Festa di san Gabriele e conclusione 39° Tendopoli

Festa di san Gabriele e conclusione 39° Tendopoli

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Si conclude la 39° Tendopoli

Sabato 24 agosto al santuario di San Gabriele si concluderà la 39° edizione della Tendopoli dei giovani. Alla giornata conclusiva parteciperanno altri giovani che si aggiungeranno a quelli che hanno dato vita alla kermesse giovanile ai piedi del Gran Sasso. La Tendopoli sarà conclusa dalla marcia a piedi Isola-San Gabriele e dalla messa celebrata alle ore 11 dal cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila.

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Durante la messa suor Giulia Cenerini, 36 anni, originaria di Pennabilli (RN), emetterà la sua professione religiosa perpetua tra le suore passioniste. Giulia a 26 anni rinuncia a un futuro da insegnante di musica, lascia famiglia, amici e fidanzato per entrare tra le suore passioniste di Ciampino (RM). Attualmente Giulia insegna nella scuola elementare gestita dalle suore a Ciampino ed è attiva nel locale Movimento per la vita e nella catechesi a ragazzi e bambini.

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Festa di San Gabriele

Domenica 25 agosto oltre 10mila pellegrini arriveranno al santuario da ogni parte d’Italia per l’annuale festa popolare di San Gabriele. La messa delle ore 11 sarà presieduta da monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri. Alle ore 12 ci sarà una preghiera particolare con affidamento di bambini e ragazzi al santo dei giovani. La messa delle ore 16 sarà presieduta da padre Luigi Vaninetti, superiore provinciale dei passionisti di Italia, Francia e Portogallo.

Alle ore 17 l’urna che custodisce le spoglie mortali del santo dei giovani sarà accompagnata in processione da migliaia di devoti e dalle note musicali della banda di Cerchiara (TE) “Città del Gran Sasso”.

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Primo pellegrinaggio del Movimento di Pastorale Giovanile MAPRAES

Primo pellegrinaggio del Movimento di Pastorale Giovanile MAPRAES

Seguendo i primi passi tracciati da san Paolo della Croce, dal 25 al 28 Aprile, un gruppo di giovani di diverse provenienze, che frequentano i nostri gruppi ed incontri giovanili, si sono ritrovati nella struttura adiacente alla nostra comunità di Molare per ripercorrere l’esperienza che guidò il nostro fondatore nel suo cammino di fede. Visitando i luoghi della sua infanzia ad Ovada e poi a Castellazzo Bormida, dove ha vissuto la sua esperienza dei 40 giorni, in cui ha scritto il suo resoconto per mons. Gattinara, abbiamo assaporato il suo amore per Gesù e per la Chiesa.

Abbiamo vissuto anche forti momenti di preghiera e silenzio, proprio per far risuonare nel nostro cuore lo Spirito che ci ha chiamati a vivere questi giorni, pur non conoscendoci per niente tra noi.

All’unanimità ci siamo resi conto di aver fatto l’incontro con una Persona, proprio come l’ultimo documento Christus vivit di papa Francesco al numero 129 ci ricorda. Una ragazza infatti descrive questi giorni trascorsi insieme in questo modo: «ciò che più mi ha colpito è il modo totalizzante con cui lui [Paolo] si sentiva unito a Cristo, la comunione intima con cui era legato a Gesù, tanto da desiderare ardentemente nel suo cuore di assumerne parte delle sofferenze per sentirsi unito a Lui».

Un’altra cosa che ha colpito ai ragazzi è la frase di Paolo della Croce trovata sulla soffitta della casa natale di Ovada: «Lascio la mia congregazione bene fondata e stabilita nella Chiesa sino alla fine del mondo. Si stenderà da un mare all’altro. Grandi cose vuol fare Iddio» accerchiata dalle bandiere dei 60 paesi in cui oggi è presente la congregazione. Tale cosa ha suscitato questa riflessione: «È un messaggio di speranza e voglia di continuare, e soprattutto di rimettersi sempre in gioco e in discussione, senza dimenticare il fatto che invita a non camminare da soli ma ad aprirsi al gruppo». È vero Dio vuol fare grandi cose e sta ad ognuno di noi permettergli di realizzare il suo progetto a partire dai nostri singoli sì. Ciò che sorprende maggiormente è che non sappiamo mai dove può arrivare un gesto anche apparentemente piccolo di ogni singola persona.

