da Michele Messi | 21 Aprile 2017 | In splendoribus sanctorum
Nel tardo pomeriggio del 15 aprile 2017, nel silenzio del Sabato santo, dopo una lunga malattia P. Angelo Di Battista si è spento serenamente, mentre si trovava nel Ritiro di Paliano (FR).
Padre Angelo si è spento dopo un anno di sofferenza, dovuta ad un tumore maligno che in nove mesi lo ha consumato e portato alla morte.
Era nato a Roccavivi (AQ), il 18 maggio 1939, da Francesco e Anna Colone. Tra i passionisti entra giovanissimo e dopo gli studi e il noviziato il 15 ottobre del 1955 a Falvaterra emette la professione dei consigli evangelici. Incamminato verso il sacerdozio, dopo gli studi filosofici e teologici, viene ordinato sacerdote a Napoli l’8 giugno 1963. Subito viene immesso nel campo della formazione e già nel 1964 lo si trova a
Calvi Risorta come docente di latino e di altre discipline per gli alunni delle scuole medie della scuola apostolica. Il suo progressivo impegno nel campo della formazione prosegue, come quello in campo missionario, apostolico e pastorale. Più volte parroco, il suo più lungo periodo in questo ufficio lo ha trascorso nella parrocchia di Santa Maria Maggiore in Itri (LT), poi a
Ceccano (FR) a Santa Maria a Fiume ed infine a Paliano dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita. Consultore alla formazione nel quadriennio 1982-1986 elaborò un articolato progetto di formazione per la Provincia dell’Addolorata (Basso Lazio e Campania), ora Regione, dando dimostrazione non solo di vasta cultura e competenza nel settore, ma anche di sensibilità umana e pastorale. Con gli anni con avanzavano, anche padre Angelo incominciò ad avere seri problemi di salute, fino a quando lo scorso luglio 2016, d’urgenza fu operato di un tumore allo stomaco, che lentamente lo ha portato alla morte.
Padre Angelo è stato un sacerdote di ampio impegno nel campo pastorale. E’ stato anche superiore locale più volte in varie parti della Provincia Religiosa. Ottimo scrittore, gli ultimi suoi articoli li ha firmati sul Presenza Missionaria Passionista, di cui è stato sempre un ottimo e valido collaboratore.
da Michele Messi | 11 Marzo 2017 | In splendoribus sanctorum
Serenamente alle 3.00 circa del 11 marzo 2017 si è spento nella comunità di Moricone Fr. Tarcisio Di Marco ed è tornato alla Casa del Padre.
I funerali si terranno domenica 12 marzo 2017 alle ore 15.30 nel Santuario del B. Bernardo M. Silvestrelli presso il Convento di Moricone.
Nato a Cerchiara di Isola del Gran Sasso (TE) il 3 luglio 1917 da Angelo di Marco e Maria Giuseppa Di Gialleonardo, emise la sua professione religiosa il 22 marzo 1935 a Recanati (MC). Iniziò così la sua vita di fratello religioso che lo portò a servire le comunità in cui veniva inviato dimostrando sempre amore e diligenza, donandosi senza riserve soprattutto nella mansione di cuoco, che ha svolto con competenza e dedizione al punto che fu chiamato ad esercitarla nella casa generalizia dei Ss. Giovanni e Paolo.
da Michele Messi | 4 Marzo 2017 | In splendoribus sanctorum
Dopo un’improvvisa ospedalizzazione a causa di un’emorragia cerebrale, dopo alcuni giorni di coma, alle 20.00 circa del 28 febbraio 2017 Fr. Saverio Bonanini è tornato alla Casa del Padre.
Il funerale si volgerà nella Chiesa Parrocchiale di San Zenone, venerdì 3 marzo alle ore 15.00. La sepoltura sarà nel cimitero di San Zenone.
Una veglia di Preghiera è prevista giovedì alle ore 20 nella Chiesa del Convento di San Zenone.
