Secondo te cosa significa l’acronimo NCO? Forse una formula chimica, oppure una sigla di un Network, oppure una sigla militare! Ti dice niente «Nuova Cooperazione Organizzata»?
Per i giovani la solidarietà resta uno dei grandi valori, perché c’è una grande attrazione nel fare il bene gratuitamente. Quindi bisogna promuovere il valore della gratuità e abbiamo bisogno di sapere e sperimentare che in Italia, soprattutto lì dove le condizioni socio-culturali sono più difficili, c’è qualcuno che sta cercando di cambiare il mondo.
Ecco che in Campania l’acronimo NCO significa, facendo il vezzo a «Nuova Camorra Organizzata», Solidarietà. Oggi dentro questa sigla ci sono tante associazioni che promuovono un insieme di prodotti culturali, alimentari, agricoli che mirano al recupero sociale di persone momentaneamente in difficoltà come minori, tossicodipendenti, sofferenti psichici. Il bello è che tutto questo avviene trasformando e riutilizzando i beni confiscati alla camorra. Nel mese di Febbraio sono stato a Casal di Principe a trovare «Nuova Cucina Organizzata» un ristorante che, oltre ad utilizzare un bene confiscato, ha la particolarità di essere gestito da persone svantaggiate che attraverso il lavoro riacquistano fiducia in loro stessi. Uno dei gestori mi diceva: «All’inizio gli abitanti del quartiere facevano fatica ad accettare che persone con disagi di diverso tipo lavorassero sotto casa loro. Proprio quelli che più si lamentavano oggi sono anche quelli che più aiutano i lavoratori a integrarsi».
Allora vogliamo portare il 21 maggio i ragazzi e i giovani che camminano con San Gabriele a Casal di Principe per fare esperienza di questa ricchezza di energie per poter essere contagiati anche noi dal buono e dal bello della solidarietà.
7.30 – Partenza dal Santuario di San Gabriele dell’Addolorata (TE)
10.00 – Arrivo a Maiano di Sessa Aurunca – Cooperativa “Al di là dei sogni”
12.30 – Arrivo a Casal di Principe – Ristorante Pizzeria sociale NCO
14.30 – Visita a un centro di San Cipriano d’Aversa
16.00 – Rientro a casa
Spese
– Pullmann 20,00 euro
– Ristorante 10,00 euro
Dare conferma al più presto a P.Francesco Di Feliciantonio Tel. 348.2349912
La Commissione VCS-FP ha elaborato un Sussidio, per animare la Novena di Pentecoste nelle nostre Comunità, intitolato Lo Spirito di Misericordia e la Vita Comunitaria.
Come i nostri Regolamenti Provinciali al n. 23e ci ricordano che «Il periodo immediatamente precedente alle maggiori solennità è considerato, nella nostra tradizione, tempo forte dello spirito. La comunità premette una novena o altra forma di preparazione alle festività del S. Natale, della Pentecoste, di una festa mariana, di S. Paolo della Croce, nostro Fondatore». Per andare incontro a tale esigenza si è pensato di offrire un testo che può essere usato come traccia per queste celebrazioni.
Il Consultore preposto, P. Aniello Migliaccio e la Commissione tutta, vi augura di vivere queste celebrazioni con un cuore aperto e disponibile a ricevere dallo Spirito Santo quell’effusione di gioia e di vita, che rinnovi la nostra vita e ci renda capaci di rispondere con generosità alle sfide che il tempo presente ci pone davanti.
La famiglia passionista annuncia con gioia l’ordinazine diaconale di conf. Federico di Gesù, che si è svolta al santuario di San Gabriele dell’Addolorata, sabato 16 aprile, alle ore 17:00, per le imposizioni delle mani di sua ecc. za mons. Michele Seccia, vescovo di Teramo-Atri. Auguriamo a padre Federico di diventare giorno dopo giorno un autentico annunciatore della Parola alla chiesa di oggi…. Rendiamo Grazie a Dio!
Cari fratelli, sorelle e amici della famiglia Passionista,
dopo aver percorso il cammino quaresimale rispondendo con gioia alla grazia e al dono della conversione offertoci dal nostro misericordioso Dio, giungiamo ora al momento di “camminare con Gesù” lungo questa Settimana Santa, apprestandoci a commemorare le ultime ore della passione, morte e risurrezione del Gesù storico. Sarà una settimana in cui parteciperemo ad alcune celebrazioni liturgiche intense che, come è auspicabile, ci ispireranno non solo ad ammirare, ma anche ad imitare il modo, l’esempio e la risposta di Gesù nel suo soffrire e morire sulla croce. Non possiamo dimenticarci che come Passionisti siamo chiamati a “mantenere viva la memoria della passione di Gesù come opera dell’amore e della misericordia di Dio”. Il significato di questo impegno ci viene ricordato ogni volta che celebriamo l’Eucarestia (= la Memoria Passionis), in cui il Signore crocefisso e risorto ci invita a “fare questo in memoria di me”. Però la memoria non è un puro e semplice “ricordo”.