«Più sentivo parlare di tutto quello che san Paolo aveva fatto, più mi chiedevo cosa gli desse la forza per farlo. Penso che la risposta sia proprio nel segno che tutti i Passionisti portano sul loro abito: un cuore sormontato da una croce. Un amore così totale e gratuito da riempirci il cuore».

Forte è stato anche il confronto con la Parola di Dio e la scoperta che Essa è diversa da tutte le altre parole: è una Parola che salva, una Parola che non ci fa sentire soli, una parola che rivela che Qualcuno è vicino a noi. Per qualcuno forte è stato l’incontro con la Passione di Gesù, infatti ha detto: «la Parola della Passione di Gesù è la più grande espressione dell’amore di Dio per l’uomo e questo mi ha svegliata e dato un nuovo modo di vivere la mia quotidianità!».

Tutto questa bellezza è stata possibile grazie al Signore, ma anche agli strumenti che Lui ha adoperato, cioè i nostri cari confratelli di Molare, a partire dal superiore p. Massimiliano, poi p. Andrea, p. Diego e p. Claudio, ai quali vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. Concludendo è stato un forte momento di incontro con il Signore, attraverso il messaggio e la vita di Paolo della Croce, il quale ci ha mostrato la Passione di Gesù come espressione altissima dell’amore. Invitiamo i giovani delle nostre realtà a partecipare ogni tanto agli incontri a livello provinciale, sono sempre momenti di grazia e ricchezza personale, soprattutto nascono sempre belle e autentiche amicizie.

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Incontro Missionari della Misericordia

Incontro Missionari della Misericordia

Dal 7 all’11 aprile si è svolto a Roma il primo incontro dei missionari della misericordia, voluto dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, presieduto da Mons. Rino Fisichella. Circa 600, degli 895 missionari attuali, hanno risposto all’iniziativa, tra essi 5 passionisti, come si vede nella foto.

Le quattro giornate sono state scandite da meditazioni, celebrazioni liturgiche e testimonianze. Papa Francesco ci ha donato un’ampia meditazione sulla misericordia nell’udienza privata del 10 aprile, presiedendo poi l’Eucaristia in San Pietro con tutti i missionari.

Il Dicastero ha pubblicato un primo annuario dove è riportato l’elenco dei missionari (suddivisi per continente, per ordine alfabetico e per diocesi) con la loro residenza e il loro numero telefonico.  L’annuario sarà spedito a tutti i vescovi, i quali potranno conoscere esattamente quali sono i missionari designati dal Papa. D’altra parte Mons. Fisichella ha sollecitato i missionari di far presente ai vescovi questa possibilità che hanno nelle loro diocesi. Altri missionari potranno aggiungersi all’elenco, dietro richiesta su piattaforma online da parte del proprio Ordinario. Un secondo incontro è stato programmato fra due anni.

NOTIZIE DALLA MISSIONE DI BULGARIA

NOTIZIE DALLA MISSIONE DI BULGARIA

Nell’ultimo mese noi missionari passionisti in Bulgaria, oltre alle consuete attività ordinarie, abbiamo vissuto alcuni momenti significativi, che desideriamo comunicare e condividere con tutti i confratelli della Provincia.

65° dei martiri bulgari. Pellegrinaggio a Sofia e festa diocesana nel Santuario di Belene

La notte dell’11 novembre 1952, nel cortile del Carcere Centrale di Sofia, venivano fucilati il nostro confratello mons. Eugenio Bossilkov ed i tre sacerdoti assunzionisti Pavel, Kamen e Josafat.

Per sottolineare l’anniversario dei quattro beati martiri bulgari, oltre alla consueta memoria nelle comunità cristiane locali, ci sono stati due momenti speciali.

