da Michele Messi | 27 Novembre 2014 | In splendoribus sanctorum
In Splendoribus Sanctorum
Il giorno 26 novembre 2014, nella Clinica “Villa dei Fiori”, in Acerra (NA),
è piamente ritornato a Dio
PADRE BRUNO DELLA VERGINE DEL SS. ROSARIO DI POMPEI
Bruno SENOFONTE
Nato a Tocco Caudio (BN) il 28.09.1936,
ha emesso la Professione a Falvaterra (FR) il 04.10.1953,
è stato ordinato presbitero a Napoli il 25.02.1962.
Il Signore l’accolga con Sé e sia la sua eterna ricompensa!
R. I. P.
da Michele Messi | 23 Novembre 2014 | In splendoribus sanctorum
In Splendoribus Sanctorum
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Il giorno 22 novembre 2014, nell’ospedale “San Giuseppe Moscati”, in Avellino,
è piamente ritornato a Dio
PADRE DOMENICO DELL’IMMACOLATA
Domenico CURCIO
Nato a Bisaccia (AV) il 6.07.1942,
ha emesso la Professione a Falvaterra (FR) il 26.09.1959,
è stato ordinato presbitero a Napoli il 6.04.1968.
Il Signore l’accolga con Sé e sia la sua eterna ricompensa!
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R. I. P.
da Michele Messi | 8 Novembre 2014 | Chiesa
Cari fratelli, vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra accoglienza, in particolare ringrazio il Padre Presidente per aver introdotto questo nostro incontro, che si pone al termine della vostra Assemblea nazionale. Alla luce di quello che ho sentito del vostro lavoro, vorrei condividere con voi alcuni punti di riferimento per il cammino.
Prima di tutto, la vita religiosa aiuta principalmente la Chiesa a realizzare quell’attrazione che la fa crescere, perché davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda “che cosa c’è qui?”, “che cosa spinge questa persona oltre l’orizzonte mondano?”. Questa direi è la prima cosa: aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione. Senza preoccuparsi di fare proseliti: attrazione!
L’abbiamo sentito nel Vangelo di mercoledì scorso: se uno «non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (Lc 14,33). Questa decisione, con forme diverse, è richiesta ad ogni cristiano. Ma noi religiosi siamo chiamati a darne una testimonianza di profezia. La testimonianza di una vita evangelica è ciò che distingue il discepolo missionario e in particolare chi segue il Signore nella via della vita consacrata. E la testimonianza profetica coincide con la santità. La vera profezia non è mai ideologica, non è in confronto con l’istituzione: è istituzione. La profezia è istituzionale. La vera profezia non è ideologica, non è “alla moda”, ma è sempre un segno di contraddizione secondo il Vangelo, così come lo era Gesù. Gesù, per esempio, fu un segno di contraddizione per le autorità religiose del suo tempo: capi dei farisei e dei sadducei, dottori della legge. E lo fu anche per altre opzioni e proposte: esseni, zeloti, ecc.
Vi ringrazio per il lavoro che avete fatto in questi giorni, come diceva il Padre Presidente: un lavoro che aiuta ad andare avanti nella strada tracciata da Evangelii Gaudium. Lui ha usato una bella espressione, ha detto: “non vogliamo combattere battaglie di retroguardia, di difesa, ma spenderci tra la gente”, nella certezza di fede che Dio sempre fa germogliare e maturare il suo Regno. Questo non è facile, non è scontato; richiede conversione; richiede anzitutto preghiera e adorazione. Mi raccomando, adorazione. E richiede condivisione con il popolo santo di Dio che vive nelle periferie della storia.
Ogni carisma per vivere ed essere fecondo è chiamato a decentrarsi, perché al centro ci sia solo Gesù Cristo. Il carisma non va conservato come una bottiglia di acqua distillata, va fatto fruttificare con coraggio, mettendolo a confronto con la realtà presente, con le culture, con la storia, come ci insegnano i grandi missionari dei nostri istituti.
Un segno chiaro che la vita religiosa è chiamata a dare oggi è la vita fraterna. Per favore, che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere! Cacciatelo via! Ci sia fraternità. E se tu hai qualcosa contro il fratello, lo dici in faccia… Alcune volte finirai ai pugni, non è un problema: è meglio questo che il terrorismo delle chiacchiere. Oggi la cultura dominante è individualista, centrata sui diritti soggettivi. È una cultura che corrode la società a partire dalla sua cellula primaria che è la famiglia.
La vita consacrata può aiutare la Chiesa e la società intera dando testimonianza di fraternità, che è possibile vivere insieme come fratelli nella diversità: questo è importante! Perché nella comunità non ci si sceglie prima, ci si trova con persone diverse per carattere, età, formazione, sensibilità… eppure si cerca di vivere da fratelli. Non sempre si riesce, voi lo sapete bene. Tante volte si sbaglia, perché siamo tutti peccatori, però si riconosce di avere sbagliato, si chiede perdono e si offre il perdono. E questo fa bene alla Chiesa: fa circolare nel corpo della Chiesa la linfa della fraternità. E fa bene anche a tutta la società.