Era nato a Beverino (Spezia) parrocchia di santa Croce, il 4 marzo del 1945. Una buona famiglia la sua, semplice e povera, ma ricca di fede cristiana. Dei tre figli che vi nacquero, due si fecero religiosi: una sorella suora e il nostro Dino che scelse di farsi passionista dopo aver conosciuto i padri di Brugnato. Da fanciullo, in terza elementare, fu miracolato, quando a causa di un incidente automobilistico, subì una ferita alla testa la cui cicatrice portò per tutta la vita.
Dopo un paio d’anni nel seminario minore dei fratelli, approdò al noviziato di san Zenone nel 1962, avendo come maestri p. Marcaurelio Cipriani e padre Saverio Bonassi il quale portò a compimento la sua formazione religiosa fino alla professione perpetua dei voti il 19 marzo del 1967. Forse avrebbe desiderato completare gli studi fino ad essere sacerdote, ma le sue condizioni di salute non glielo permisero. Fu
destinato comunque nel settore dei seminari minori, dove fu più volte vicedirettore, come a Carpesino, a Calcinate, a Sezano. Rigoroso nella disciplina, si faceva rispettare ed amare dai ragazzi che gli erano affidati. Rimasero in memoria i campi scuola estivi che organizzava con i suoi collaboratori, con le famiglie dei quali continuò ad incontrarsi d’estate, quando i seminari minori vennero chiusi. Da quegli incontri
nacquero alcune vocazioni alla vita religiosa. L’altro settore in cui fratel Saverio si distinse fu quello infermieristico. Dopo aver frequentato un corso per infermieri a Bassano del Grappa, venne destinato all’incipiente infermeria provinciale di san Pancrazio di Pianezza (TO). Vi rimase per 10 anni come primo responsabile. Si dedicò ai religiosi ammalati con cura e precisa attenzione. Era assiduo di giorno e di notte, e seppe organizzare anche trasferte dei suoi assistiti nella nostra casa al mare di Diano marina, Imperia. Fu a Diano che venne in contatto con la coltivazione della pianta dell’aloe, dalla quale imparò a ricavare il rispettivo sciroppo per la cura preveniente di malattie tumorali. Dopo un breve soggiorno in Terra santa, nella nostra casa di Betania, dove trovò la ricetta per l’infuso di aloe, fu destinato alla comunità di san Zenone dove approdò il 9 maggio del 2004 e dove risiedette fino al termine della sua vita. Ingegnoso quale era, si dedicò alla produzione dello sciroppo di aloe, con la collaborazione di un gruppo di volontari. L’iniziativa ebbe una vasta risonanza con richieste quasi da ogni parte d’Italia. Insieme allo sciroppo per il corpo offriva anche oggetti di devozione spirituale, libri vari, e dispensava con sapienza la sua ricchezza interiore con colloqui per il bene delle anime. Amava la Madonna e organizzò parecchi pellegrinaggi a Medjugorje con la gente con la quale veniva in contatto. Accettò anche l’incarico di economo della comunità, incombenza che svolse fino a quando le forze lo ressero. Poi dovette passare ad altri l’incarico quando si manifestarono sintomi di quella malattia che lo portò, prima all’uso di una carrozzina per potersi spostare nei locali della comunità, e poi a quella emorragia celebrale che lo ridusse in coma fino allo spegnimento sereno della sua vita laboriosa spesa per Dio e i fratelli.
da Michele Messi | 8 Febbraio 2017 | In splendoribus sanctorum
Dopo un lungo periodo nell’infermeria di Pianezza, alle 18.00 del 31 gennaio 2017 P. Riccardo Talpone è tornato alla Casa del Padre.
Era nato il 27 aprile del 1922 a Castellazzo Bormida (AL), alla vigilia della festa liturgica di san Paolo della Croce, 28 aprile, che a quell’epoca si celebrava in quella data. Castellazzo è il paese delle origini paterne del santo Fondatore dei Passionisti, dove soggiornò da giovane, per parecchi anni, con la sua famiglia, nella stessa parrocchia, santa Maria, dove nacque e fu battezzato padre Riccardo. Si sentiva fiero di essere concittadino del santo e amava mostrare ai visitatori l’altare laterale della chiesa parrocchiale di s. Maria dedicato al santo di cui era devoto particolarmente suo papà Paolo Domenico.
