da Michele Messi | 27 Giugno 2015 | Formazione, Notizie
Il 27 giugno si è chiuso lo STIP al termine del periodo di esami. Il giorno 28 gli studenti sono ripartiti per le regioni per svolgere esperienze apostoliche e riposo in famiglia. Lo studentato MAPRAES riaprirà il 7 settembre a San Gabriele con un laboratorio sulle missioni al popolo. Il laboratorio si svolgerà dal 8 – 11 settembre e sarà guidato da P. Dario di Giosia. Dal 14 al 19 settembre gli studenti STIP si recheranno a Fuscaldo per gli esercizi spirituali che saranno guidati da P. Graziano Leonardo.
Un augurio ai confratelli Michele Messi, Francesco Pagliaroli e Antonio Parrino che hanno terminato il corso istituzionale conseguendo il grado accademico di Baccalaureato in Sacra Teologia.
da Michele Messi | 19 Febbraio 2015 | Curia generale, Notizie
Cari Fratelli, celebrando l’anno della Vita Consacrata, voglio approfittare di questa occasione per ringraziarvi sinceramente per il vostro impegno come persone consacrate e per la vostra testimonianza della Buona Notizia del Regno di Dio. Ero presente all’incontro dei Superiori Generali con Papa Francesco a Roma, nel Novembre 2013. Fu alla fine di quell’incontro che Papa Francesco annunciò l’anno dedicato alla Vita Consacrata.
Durante l’incontro, il Papa rispose alle domande rivolte a lui a proposito della Vita Consacrata, usando un linguaggio franco e aperto, un linguaggio che veniva dal cuore. Per me si trattò di una condivisione sincera da parte di un uomo che ha dedicato tutta la sua vita, come consacrato, a seguire Cristo, ma che in questa ricerca ha condiviso anche le sfide e le fatiche umane con una fiducia e confidenza assoluta nel Dio che lo chiamava.
Come Papa Francesco, anche noi, come Passionisti, abbiamo dedicato la nostra vita alla sequela di Gesù Crocefisso dentro la Vita Consacrata, ma conosciamo pure noi le lotte che dobbiamo affrontare a causa dei cambiamenti, delle sfide, delle attese e degli influssi che troviamo o che provengono dal mondo in cui viviamo. È una cosa inevitabile e abbiamo bisogno di aver fiducia in Dio che ci chiama e ci promette di camminare con noi lungo il cammino.
Di tanto in tanto è cosa buona, e perfino necessaria, fare una verifica della realtà. L’Anno della Vita Consacrata ci invita a concentrarci e a fare l’inventario della vita a cui Dio ci ha chiamato e per cui noi abbiamo pronunciato il nostro “fiat”.
Personalmente, non mi sembra che quest’anno sia uno di quelli in cui ci sia stato chiesto di leggere o scrivere di più sul tema della Vita Consacrata. Piuttosto, vedo quest’anno come una celebrazione di questa vita gioiosa e una opportunità di rinnovamento: una occasione per concentrarsi in modo specifico sulla nostra vocazione a seguire Gesù nella forma specifica di vita che comunemente chiamiamo “Vita Religiosa”. La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA) ci invita “a riflettere sul tempo di grazia che ci è stato dato da vivere…”.
Questa “opportunità di rinnovamento” e questo “tempo di grazia” richiede la nostra risposta sia a livello personale ch e comunitario. La vita consacrata la viviamo giorno per giorno. È la nostra vita! Ognuno di noi ha molto materiale su cui riflettere e da condividere con altri proprio partendo dall’esperienza di vivere questo stile di vita ogni giorno. Vi incoraggio a dedicare personalmente del tempo, durante quest’anno, a fare “memoria”: non solo ricordando o richiamando alla mente, ma rendendo nuovamente presente la prima esperienza della vostra chiamata e a riaccendere quel primo fervore e fuoco del vostro desiderio di dedicare profeticamente la vostra vita a Cristo.
