Auguri per la prima professione religiosa dei Confratelli Wilson e Andronico
Carissimi Novizi Wilson e Andronico,
Domani 17 luglio farete la vostra prima professione religiosa nelle mani del Vice provinciale CARLW, p. Andrew. È un momento importante ed un passo significativo nel cammino della vostra vocazione e della vostra formazione passionista.
Dopo aver vestito l’abito che S. Paolo della Croce ci consegnò perché fosse segno della memoria continua della Passione di Gesù e al temine dell’anno di Noviziato vi consegnerete a Gesù e alla Congregazione passionista promettendo di vivere con altri fratelli e vivendo i voti religiosi.
Questo esprime la decisione di crescere secondo “i sentimenti e la personalità di Gesù Cristo”, nella fiducia verso il Padre e la solidarietà verso i fratelli fino al dono della propria vita.
Con tutto il Consiglio provinciale, radunato in Consulta a Roma, e tutta la Provincia MAPARES vi siamo vicini, vi assicuriamo la nostra preghiera e vi affidiamo alla Vergine Maria Addolorata e Presentata al Tempio, modello di ogni consacrazione.
In questo tempo in Italia, ed ora anche in Portogallo ed altre nazioni europee, stiamo vivendo momenti difficili per la pandemia COVID19. Siamo uniti e cerchiamo di affrontare la situazione con fiducia e sostegno reciproco.
Sappiamo che anche in Kenya la situazione è difficile e critica, non potete tornare per ora in Angola. Vi siamo vicini, anche questa prova, come quelle vissute in questo anno, saranno fonte di grazia e di perseveranza. Il Signore benedirà anche le vostre famiglie che in questo momento non possono essere con voi.
Un vivo ringraziamento ai vostri formatori, particolarmente al vostro Maestro Fr. Samuel che con amore e dedizione vi ha accompagnati.
A tutti i Confratelli passionisti nel Kenya un caro saluto e una preghiera.
Alle 6.30 dell’11 luglio 2020, presso la comunità di Sora, è tornato alla casa del Padre
p. Antonio Graniero
di S. Elia profeta
I funerali si svolgeranno nella Chiesa dei Passionisti di Sora, lunedì 13 luglio alle 10.00.
Padre Antonio è nato l’8 aprile 1947 a S. Elia a Pianisi (CB) da Donato Graniero e Pasqualina Lepore. Entrò tra i passionisti piccolissimo nella scuola apostolica di Calvi Risorta nei primi anni 1960, dopo gli studi medi e ginnasiali interni, entrò nel noviziato di Falvaterra, per svolgere, insieme ad altri suoi confratelli, l’anno di preparazione alla professione religiosa, sotto la guida del maestro, padre Marcellino Di Benedetto e al termine del quale emise la sua prima professione il 28 settembre 1966. Seguì gli studi filosofici e teologici tra lo Studentato di Ceccano e la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, Sez. San Tommaso d’Aquino di Napoli negli anni 1966-1974. Una volta conclusi gli studi teologici fu ordinato presbitero l’11 luglio 1974 nella Chiesa di Santa Maria ai Monti in Napoli.
Subito impegnato nel campo della formazione delle nuove generazioni di Passionisti, fu destinato a Calvi Risolta, dove svolgeva anche il compito di parroco a Campozillone, ufficio che ha ricoperto in altre circostanze e in altre comunità dove l’obbedienza lo inviava. Fu anche Superiore della comunità passionista di Calvi Risorta per un quadriennio. La maggior parte degli anni della sua vita religiosa e sacerdotale l’ha vissuta nella comunità di Sora (FR), dove ha svolto il compito di vicario per diversi mandati. Stesso ufficio ricoperto ad Airola (Bn), dove negli anni nel primo decennio del 2007-2011, ha svolto anche l’ufficio di parroco di San Michele a Serpentara. Ritornato nuovamente a Sora, qui ha vissuto negli ultimi anni la sua impegnatissima vita di religioso passionista, vice parroco e cappellano.
Padre Antonio Graniero ha goduto sempre della stima dei confratelli e della gente, facendosi apprezzare per il suo stile riservato, rispettoso ed equilibrato. Sacerdote di grande cultura, studioso, ottimo scrittore e collaboratore della Rivista Presenza Missionaria Passionista, era impegnato soprattutto nel campo della catechesi e nella formazione scritturistica. Conferenziere, predicatore e scrittore, aveva anche un profilo Facebook molto attivo e seguito, dove offriva pillole di saggezza quotidiana e riflessioni di carattere spirituale, molto apprezzate dai suoi amici.
Per noi suoi confratelli aveva un solo appellativo o nome identificativo “Esimio” e quando si usava questo termine l’Esimio era per tutti noi padre Antonio Graniero. Una persona intelligente, saggia, equilibrata, mai che eccedesse in giudizi negativi o positivi, sempre attento al rispetto della dignità degli altri.