Il suo attaccamento e devozione a san Paolo della Croce lo segnò per tutta la vita, tanto che volle chiamarsi padre Riccardo di san Paolo della Croce, quando al noviziato, a Caravate (VA), nel 1939, cambiò il nome di battesimo Pasquale con Riccardo. Lì fece anche la prima professione religiosa il 15 settembre del 1940 al termine del noviziato sotto la guida di padre Saverio Bonassi. Continuò gli studi verso il sacerdozio in vari conventi dove gli studenti venivano trasferiti a causa delle vicende belliche: a san Zenone (TV), a Pegli (GE), a san Pancrazio, dove ricevette l’ordinazione sacerdotale il 1° marzo 1947 per le mani del vescovo ausiliare di Torino il servo di Dio mons. Giambattista Pinardi. Fu poi inviato in Francia per lo studio della lingua francese che insegnò poi agli alunni del seminario minore di Carpesino d’Erba. Rimase per vent’anni nell’ambito della formazione dei ragazzi come padre spirituale prima e poi come direttore dell’alunnato dei “fratellini” a Basella. Si dedicò anche alla ricerca di nuove vocazioni tra i ragazzi illustrando ad essi le figure dei santi giovani passionisti come san Gabriele e il venerabile Galileo Nicolini. Amava servirsi degli strumenti di comunicazione in voga in quel tempo come piccoli filmati e diapositive, per far conoscere la figura di san Paolo della Croce. Padre Riccardo era di statura alta, longilineo, dal volto serioso, ascetico si direbbe, ma non senza un sorriso cordiale ed accogliente. Coltivò sempre la vita interiore, di preghiera e di comunione intima con il Signore, che lo rese padre spirituale di molte anime e confessore ricercato.
La sua predicazione era essenziale, senza fronzoli, pacata, ma anche avvincente, quando si dedicò all’apostolato itinerante dei passionisti. Partecipò a missioni parrocchiali, dettò esercizi spirituali, tenne tridui e quarantore in varie parrocchie. Fece anche una esperienza di alcuni mesi di presenza in Africa, presso le nostre missioni. Non fu mai nominato superiore di comunità, ma svolse per vari anni, il delicato compito di economo locale con parsimonia e sobrietà. Preciso e ordinato, fu chiamato a fare il segretario provinciale per tre anni. Frutto del suo impegno la pubblicazione di un aggiornato «catalogo dei religiosi» della provincia CORM. Dal 1992 fu assegnato alla comunità di san Pancrazio, addetto al santuario. Esercitò il compito di confessore e di accoglienza dei pellegrini. Il suo campo d’azione comprendeva anche l’assistenza spirituale delle case di riposo circonvicine, come la casa Papa Giovanni XXIII, Villa Iris, la casa delle suore di sant’Anna, la casa del Cottolengo di Druento. Col passare degli anni le sue condizioni di salute andarono peggiorando fino a quando fu assegnato al settore dell’infermeria. Visse sereno gli ultimi anni della sua vita. Riservato come sempre, esprimeva in preghiera il suo anelito interiore verso le vocazioni religiose, sacerdotali e passioniste. Invocava i santi dell’istituto cui dedicò tutta la sua vita feconda, laboriosa, instancabile. San Paolo della Croce lo avrà accolto con sé in paradiso, come suo confratello oltre che concittadino.
da Michele Messi | 12 Gennaio 2017 | In splendoribus sanctorum
Dopo una lunga infermità nel tardo pomeriggio dell’11 gennaio 2017, nel Ritiro del Borgetto P. Bernardo Bongiovanni è tornato alla Casa del Padre.
Padre Bernardo era nato a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, il 23/11/1918 da Francesco Bongiovanni e Maria Bosco. Egli è stato uno dei 13 religiosi passionisti che ha dato il paese di Castellammare del Golfo alla Provincia siciliana in un secolo. P. Bernardo entrò ad 11 anni nella nostra Congregazione e ha compiuto l’anno di Noviziato ad Alessandria della Rocca (AG), emettendo la Prima Professione il 12/01/1935.