Inoltre vi incoraggio a dedicare tempo alla condivisione reciproca della vostra esperienza e riflessione con gli altri membri della comunità. C’è un’enorme quantità di contenuti a disposizione per la nostra riflessione, a partire dai pensieri di Papa Francesco che sono stati pubblicati dalla CIVCSVA in preparazione all’Anno della Vita Consacrata, inclusa la Lettera Apostolica del Santo Padre.
In aggiunta, la Segreteria Generale pubblicherà regolarmente delle riflessioni sul nostro sito web (passiochristi.org) durante il corso di quest’Anno, che vi invito e incoraggio ad usare come “cibo per la riflessione” personale e comunitaria. Papa Francesco desidera che i religiosi siano testimoni autentici e gioiosi del Vangelo e proseguano per una strada di santità, che significa essere veramente umani, formare cuori ricchi di amore e di compassione, esser consapevoli delle proprie forze e debolezze, ed essere di tutto cuore impegnati nel seguire Gesù così come esso ci viene presentato dai Vangeli.
Possa quest’anno approfondire la nostra amicizia con Cristo attraverso la nostra relazione con lui sia nella preghiera che nella missione, così da poter riflettere la sua luce in questo nostro mondo. L’auspicio è che possiamo crescere nella libertà di amare, vivendo e testimoniando genuinamente i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza – nonché il nostro autentico carisma votato a mantenere perennemente viva la “Memoria Passionis”.
Fraternamente.
P. Joachim Rego, C.P.
Superiore Generale
da Michele Messi | 21 Gennaio 2015 | Cultura, Notizie
Dal 21 al 23 gennaio presso l’università di Boston (Stati Uniti d’America) si terrà un simposio sul pensiero del passionista Stanislas Breton, titolo del convegno: Il futuro del cristianesimo tra fede e dialogo – Un simposio sul pensiero di Stanislas Breton.
Pubblichiamo la relazione di P. Guy Sionneau, Superiore Provinciale dei Passionisti di Francia, preparata per il simposio filosofico (in lingua francesce).
(altro…)
da Michele Messi | 13 Gennaio 2015 | Dalla provincia, Formazione, Notizie
Dal 6 al 10 luglio 2015 presso il Santuario di S. Gabriele dell’Addolorata si è svolto il Laboratorio dei Giovani Passionisti MAPRAES. Esso ha voluto raccogliere l’eredità lasciata da quello dell’anno precedente focalizzandosi soprattutto sul tema della Vita Fraterna e della dinamiche comunitarie, che nella scorsa edizione erano state individuate come cruciali.
A momenti di riflessione e di discussione – coadiuvati dall’animazione di Sr. Emanuela Giordano OCD – si sono alternati momenti di preghiera liturgica e di lectio divina, così come momenti di approfondimento culturale (Cineforum) e di condivisione e fraternità. Al termine dell’incontro si è condiviso il lavoro svolto con la nuova leadership, per un fruttuoso scambio ed arricchimento reciproco.
da Michele Messi | 8 Novembre 2014 | Chiesa
Cari fratelli, vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra accoglienza, in particolare ringrazio il Padre Presidente per aver introdotto questo nostro incontro, che si pone al termine della vostra Assemblea nazionale. Alla luce di quello che ho sentito del vostro lavoro, vorrei condividere con voi alcuni punti di riferimento per il cammino.
Prima di tutto, la vita religiosa aiuta principalmente la Chiesa a realizzare quell’attrazione che la fa crescere, perché davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda “che cosa c’è qui?”, “che cosa spinge questa persona oltre l’orizzonte mondano?”. Questa direi è la prima cosa: aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione. Senza preoccuparsi di fare proseliti: attrazione!
L’abbiamo sentito nel Vangelo di mercoledì scorso: se uno «non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (Lc 14,33). Questa decisione, con forme diverse, è richiesta ad ogni cristiano. Ma noi religiosi siamo chiamati a darne una testimonianza di profezia. La testimonianza di una vita evangelica è ciò che distingue il discepolo missionario e in particolare chi segue il Signore nella via della vita consacrata. E la testimonianza profetica coincide con la santità. La vera profezia non è mai ideologica, non è in confronto con l’istituzione: è istituzione. La profezia è istituzionale. La vera profezia non è ideologica, non è “alla moda”, ma è sempre un segno di contraddizione secondo il Vangelo, così come lo era Gesù. Gesù, per esempio, fu un segno di contraddizione per le autorità religiose del suo tempo: capi dei farisei e dei sadducei, dottori della legge. E lo fu anche per altre opzioni e proposte: esseni, zeloti, ecc.
