiutato dall’arrivo dall’Italia nuovi giovani missionari.

Fu p. Edmondo il primo vicario regionale che accettò l’incarico di organizzare la nuova missione passionista in Kenya. Le fondazioni si ampliarono e si pensò subito anche a coltivare le vocazioni passioniste locali con la fondazione della missione di Karungu e del suo centro vocazionale. Era il modo di assicurare un futuro passionista al vicariato kenyano. Si giunse poi alla fondazione nella capitale di Nairobi Ushirika, e p. Edmondo riprese l’insegnamento del diritto canonico presso il Tangaza College, dove si formavano i futuri passionisti africani. Fu un docente brillante, preparato, stimato dai colleghi, con la padronanza della lingua inglese e il fascino della sua personalità. Non smise mai di leggere, studiare, aggiornarsi, e veniva spesso consultato su questioni inerenti il diritto canonico. In questo senso partecipò ai capitoli provinciali e generali dell’istituto.

Preciso, ordinato, e nello stesso tempo umile e schivo, ma senza cedere su questioni canoniche di grave importanza. Prestò la sua competenza canonica anche nella stesura delle costituzioni religiose del nascente istituto delle Madre degli orfani, fondato da p. Fulgenzio nel Villaggio della gioia.

Nel 2006 lasciò l’Africa per rientrare il Italia anche per motivi di salute. Passò per varie comunità a cominciare da quella di Carpesino, per passare poi a quella di Caravate. Si prestava per tanti servizi locali e partecipava volentieri agli atti di comunità. Gli ultimi anni fu trasferito a s. Pancrazio in infermeria. Sempre lucido, pregava intensamente, chiedeva al Signore di poterlo incontrare presto. Attese fino all’età di 92 anni. Il Signore lo ha accolto nella sua pace come servo buono, fedele fino alla fine.

(P. Aldo Ferrari)

+ P. Gerardo Bottarelli

+ P. Gerardo Bottarelli

Nella mattinata del 19 marzo 2020, presso la comunità della Basella, è tornato alla casa del Padre

P. Gerardo Bottarelli

(Pasquale) della Madre del Buon Consiglio

 

Pasquale Bottarelli era nato il 24 marzo 1934 a Cortenuova (BG), nella pianura bergamasca, presso il borgo dedicato ad un piccolo santuario mariano s. Maria del sasso da Pietro Bottarelli e Alessandra Galli. Successivamente la sua famiglia si trasferì a Basella dove Pasquale conobbe i Passionisti. Dopo un tentativo fallito di accedere al seminario minore di Bergamo, chiese di poter entrare dai Passionisti di Basella. A S. Zenone degli Ezzelini fece il noviziato sotto la guida di P. Timoteo Pivato al termine del quale emise la sua prima professione l’8 settembre 1956. Continuò gli studi sia a Mondovì prima e poi a Caravate dove venne ordinato sacerdote il 21 aprile 1963. Fu subito impiegato nella formazione dei giovani come insegnante e come vicedirettore sia a Basella, come a Carpesino, a Sezano, e a Calcinate. Fu anche direttore del seminario per i fratelli laici a Basella.

Ma il suo sogno di potersi dedicare alle missioni in Africa, maturò solo nel 1974 quando partì per il Kenya: era il 19 marzo festa di san Giuseppe.

Trascorse in questo continente gli anni più belli del suo sacerdozio: più di 42 anni, sempre in Kenya accettando di spostarsi di tanto in tanto nelle varie missioni. È stato presente a Kadem, Karungu, a Macalder, a Tonga. Fu parroco varie volte, ma non volle mai essere responsabile di vicariato. Di animo buono e allegro, sapeva intrattenersi amabilmente con la gente africana che gli era molto affezionata. Tornato in Italia nel 2016 si stabilì a Basella dove c’erano i suoi familiari che lo visitavano spesso e lo aiutavano. Si dedicò fin che le forze lo hanno sorretto al servizio del santuario specialmente per il ministero delle confessioni. Negli ultimi anni della sua vita aveva perso parzialmente sia l’udito che la vista, ma amava il contatto con la gente e si industriava a raccogliere aiuti pecuniari con i quali continuava ad assistere i suoi africani più bisognosi.