Ha ricevuto l’Ordinazione Presbiterale nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma il 21/03/1942. Nel corso della sua vita ha ricoperto diversi uffici, nella Vice Provincia e quindi nella Provincia Siciliana: negli anni 1958-1961 è stato Maestro dei Novizi ad Alessandria della Rocca; quindi è stato Superiore sempre ad Alessandria della Rocca negli anni 1961-64. In seguito è stato Superiore a Borgetto Monastero dal 1990 al 1994 e nello stesso periodo Consultore Provinciale per la Vita Consacrata.
Dall’anno 1994 al 2003 ha ricoperto l’ufficio di Vice-parroco ed Economo presso la Parrocchia di S. Cristina a Palermo, dove ha lavorato molto per la diffusione della spiritualità della Passione; in parrocchia ha lasciato un buon ricordo di sacerdote zelante ed era ricercato molto dai fedeli per la direzione spirituale e in ministero della riconciliazione. Infine negli anni 2003-11 è stato a Romitello e poi dal 2011 alla morte a Borgetto Monastero. L’attività apostolica di P. Bernardo si è realizzata particolarmente attraverso le missioni popolari svolte in molte Diocesi della Sicilia, che a detta di testimoni hanno portato copiosi frutti di conversione. Una delle caratteristiche del P. Bernardo nelle missioni popolari era la sua dedizione particolare nelle visite e nella cura spirituale degli ammalati. Terminata la sua attività missionaria per l’età avanzata, diversi fedeli e sacerdoti, che lo avevano conosciuto in occasione delle missioni popolari hanno continuato a cercarlo e incontrarlo per le confessioni e la direzione spirituale prima al Santuario di Romitello e poi, fino agli ultimi giorni della sua vita a BorgettoMonastero.
P. Bernardo era molto infermo da due anni, infatti non riusciva più a camminare e le sue giornate a Borgetto-Monastero trascorrevano sul letto o sulla sedia a rotelle. Ha dato in questo lungo tempo di infermità un grande esempio di pazienza, di amore alla preghiera e di un desiderio molto forte di celebrare la Santa Eucaristia, anche nella debolezza della sua salute desiderava celebrare o concelebrare la S. Messa. Le sue condizioni già molto precarie sono peggiorate il giorno 10 gennaio a causa probabilmente di un blocco renale; nonostante le cure dei medici specialisti, il P. Bernardo si è aggravato il giorno 11 e alla sera, alle 19.00 il Superiore P. Francesco Di Mariano ha disposto che la Comunità Concelebrasse la S. Messa nella camera di P. Bernardo; anche se non poteva parlare, P. Bernardo ha partecipato pregando a tutta la S. Messa e ha messo fuori dalle coperte le sue mani al momento del segno della pace per cercare le mani di noi suoi confratelli, quindi ha ricevuto come Viatico la SS. Eucaristia. Poco dopo è spirato in maniera serena. Che il Signore Gesù accolga nella Casa del Padre questo suo servitore fedele.
da Michele Messi | 11 Gennaio 2017 | In splendoribus sanctorum
Dopo un lungo periodo di degenza, cominciata nel 2009, presso la Casa di Riposo «les Cèdres», alle ore 20,00 del 10 gennaio 2017, P. Cormac O’Hora è tornato alla Casa del Padre.
Padre Cormac nacque il 17 gennaio 1932 a Kiltimagh (Co. Mayo) in Irlanda da James O’Hara e Alice Maher. Il 28 aprile 1952, emise la sua prima professione religiosa e dopo aver terminato gli studi teologici è stato ordinato il 21 dicembre 1957.
Dopo essere stato traferito dalla provincia di S. Patrizio (Irlanda) a quella di S. Michele (Francia) ha trascorso molo tempo a Champigy impegnato in vari ministeri locali, fino a quando nel 2009 un improvviso peggioramento delle sue condizioni di salute lo hanno costretto all’ospedalizzazione.