Vi ringrazio per il lavoro che avete fatto in questi giorni, come diceva il Padre Presidente: un lavoro che aiuta ad andare avanti nella strada tracciata da Evangelii Gaudium. Lui ha usato una bella espressione, ha detto: “non vogliamo combattere battaglie di retroguardia, di difesa, ma spenderci tra la gente”, nella certezza di fede che Dio sempre fa germogliare e maturare il suo Regno. Questo non è facile, non è scontato; richiede conversione; richiede anzitutto preghiera e adorazione. Mi raccomando, adorazione. E richiede condivisione con il popolo santo di Dio che vive nelle periferie della storia.
Ogni carisma per vivere ed essere fecondo è chiamato a decentrarsi, perché al centro ci sia solo Gesù Cristo. Il carisma non va conservato come una bottiglia di acqua distillata, va fatto fruttificare con coraggio, mettendolo a confronto con la realtà presente, con le culture, con la storia, come ci insegnano i grandi missionari dei nostri istituti.
Un segno chiaro che la vita religiosa è chiamata a dare oggi è la vita fraterna. Per favore, che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere! Cacciatelo via! Ci sia fraternità. E se tu hai qualcosa contro il fratello, lo dici in faccia… Alcune volte finirai ai pugni, non è un problema: è meglio questo che il terrorismo delle chiacchiere. Oggi la cultura dominante è individualista, centrata sui diritti soggettivi. È una cultura che corrode la società a partire dalla sua cellula primaria che è la famiglia.
La vita consacrata può aiutare la Chiesa e la società intera dando testimonianza di fraternità, che è possibile vivere insieme come fratelli nella diversità: questo è importante! Perché nella comunità non ci si sceglie prima, ci si trova con persone diverse per carattere, età, formazione, sensibilità… eppure si cerca di vivere da fratelli. Non sempre si riesce, voi lo sapete bene. Tante volte si sbaglia, perché siamo tutti peccatori, però si riconosce di avere sbagliato, si chiede perdono e si offre il perdono. E questo fa bene alla Chiesa: fa circolare nel corpo della Chiesa la linfa della fraternità. E fa bene anche a tutta la società.
Ma questa fraternità presuppone la paternità di Dio e la maternità della Chiesa e della Madre, la Vergine Maria. Dobbiamo ogni giorno rimetterci in questa relazione, e lo possiamo fare con la preghiera, con l’Eucaristia, con l’adorazione, con il Rosario. Così noi rinnoviamo ogni giorno il nostro “stare” con Cristo e in Cristo, e così ci mettiamo nella relazione autentica con il Padre che è nei cieli e con la Madre Chiesa, la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica, e la Madre Maria. Se la nostra vita si colloca sempre nuovamente in queste relazioni fondamentali, allora siamo in grado di realizzare anche una fraternità autentica, una fraternità testimoniale, che attrae.
Cari fratelli, vi lascio queste semplici tracce, sulle quali state già camminando. Vi incoraggio ad andare avanti e vi accompagno in questa strada. Il Signore vi benedica e benedica tutte le vostre comunità, specialmente quelle più provate, più sofferenti. E vi ringrazio per la preghiera con cui voi accompagnate me e il mio servizio alla Chiesa. Grazie!
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da Michele Messi | 28 Ottobre 2014 | Cultura, Notizie
Dalla prima, impensata e impensabile, presenza dei passionisti in terra di Puglia, iniziata nel 1866, alla conclusione di questa ricostruzione storica, ferma al 1925, fatta da padre Carmelo Tarcisio Turrisi, e presentata in questo ottimo volume, non erano passati neppure 60 anni; e ne mancano, sempre dal 1925, ancora 89 per giungere ai nostri giorni.