+ P. Tarcisio Turrisi

+ P. Tarcisio Turrisi

Nel tardo pomeriggio del 14 marzo 2020, presso l’Infermeria di S. Gabriele dell’Addolorata, è tornato alla casa del Padre

P. Tarcisio Turrisi

(Carmelo) della Madre Purissima

I funerali saranno celebrati (dalla sola comunità) lunedì 16 marzo nel Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata alle ore 9.00.

Padre Tarcisio è nato il 14 giugno 1939 a Ceglie Messapica (BR) da Barnaba Turrisi e Maria Specchia, in una famiglia numerosa e molto religiosa che presto lascerà il paese per emigrare verso l’Italia settentrionale. Non ci fu nella sua infanzia un’occasione particolare che lo portò a decidere di diventare religioso passionista. Nella cittadina di Ceglie i Padri era presenti già da lungo tempo e la popolazione nutriva una vera e propria venerazione per questi religiosi a tal punto che nello spazio di pochi decenni furono costruiti ben due conventi per volontà popolare purché la comunità passionista non lasciasse il paese. Avendo percepito la chiamata al sacerdozio fin da piccolo la scelta cadde naturalmente sulla famiglia passionista, perché come lui stesso raccontava “vedeva in essa persone felici”.

P. Tarcisio fu superiore, direttore degli studenti, segretario provinciale, parroco. Ma il curriculum si è arricchito soprattutto per la sua attività di studioso di storia. Completati gli studi con una brillante tesi dottorale presso la Pontificia Università Gregoriana, pubblicata nel 1978 nella collana Analecta Gregoriana dello stesso ateneo, per molti anni insegnò storia e patrologia negli Istituti interreligiosi di Bari e di Lecce e in quelli di Scienze religiose di Oria (BR), che ha diretto per alcuni anni, di Brindisi e presso il seminario arcidiocesano di Cosenza. Tenne, tra l’altro, anche un corso di spiritualità della Passione presso l’Antonianum di Roma.

Il suo nome è legato a studi e ricerche su alcuni ritiri della stessa Provincia del S. Costato: Ceglie Messapica, Novoli, Fuscaldo e Laurignano. Ha pubblicato testi sulla predicazione della Passione e dei Passionisti, vista nell’orizzonte della pietà popolare, con analisi originali di alcune forme di devozione quali i santini. Ha curato l’organizzazione del centenario di fondazione della Provincia LAT e del Santuario di Laurignano (CS), con studi collettivi molto apprezzati in ambienti scientifici

Gli ultimi due anni la malattia ha accompagnato la sua esistenza che si è conclusa il 14 marzo 2020.

P. Tarcisio ha molto amato la sua vocazione e la famiglia passionista. Il suo rigore scientifico spesso si è tradotto anche in una dimensione caratteriale che a volte lo rendeva rigido nei giudizi. Religioso formato in un clima preconciliare a volte non comprendeva completamente quello sforzo di aggiornamento che pian piano aveva cancellato quegli aspetti peculiari della vita passionista che lo avevano attratto durante la sua giovinezza, specie la vita comunitaria. Ma questo non gli ha impedito di continuare a dare il suo contributo di vita e di studioso perché la congregazione potesse esprimere in pienezza il carisma di S. Paolo della Croce.

Esperienza nello Spirito a Castellazzo

Esperienza nello Spirito a Castellazzo

Dal 6 al 13 febbraio gli studenti passionisti Pasqualino Salini, Gaetano Cagnazo, Andrea Deida, André Pereira e Carlo Romano si sono trovati a Caravate per una settimana di esercizi spirituali.

Venuti da comunità diverse della nostra provincia hanno vissuto una settima insieme ricca a livello umano e spirituale.

Orientati da padre Marco Panseri, con incontri e momenti di riflessione personale e comunitari e condivisione, sono tornati alla radice della nostra Congregazione. Per vivere meglio questa settimana spirituale hanno avuto come punto di riferimento San Paolo della Croce.

E così, uniti a questa figura storica e attuale hanno approfondito queste tematiche: la relazione con Dio e con il prossimo; la solitudine, la preghiera e la povertà, l’apostolato e la Memoria Passionis; la salvezza e il dono dello Spirito Santo; e Maria nella vita del nostro fondatore e dei passionisti.