Un cuore grande, una persona di apertura culturale soprattutto quando si è trattato di confrontarsi con la cultura e la mentalità moderne, nel ruolo di parroco e responsabile del settore della pastorale giovanile o di altri settori vitali della vita parrocchiale.
Nei suoi ultimi anni di vita ha sofferto per lungo tempo di diabete e vari problemi cardiaci che negli ultimi anni lo avevano costretto a vari ricoveri presso strutture ospedaliere locali e della capitale.
A Nettuno nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti, le festa liturgica di quest’ultima lo scorso 6 luglio è stata vissuta, in tempo di Covid-19 tra preghiere e nostalgie, distanziamenti e speranze.
I nove giorni di preparazione organizzati dal rettore il passionista Pasquale Gravante hanno visto l’avvicendarsi delle comunità parrocchiali di Nettuno, Le Ferriere e Borgo Montello. Ad aprire il novennale il vescovo di Albano monsignor Marcello Semeraro che si è soffermato sul perdono di “Marietta” al suo assassino.
Annullato, da qui la nostalgia, il tradizionale pellegrinaggio a piedi Nettuno-Le Ferriere che tradizionalmente accompagna la preparazione alla festa, il Santuario ha vissuto il 6 luglio con intensa preghiera. Alle 10.30 la Messa presieduta dal rettore padre Gravante con la presentazione della vita della santa bambina mentre alle 15.45 la commovente liturgia svoltasi alla Tenda del Perdono (la camera dove Maria Goretti morì alla stessa ora del 6 luglio 1902) è stata officiata dal superiore provinciale dei passionisti padre Luigi Vaninetti.
Alle 18 poi la concelebrazione presieduta dal cardinale Giuseppe Petrocchi arcivescovo dell’Aquila che ha sottolineato
come «il miracolo più grande fatto da Marietta» sia stata «Marietta stessa che con l’aiuto dello Spirito Santo ha espresso una sapienza e un discernimento umanamente parlando incomprensibili».
Quindi, richiamando le letture della Messa, il porporato ha sottolineato che fotografavano in modo mirabile la vita di santa Maria Goretti, seme che muore per dare la vita perdonando il suo uccisore e desiderando per lui il Paradiso vicino a lei.
Le liturgie celebrate da Gravante, Vaninetti e dal cardinale Petrocchi
Nelle prime ore del 23 aprile 2020, presso l’Infermeria provinciale di S, Gabriele dell’Addolorata, è tornato alla casa del Padre
P. Marco Partenza
I funerali saranno celebrati (a porte chiuse) venerdì 24 aprile nel Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata alle ore 11.00.
P. Marco era nato il 5 marzo 1933 a Elice (PE) da Dante Partenza e Raffaella Dell’Arena. Emise la sua prima professione il 15 settembre 1952 a Morrovalle e fu ordinato presbitero a S. Gabriele dell’Addolorata il 14 marzo 1959.
Nella mattinata del 26 marzo 2020, presso la comunità di Ceglie Messapica, è tornato alla casa del Padre
P. Cosimo De Monte
dell’Addolorata
P. Cosimo era nato il 13 giugno 1927 a Sava (TA) da Artemio De Monte e Anna Buccoliero. La sua era una famiglia molto religiosa: entrambi i genitori erano iscritti al Terz’ordine secolare Francescano della locale comunità francescana e un altro fratello, p. Artemio, lo aveva preceduto nella famiglia francescana. I Passionisti non erano sconosciuti a Sava: qui un gruppo di religiosi espulsi dalla comunità di Isola del Gran Sasso nell’800 avevano trovato generosa accoglienza come nella vicina Manduria, da cui erano chiamati per predicazioni anche nella sua parrocchia. Dopo il noviziato a Laurignano (CS) aveva fatto la sua professione religiosa il 7 gennaio del 1945. Ordinato sacerdote il 1 aprile 1951 fu mandato a Roma per completare gli studi presso la Pont. Univ. Gregoriana laureandosi in Storia della Chiesa nel 1954. Dai superiori fu destinato subito all’insegnamento nello Studium filosofico-teologico di Manduria come docente di Storia ecclesiastica, Patrologia e Archeologia cristiana, fino al 1968. La storia insieme con l’arte furono sempre oggetto del suo interesse personale anche quando fu chiamato ad altri incarichi. Non mancarono pubblicazioni negli anni, frutto della sua curiosità intellettuale e della sua ricerca appassionata e puntigliosa per preservare nel tempo la storia di uomini, luoghi e vicende legate soprattutto alla vita passionista del Sud-Italia.
Nel corso della sua lunga vita ricoprì vari incarichi: superiore in alcune comunità, economo provinciale, ma soprattutto fu missionario sempre disponibile fino a quando gli fu possibile. Amò la sua vocazione, la sua provincia e la compagnia dei confratelli. Ha chiuso i suoi giorni nella comunità di Ceglie M. dove ha trascorso gli ultimi anni dedicandosi alla confessione e alla direzione spirituale.
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