Questa Storia dei Passionisti ha per sottotitolo: Il periodo del liberalismo (1866-1925). La provincia del Sacro Costato Puglia Calabria Basilicata. Viene dunque collocata in una temperie politica che la connota, la determina nel più ampio contesto storiografico comunemente accettato.Il curriculum dell’Autore P. Carmelo Turrisi è a tutti noto. Prima di questa sintesi storica complessiva della Provincia del Sacro Costato (LAT) egli ha pubblicato, tra l’altro, studi e ricerche su alcune case della stessa Provincia, come Ceglie Messapica, Novoli e Laurignano; ha pubblicato testi sulla predicazione della Passione e dei Passionisti, vista e inserita nella grande pietà dei popoli, con ricerche originali anche su alcune forme di pietà e di devozione quali le immaginette sacre. Ha curato varie opere collettive, tra le quali cito soltanto quella redatta in occasione del centenario della Provincia, I Passionisti. La Provincia religiosa del “Sacro Costato di Gesù” di Puglia Calabria e Basilicata (1905-2005) , che anticipa questa sintesi dei primi 60 anni della stessa, che è oggetto di questa sua ultima fatica , con contributi molto validi e a tutto campo.
Questa periodizzazione, susseguente all’età dell’assolutismo, vuole richiamare soprattutto la fase post-risorgimentale italiana nella quale il liberalismo divenne egemone, anche tramite l’ideologia massonica, occupò tutto lo spazio politico nella monarchia subalpina prima e poi nel neonato stato unitario, anche se il sovrano sabaudo regnava per grazia di Dio e per volontà della nazione e la religione di stato era quella cattolica. Questo liberalismo (di destra o di sinistra o di centro) esaurirà la sua egemonia culturale e politica con la Grande Guerra, a cui faranno seguito l’inquieto primo dopoguerra e l’età dei totalitarismi.
La Congregazione dei Passionisti nacque e si sviluppò nell’ancien régime, agli albori dell’illuminismo e dell’enciclopedismo. Dovette fare i conti con l’assolutismo regio, la Rivoluzione francese, la soppressione napoleonica e murattiana, prosperò e si espanse nel periodo della Restaurazione. Dovette poi subire duramente il periodo risorgimentale con le leggi eversive di soppressione e l’espulsione coatta dei religiosi da quasi tutti i ritiri fino ad allora fondati, causando una ferita che solo molto lentamente venne curata e rimarginata. L’evento traumatico della soppressione non lasciò indenne la congregazione. Le persone e il loro modo di vivere e di rapportarsi con la società cambiarono in modo profondo e irreversibile nonostante il richiamo costante alla fedeltà alla Regola paulocruciana e alle tradizioni consuetudinarie trasmesse in forma pressoché inalterata per più di un secolo.
Nel periodo immediatamente successivo all’unità italiana, culminato con la presa di Roma nel 1870, prese le redini della congregazione un conservatore illuminato, padre Bernardo Maria Silvestrelli, dopo un quindicennio di profonda crisi istituzionale. Egli la governò per più di 25 anni, dal 1878 al 1907, ribadendo con il suo magistero e il suo governo, la fedeltà inconcussa alla Regola e alle Consuetudini della Congregazione, anche se il mutamento dei tempi e la promossa espansione dell’Istituto postulavano in modo irreversibile l’adeguamento alle varie situazioni locali, alla pastorale sul territorio, alla cultura e allo stile di vita proprio di popoli molto diversi da quelli presenti nella penisola italiana. In questo contesto è nata ed è fiorita la Provincia del Sacro Costato (segue)
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(“Storia dei Passionisti. Il periodo del liberalismo (1866-1925). Provincia del Sacro Costato. Puglia Calabria Basilicata, Comunità dei Passionisti Trepuzzi (LE), San Gabriele Edizioni 2014, pp. 570.)
Il video della presentazione del libro di P. Carmelo Tarcisio Turrisi, avvenuta durante l’Assemblea Provinciale del 21 ottobre a Manduria
https://youtu.be/oogabQNHXAA