Sabato 4 novembre un centinaio di fedeli della Comunità Cristiana di Belene, paese natale del beato Eugenio e sede dell’unico santuario a lui dedicato, guidati dal loro parroco (il nostro confratello p. Paolo) si sono recati in pellegrinaggio nella capitale Sofia. Dopo la celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Giuseppe, i pellegrini si sono recati al Memoriale Nazionale delle vittime del comunismo (tra le migliaia di nomi, incisi nel marmo, anche quello del nostro beato), dove insieme ad altri amici ortodossi ed evangelici, hanno celebrato una preghiera ecumenica e deposto corone di fiori. Da qui si sono poi recati al Cimitero Centrale di Sofia, dove son sepolti i quattro beati martiri e numerose altre vittime innocenti del passato regime. Nella cappella cattolica lì presente, hanno pregato con il santo rosario per tutti i cristiani e gli innocenti perseguitati.

Sabato 11 novembre tutti noi 7 passionisti che lavoriamo in Bulgaria (Remo, Salvatore, Paolo, Josif, Patrick, Valter, Enzo), abbiamo partecipato alla festa diocesana dei quattro beati martiri bulgari, accompagnati come tradizione da numerosi fedeli delle comunità cristiane a noi affidate. L’Eucarestia è stata presieduta dal nostro vescovo, mons. Petko Hristov, e arricchita dalla presenza dei padri Assunzionisti, venuti apposta dal Sud con alcuni loro confratelli e laici da Germania, Francia e Belgio. Dopo la messa gli amici Assunzionisti hanno proposto a tutti una video-testimonianza dedicata ai martiri.

Festa dell’Immacolata ed ingresso del nuovo parroco p. Salvatore ad Oresh

 

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Sabato 9 dicembre ci siamo uniti ai fedeli della Comunità Cristiana di Oresh, oltre che per festeggiare la Vergine Immacolata, loro patrona, anche per accogliere il nuovo parroco, p. Salvatore Frascina. Il nostro vescovo, mons. Petko, davanti al portale della chiesa ha letto il decreto di nomina e, dopo aver consegnato al nostro confratello le chiavi, ha presieduto la solenne eucarestia. Durante la messa è stato anche ringraziato il parroco uscente, p. Enzo Di Clerico, per il suo decennale lavoro in questa comunità.

Al termine della celebrazione, i bambini del paese hanno offerto una semplice e commovente rappresentazione delle apparizioni dell’Immacolata a Fatima.

Premio “Uomo dell’anno” a padre Paolo

ed inaugurazione mostra itinerante sul Gulag di Belene

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Lunedì 11 dicembre tutta la comunità passionista di Belene si è recata a Sofia, per vivere insieme due momenti significativi.

In mattinata, presso il Palazzo Nazionale della Cultura (NDK), padre Paolo ha ricevuto il premio “Uomo dell’anno 2017”, conferitogli dal Comitato di Helsinski – Bulgaria. Tale onorificenza gli è stata conferita per l’impegno della comunità cristiana di Belene, da lui guidata e rappresentata, a tutela dei diritti umani e civili dei rifugiati. L’accoglienza, la solidarietà ed il sostegno concreti dati dalla Comunità Cristiana di Belene ad una famiglia siriana, nel rispetto delle leggi ed in collaborazione con le Istituzioni, lo scorso mese di marzo, sono stati giustamente premiati ed additati all’opinione pubblica come degno esempio di solidarietà da seguire.