Dopo quella bella settimana, che ci ha permesso vivere nuove emozioni e ricordare alcuni momenti di “ieri” possiamo lasciare qui la domanda: «Gesù Crocifisso: Chi sei Tu? Che parole e gesti posso usare per parlare del tuo essere affascinante?».

André Pereira

+ P. Tommaso Simone

+ P. Tommaso Simone

Nella mattina del 29 febbraio 2020, presso l’Infermeria di S. Gabriele dell’Addolorata, è tornato alla casa del Padre

P. Tommaso Simone

del Cuore di Gesù

I funerali saranno celebrati lunedì 2 marzo nel Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata alle ore 9.30.

Padre Tommaso è nato il 21 febbraio 1924 ad Altamura (BA) da Giovanni Simone e Antonia Tirelli, in una famiglia molto numerosa e molto religiosa. E fino ad oggi era l’ultimo di una lunga serie di passionisti altamurani. Entrato giovanissimo in congregazione fece l’anno di noviziato a Laurignano e qui emise i suoi voti l’8 ottobre 1941 per essere poi ordinato il 13 aprile 1947.

In vista dell’insegnamento fu mandato dai superiori a Roma per completare la sua formazione accademica presso la Pontificia Università S. Tommaso (Angelicum) con una brillante tesi in teologia dommatica sulla B. V. Maria.

Nel corso dei suoi anni, fino a quando la sua salute glielo ha permesso, è stato a servizio della congregazione: insegnante di teologia nei nostri studentati, maestro dei novizi, consultore provinciale, superiore in diverse comunità (Manduria, Taranto, Novoli, Cirò Marina, Laurignano, Rocca di Papa), direttore degli studenti. Ma anche missionario valente ed entusiasta, predicatore affabile e persuasivo, sempre disponibile ovunque la sua presenza e collaborazione fossero richieste.

Un aspetto particolare del suo ministero sacerdotale è stato la direzione spirituale. Grazie anche alla sua indole pacifica e bonaria, sono tantissime le persone, religiosi, sacerdoti e laici, che hanno potuto godere del suo consiglio paterno e ancor di più della sua amicizia sincera e fedele. In ogni comunità dove ha vissuto ha sempre tessuto rapporti fraterni che lo hanno reso molto apprezzato e ovunque egli ha abitato, quella comunità è stata guardata di buon occhio dalla Provvidenza. La generosità della gente era la risposta alla sua fatica apostolica.

Era un uomo buono. Lo possiamo dire con assoluta certezza. La malizia non abitava il suo cuore. Per questo la sua compagnia era cercata con piacere e facilmente ci si affidava ai suoi consigli.

Padre Tommaso durante la sua venerabile esistenza ha sempre goduto di ottima salute, anche perché non ha mai ceduto a particolari eccessi. La routine della vita comunitaria, che lui ha sempre amato e curato, gli permetteva di vivere in semplicità e nell’ordine.

Gli ultimi anni tuttavia la sofferenza ha raggiunto anche lui. Ma più che gravi malattie le sue sono state quelle situazioni cliniche che accompagnano il tempo che passa: il diabete, la perdita graduale della vista e dell’udito. Nonostante ciò è stato lucidissimo fino agli ultimi giorni, riconoscendo chiunque andasse a visitarlo nella infermeria di S. Gabriele, dove è stato amorevolmente accolto ed assistito, e coltivando quella sua insaziabile curiosità che nasceva dall’avere particolarmente a cuore la vita di quanti ancora si rivolgevano a per un consiglio. Il cellulare era diventato il suo strumento di apostolato quotidiano.

E anche in questa occasione p. Tommaso è sempre stato una persona docile e obbediente. Pur lasciando con dispiacere le comunità di Novoli e Manduria dove ha vissuto gli ultimi anni, ha accettato di buon grado il suo allontanamento verso la comunità di Isola del Gran Sasso. E dove ha chiuso la sua vita, oggi 29 febbraio 2020, pochi giorni dopo il suo compleanno e in concomitanza della festa di S. Gabriele dell’Addolorata.

(di P. Giovanni Battista Marino)