da Michele Messi | 8 Febbraio 2017 | In splendoribus sanctorum
Dopo un lungo periodo nell’infermeria di Pianezza, alle 18.00 del 31 gennaio 2017 P. Riccardo Talpone è tornato alla Casa del Padre.
Era nato il 27 aprile del 1922 a Castellazzo Bormida (AL), alla vigilia della festa liturgica di san Paolo della Croce, 28 aprile, che a quell’epoca si celebrava in quella data. Castellazzo è il paese delle origini paterne del santo Fondatore dei Passionisti, dove soggiornò da giovane, per parecchi anni, con la sua famiglia, nella stessa parrocchia, santa Maria, dove nacque e fu battezzato padre Riccardo. Si sentiva fiero di essere concittadino del santo e amava mostrare ai visitatori l’altare laterale della chiesa parrocchiale di s. Maria dedicato al santo di cui era devoto particolarmente suo papà Paolo Domenico.
Il suo attaccamento e devozione a san Paolo della Croce lo segnò per tutta la vita, tanto che volle chiamarsi padre Riccardo di san Paolo della Croce, quando al noviziato, a Caravate (VA), nel 1939, cambiò il nome di battesimo Pasquale con Riccardo. Lì fece anche la prima professione religiosa il 15 settembre del 1940 al termine del noviziato sotto la guida di padre Saverio Bonassi. Continuò gli studi verso il sacerdozio in vari conventi dove gli studenti venivano trasferiti a causa delle vicende belliche: a san Zenone (TV), a Pegli (GE), a san Pancrazio, dove ricevette l’ordinazione sacerdotale il 1° marzo 1947 per le mani del vescovo ausiliare di Torino il servo di Dio mons. Giambattista Pinardi. Fu poi inviato in Francia per lo studio della lingua francese che insegnò poi agli alunni del seminario minore di Carpesino d’Erba. Rimase per vent’anni nell’ambito della formazione dei ragazzi come padre spirituale prima e poi come direttore dell’alunnato dei “fratellini” a Basella. Si dedicò anche alla ricerca di nuove vocazioni tra i ragazzi illustrando ad essi le figure dei santi giovani passionisti come san Gabriele e il venerabile Galileo Nicolini. Amava servirsi degli strumenti di comunicazione in voga in quel tempo come piccoli filmati e diapositive, per far conoscere la figura di san Paolo della Croce. Padre Riccardo era di statura alta, longilineo, dal volto serioso, ascetico si direbbe, ma non senza un sorriso cordiale ed accogliente. Coltivò sempre la vita interiore, di preghiera e di comunione intima con il Signore, che lo rese padre spirituale di molte anime e confessore ricercato.
La sua predicazione era essenziale, senza fronzoli, pacata, ma anche avvincente, quando si dedicò all’apostolato itinerante dei passionisti. Partecipò a missioni parrocchiali, dettò esercizi spirituali, tenne tridui e quarantore in varie parrocchie. Fece anche una esperienza di alcuni mesi di presenza in Africa, presso le nostre missioni. Non fu mai nominato superiore di comunità, ma svolse per vari anni, il delicato compito di economo locale con parsimonia e sobrietà. Preciso e ordinato, fu chiamato a fare il segretario provinciale per tre anni. Frutto del suo impegno la pubblicazione di un aggiornato «catalogo dei religiosi» della provincia CORM. Dal 1992 fu assegnato alla comunità di san Pancrazio, addetto al santuario. Esercitò il compito di confessore e di accoglienza dei pellegrini. Il suo campo d’azione comprendeva anche l’assistenza spirituale delle case di riposo circonvicine, come la casa Papa Giovanni XXIII, Villa Iris, la casa delle suore di sant’Anna, la casa del Cottolengo di Druento. Col passare degli anni le sue condizioni di salute andarono peggiorando fino a quando fu assegnato al settore dell’infermeria. Visse sereno gli ultimi anni della sua vita. Riservato come sempre, esprimeva in preghiera il suo anelito interiore verso le vocazioni religiose, sacerdotali e passioniste. Invocava i santi dell’istituto cui dedicò tutta la sua vita feconda, laboriosa, instancabile. San Paolo della Croce lo avrà accolto con sé in paradiso, come suo confratello oltre che concittadino.
da Michele Messi | 28 Gennaio 2017 | Dalla provincia, Formazione, Notizie
Si è appena concluso alla Casa Generalizia dei Ss. Giovanni e Paolo (Roma) il primo dei quattro corsi di Esercizi spirituali organizzati dalla provincia MAPRAES per il 2017.
Il corso, che si è svolto dal 22 al 28 gennaio, ha visto la partecipazione dei religiosi provenienti dalle diverse regioni italiane e anche di alcuni giovani sacerdoti della diocesi di Milano.
A guidare le meditazioni è stata la biblista Rosalba Manes, consacrata dell’Ordo Virginum e docente di Sacra Scrittura, che ci ha aiutato a riscoprire la vicenda del profeta Giona: quella di un uomo che di fronte alla Parola che gli è stata rivolta, ostina resistenza al progetto di Dio portandolo a fuggire lontano, ma che si trasforma man mano, con la tenerezza e la bontà di Dio, ad un cammino che vuole condurlo a riscoprire il vero volto misericordioso del Padre.
Giovedì 26, il padre provinciale Luigi Vaninetti si è incontrato con gli esercitanti e ha presieduto la santa messa nella casa di esercizi.
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da Michele Messi | 22 Gennaio 2017 | Dalla provincia, Notizie
Sabato 18 febbraio, il nostro confratello Michele Messi sarà ordinato diacono, per l’imposizione della mani e la preghiera consacratoria di S. E. R. Mons. Giulio Mencuccini, vescovo della diocesi di Sanggau (Indonesia).