Ma questa fraternità presuppone la paternità di Dio e la maternità della Chiesa e della Madre, la Vergine Maria. Dobbiamo ogni giorno rimetterci in questa relazione, e lo possiamo fare con la preghiera, con l’Eucaristia, con l’adorazione, con il Rosario. Così noi rinnoviamo ogni giorno il nostro “stare” con Cristo e in Cristo, e così ci mettiamo nella relazione autentica con il Padre che è nei cieli e con la Madre Chiesa, la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica, e la Madre Maria. Se la nostra vita si colloca sempre nuovamente in queste relazioni fondamentali, allora siamo in grado di realizzare anche una fraternità autentica, una fraternità testimoniale, che attrae.
Cari fratelli, vi lascio queste semplici tracce, sulle quali state già camminando. Vi incoraggio ad andare avanti e vi accompagno in questa strada. Il Signore vi benedica e benedica tutte le vostre comunità, specialmente quelle più provate, più sofferenti. E vi ringrazio per la preghiera con cui voi accompagnate me e il mio servizio alla Chiesa. Grazie!
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da Michele Messi | 28 Ottobre 2014 | Cultura, Notizie
Dalla prima, impensata e impensabile, presenza dei passionisti in terra di Puglia, iniziata nel 1866, alla conclusione di questa ricostruzione storica, ferma al 1925, fatta da padre Carmelo Tarcisio Turrisi, e presentata in questo ottimo volume, non erano passati neppure 60 anni; e ne mancano, sempre dal 1925, ancora 89 per giungere ai nostri giorni.
Questa Storia dei Passionisti ha per sottotitolo: Il periodo del liberalismo (1866-1925). La provincia del Sacro Costato Puglia Calabria Basilicata. Viene dunque collocata in una temperie politica che la connota, la determina nel più ampio contesto storiografico comunemente accettato.Il curriculum dell’Autore P. Carmelo Turrisi è a tutti noto. Prima di questa sintesi storica complessiva della Provincia del Sacro Costato (LAT) egli ha pubblicato, tra l’altro, studi e ricerche su alcune case della stessa Provincia, come Ceglie Messapica, Novoli e Laurignano; ha pubblicato testi sulla predicazione della Passione e dei Passionisti, vista e inserita nella grande pietà dei popoli, con ricerche originali anche su alcune forme di pietà e di devozione quali le immaginette sacre. Ha curato varie opere collettive, tra le quali cito soltanto quella redatta in occasione del centenario della Provincia, I Passionisti. La Provincia religiosa del “Sacro Costato di Gesù” di Puglia Calabria e Basilicata (1905-2005) , che anticipa questa sintesi dei primi 60 anni della stessa, che è oggetto di questa sua ultima fatica , con contributi molto validi e a tutto campo.
Questa periodizzazione, susseguente all’età dell’assolutismo, vuole richiamare soprattutto la fase post-risorgimentale italiana nella quale il liberalismo divenne egemone, anche tramite l’ideologia massonica, occupò tutto lo spazio politico nella monarchia subalpina prima e poi nel neonato stato unitario, anche se il sovrano sabaudo regnava per grazia di Dio e per volontà della nazione e la religione di stato era quella cattolica. Questo liberalismo (di destra o di sinistra o di centro) esaurirà la sua egemonia culturale e politica con la Grande Guerra, a cui faranno seguito l’inquieto primo dopoguerra e l’età dei totalitarismi.
La Congregazione dei Passionisti nacque e si sviluppò nell’ancien régime, agli albori dell’illuminismo e dell’enciclopedismo. Dovette fare i conti con l’assolutismo regio, la Rivoluzione francese, la soppressione napoleonica e murattiana, prosperò e si espanse nel periodo della Restaurazione. Dovette poi subire duramente il periodo risorgimentale con le leggi eversive di soppressione e l’espulsione coatta dei religiosi da quasi tutti i ritiri fino ad allora fondati, causando una ferita che solo molto lentamente venne curata e rimarginata. L’evento traumatico della soppressione non lasciò indenne la congregazione. Le persone e il loro modo di vivere e di rapportarsi con la società cambiarono in modo profondo e irreversibile nonostante il richiamo costante alla fedeltà alla Regola paulocruciana e alle tradizioni consuetudinarie trasmesse in forma pressoché inalterata per più di un secolo.
Nel periodo immediatamente successivo all’unità italiana, culminato con la presa di Roma nel 1870, prese le redini della congregazione un conservatore illuminato, padre Bernardo Maria Silvestrelli, dopo un quindicennio di profonda crisi istituzionale. Egli la governò per più di 25 anni, dal 1878 al 1907, ribadendo con il suo magistero e il suo governo, la fedeltà inconcussa alla Regola e alle Consuetudini della Congregazione, anche se il mutamento dei tempi e la promossa espansione dell’Istituto postulavano in modo irreversibile l’adeguamento alle varie situazioni locali, alla pastorale sul territorio, alla cultura e allo stile di vita proprio di popoli molto diversi da quelli presenti nella penisola italiana. In questo contesto è nata ed è fiorita la Provincia del Sacro Costato (segue)
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(“Storia dei Passionisti. Il periodo del liberalismo (1866-1925). Provincia del Sacro Costato. Puglia Calabria Basilicata, Comunità dei Passionisti Trepuzzi (LE), San Gabriele Edizioni 2014, pp. 570.)
Il video della presentazione del libro di P. Carmelo Tarcisio Turrisi, avvenuta durante l’Assemblea Provinciale del 21 ottobre a Manduria
https://youtu.be/oogabQNHXAA