La passione di Gesù non è soltanto un evento storico che vada ammirato e ricordato; è piuttosto un atto di amore dinamico che continua a dispiegarsi ancora ai nostri giorni e continuerà a farlo per sempre… “La passione di Cristo e la passione dell’umanità”; “Gesù Crocifisso e i crocifissi del mondo di oggi”
Dopo tre anni di ricerca, a fine febbraio di questo anno ho pubblicato la mia Tesi di Dottorato discussa il 13 maggio del 2015 presso la Pontificia Università Gregoriana e riguardante un confratello recentemente scomparso: padre Fabiano Giorgini.
Nella mia ricerca mi sono concentrato su tre aspetti della sua vita: il religioso passionista che per la sua coerenza e la sua affidabilità ebbe una larga stima tra i confratelli, il suo servizio svolto in ruoli chiave di responsabilità nella Congregazione in un periodo di passaggio come la seconda metà del secolo scorso, e il lavoro di storico nella Congregazione della Passione, portando a conoscenza dei confratelli la storia e la genuina tradizione dell’Istituto.
Il lavoro di ricerca compiuto si può considerare come un primo tentativo di ricostruzione della sua vita di sacerdote passionista che per le sue qualità intellettuali e umane si ritrovò a prendere parte a momenti significativi e decisivi della storia della Congregazione passionista a partire dagli anni ʼ50 del secolo scorso. Fu perciò una figura di spicco dell’Istituto, un’autorità quando parlava ai confratelli riguardo alla storia e alla tradizione passionista.
Nel primo capitolo, che cronologicamente abbraccia gli anni dal 1940 al 1956, ho preso in considerazione il periodo della sua formazione fino al conseguimento del Dottorato in Storia Ecclesiastica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Il secondo capitolo ho analizzato il periodo che va dal 1956 al 1972, anno in cui fu scelto come Superiore Provinciale alla guida della Provincia religiosa passionista del Centro-Est Italia chiamata di Maria SS. della Pietà (PIET).
Nel terzo capitolo ho studiato i suoi anni di governo come Provinciale della Provincia di Maria SS. della Pietà dal 1972 al 1976, e a seguire come Vice-Generale fino al 1982: un decennio molto intenso dal punto di vista pastorale, ma che lo portò praticamente ad una sospensione delle sue ricerche storiche, al contrario continuò la predicazione di esercizi spirituali specialmente a suore e monache passioniste.
Nel quarto capitolo ho approfondito il suo grande apporto per lo sviluppo della Missione indonesiana: durante il suo mandato da Provinciale fece tre viaggi in quella terra, rimanendovi circa tre mesi ogni volta; un’altra volta vi ritornò subito dopo la sua rielezione del 1976.
Nel quinto capitolo ho messo in evidenza le grandi energie da lui profuse per il ramo religioso femminile claustrale della Congregazione voluto dal Fondatore San Paolo della Croce pochi anni prima di morire, le monache passioniste, per le quali non soltanto offrì notevoli spunti spirituali con la predicazione di ritiri, esercizi spirituali e direzione d’anime, ma anche mise a disposizione la su competenza ed esperienza per l’elaborazione e l’approvazione della Regola rinnovata secondo i criteri conciliari.
Nel capitolo conclusivo ho continuato a mettere in evidenza la sua ricerca storica, analizzando ancora alcuni suoi lavori e i suoi autorevoli interventi. Fu un ricercatore attento alle cause e alle conseguenze di ogni fatto storico, cercando di coglierne il più ampio sfondo socio-religioso.
La presente ricerca scientifica è perciò un contributo per conoscere e capire sempre meglio le vicende interne all’Istituto dei Passionisti in un periodo tra gli anni ʼ50 e gli anni ʼ80, ancora oggi oggetto di discussioni e riflessioni proprio per la complessità dello stesso e per ridestare la memoria storica di un insigne religioso in modo tale che altri confratelli ne possano studiare gli scritti e costruirsi così su quelle fondamenta che egli pose attraverso le sue ricerche e pubblicazioni delle fonti storiche della Congregazione.
La speranza è che altri si possano dedicare in futuro a ricomporre i vari e intricati tasselli di una storia contemporanea della Congregazione, che sembra già ormai così lontana, proprio attraverso la chiave di lettura offerta da questo lavoro sulla vita di un protagonista di quel tempo come lo fu padre Fabiano Giorgini.
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