Nel pomeriggio, presso la sede centrale degli Archivi di Stato, tutta la comunità ha partecipato all’inaugurazione della mostra itinerante: “Testimoni: memoria per il gulag di Belene”. Tale mostra è stata preparata ed allestita dal nostro Centro Culturale Eugenio Bossilkov, in collaborazione con la Fondazione “Verità e Memoria”, con la Fondazione “Isola di Belene”, e con gli stessi Archivi di Stato. Oltre ai rappresentanti di queste Istituzioni, erano presenti l’ex Presidente della Repubblica Peter Stoyanov, docenti e studenti universitari, scrittori, deputati, ex prigionieri politici e numerosi rappresentanti della società civile. Nel campo di concentramento di Belene, tra i quasi 30.000 prigionieri che vi furono ospitati tra il 1949 ed il 1989, ci furono anche alcuni nostri confratelli passionisti, insieme ad altri sacerdoti, religiosi e religiose condannati nello stesso processo di Bossilkov, un centinaio di sacerdoti ortodossi ed i pastori protestanti.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i fratelli e sorelle della Famiglia Passionista che la imminente memoria della Nascita di Gesù Cristo rinnovi in tutti noi, migranti e pellegrini in questa valle di lacrime, la speranza di giungere in quella Patria celeste, da dove il Figlio dell’uomo è disceso per essere solidale con noi.

I missionari passionisti in Bulgaria

Padre Paolo Cortesi è “Uomo dell’Anno 2017”

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Sofia, 11 dicembre 2017

A padre Paolo Cortesi è stato conferito il prestigioso premio “Uomo dell’Anno 2017”, durante le annuali premiazioni svolte dal Comitato di Helsinski bulgaro, a sostegno dei diritti umani e della legalità.  Quest’anno ricorre il decennale di questa premiazione, che si svolge in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Uomo (10 dicembre).

Il sacerdote cattolico di Belene ha ricevuto la massima onorificenza di quest’anno a motivo della forte testimonianza di genuina misericordia da lui offerta nei primi mesi del 2017, accogliendo una famiglia di rifugiati siriani, dimoranti legalmente in Bulgaria. In seguito a ciò, un gruppetto di abitanti locali ha suscitato proteste, lo stesso padre Cortesi ha iniziato a ricevere minacce ed è stato richiamato in Italia.

“Non siamo riusciti a difendere questa pacifica famiglia siriana. Possa Dio perdonarmi, possa Dio perdonarci”, disse il sacerdote lasciando allora il Paese. Alla fine di settembre di quest’anno egli è stato rimandato in Bulgaria, ed ha dichiarato che spera di rimanere qui a lavorare almeno qualche altro anno.

Padre Cortesi ha anche il grande merito per l’incremento della conoscenza e dello studio del nostro passato totalitario, specialmente nel rendere onore alla memoria delle vittime del regime comunista, attività per la quale nel 2016 è stato insignito con la Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica di Bulgaria.

“Padre Paolo è un beato, perché è stato perseguitato e cacciato a causa della giustizia. Egli ha dato a tutti noi un esempio, su come comportarci con dignità, onore e coraggio quando restiamo soli contro l’ingiustizia”, ha detto il presidente della giuria, Krasimir Kanev, conferendo a Paolo Cortesi il premio “Uomo dell’Anno 2017”.

I premi “Uomo dell’Anno” hanno solo un valore morale, e non comportano nessun compenso finanziario. Ogni cittadino può nominare un’altra persona, un gruppo o una organizzazione. Quest’anno le nominations prese in considerazione dalla giuria sono state 37. Oltre a padre Paolo Cortesi hanno ricevuto onorificenze altre 8 persone.

(fonte: www.bghelsinki.org)

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Corso Responsabili a Roma

Corso Responsabili a Roma

Si è svolta a Roma, presso la parrocchia Maria dell’Ospitalità, la seconda settimana del corso sull’evangelizzazione, guidato da don Carlo Stanzial.

la prima settimana di settembre, abbiamo approfondito la parte teorica, con i documenti della Chiesa sull’ evangelizzazione, in particolare l’Evangelii Nuntiandii e l’Evangelii Gaudium, e un testo di Coleman.

Questa settimana ha impegnato noi partecipanti a prendere contatto con gli strumenti per il primo annuncio e così abbiamo avuto modo di lavorare sul campo, insieme a dei laici impegnati nell’evangelizzazione, a portare il primo annuncio alle famiglie e, il giorno seguente, insieme a loro abbiamo fatto la Lectio Divina leggendo la Parola di Dio.

Ora, in questo periodo che ci separa dalla terza ed ultima settimana di corso, anche noi ci impegneremo a mettere in pratica quello che abbiamo appreso durante il corso.

 

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