La celebrazione avrà luogo nel Santuario della Madonna della Quercia, presso il convento dei Padri Passionisti a Morrovalle, alle ore 16.
Lo accompagniamo con la nostra preghiera!
da Michele Messi | 20 Gennaio 2017 | Dalla provincia, Notizie
“Di fronte alla tragedia di decine di migliaia di profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame, e sono in cammino verso una speranza di vita, il Vangelo ci chiama, ci chiede di essere “prossimi”, dei più piccoli e abbandonati. A dare loro una speranza concreta.” (Papa Francisco, 06.09.2015)
“I rifugiati sono persone come tutti, ma alle quali la guerra ha tolto casa, lavoro, parenti, amici.” (Papa Francesco, 06.09.2016)
“È una attitudine ipocrita dirsi cristiano e chiudere le porte a un rifugiato, a qualcuno in cerca di aiuto, che ha fame, sete, a chi ha più bisogno del mio aiuto.” (Papa Francesco, 13.10.2016)
“La coppia chiusa, la famiglia chiusa, il gruppo chiuso, la parrocchia chiusa, il paese chiuso, questo viene da noi, non ha nulla a che fare con Dio.” (Papa Francisco, 06.09.2015)
Considerando:
a) Il Vangelo che, ripetutamente, ci invita all’ospitalità
b) La necessità di trasformare in opere ciò che si sente spesso
c) La disponibilità di tante persone impegnate a contribuire ad un mondo migliore
La Parrocchia di Palhais / Santo António aderisce generosamente all’appello di Papa Francesco, ascoltando tante voci che gridano aiuto, ed è disponibile a collaborare attivamente nell’accoglienza e nell’integrazione di una famiglia siriana, con il sostegno della Piattaforma di Supporto ai Rifugiati e il Servizio Gesuita ai Rifugiati (che forniranno assistenza tecnica affinché la famiglia accolta possa diventare autonoma e integrarsi nella società portoghese);
La Parrocchia di Palhais / Santo António svilupperà i suoi migliori sforzi per accogliere e promuovere l’integrazione della Famiglia accolta nella Comunità locale, al fine di garantirle la piena autonomia alla fine di due anni.
Dopo l’autorizzazione del Vescovo di Setúbal, siamo pronti a dare il nostro meglio alla Famiglia che viene in cerca di pace, affetto e una vita con nuove opportunità. Allo stesso tempo, abbiamo rafforzato la nostra volontà di lavorare ogni volta meglio con le famiglie povere di questa Parrocchia.
Parrocchia di Palhais / Santo António, 13 gennaio 2017
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MESSAGGIO ORIGINALE (in portoghese)
“Face à tragédia de dezenas de milhares de requerentes de asilo que fogem da morte, vítimas da guerra e da fome e que estão a caminho em direção a uma esperança de vida, o Evangelho pede-nos para sermos ‘os próximos’ dos mais pequenos e dos mais abandonados, dando-lhes uma esperança concreta.” (Papa Francisco, 06/09/2015)
“Os refugiados são pessoas como nós, porém a guerra tirou-lhes casa, trabalho, parentes e amigos.” (Papa Francisco, 19/06/2016)
“É uma atitude hipócrita dizer-se cristão e fechar as portas a um refugiado, a alguém que procura ajuda, que tem fome, sede, a quem mais precisa da minha ajuda.” (Papa Francisco, 13/10/2016)
“O casal fechado, a família fechada, o grupo fechado, a paróquia fechada, a pátria fechada, isso vem de nós, não tem nada a ver com Deus.” (Papa Francisco, 06/09/2015)
Assim, considerando:
a) O Evangelho que, repetidas vezes, nos convida à hospitalidade
b) A necessidade de transformar em obras o que muitas vezes é escutado
c) A disponibilidade de tantas pessoas empenhadas em contribuir para um mundo melhor
A Paróquia de Palhais/Santo António adere generosamente ao apelo do Papa Francisco, escutando tantas vozes que gritam por ajuda, e está disponível para colaborar ativamente no acolhimento e na integração de uma família síria, mediante a celebração de uma parceria com a Plataforma de Apoio aos Refugiados e o Serviço Jesuíta aos Refugiados (apoio técnico para que a família acolhida se torne autónoma e integrada na sociedade portuguesa);
A Paróquia de Palhais/Santo António desenvolverá os seus melhores esforços no sentido de acolher e promover a integração da Família Acolhida na Comunidade local, tendo em vista a total autonomia da Família Acolhida no prazo de dois anos.
Após autorização do sr. Bispo de Setúbal, estamos prontos para dar o nosso melhor à Família que vem à procura de paz, carinho e uma vida com novas oportunidades. Ao mesmo tempo, reforçamos a nossa vontade de trabalhar cada vez melhor com as famílias carenciadas desta Paróquia.
Paróquia de Palhais/Santo António, 13 de janeiro de 2017
da Michele Messi | 19 Gennaio 2017 | Curia provinciale, Dalla provincia, Notizie
Carissimi confratelli,
“Il Signore faccia risplendere per noi il suo volto e ci faccia grazia… e ci conceda pace”. E’ l’augurio che con intensa fraternità porgo a tutti i Religiosi e a tutte le Comunità all’inizio del nuovo anno anche a nome del Consiglio provinciale.
Con la presente lettera convoco la prima Assemblea Provinciale MAPRAES che si celebrerà dal 5 al 9 giugno 2017 nella Casa dei Ss. Giovanni e Paolo a Roma.
I nostri Regolamenti Provinciali (RP 139) dicono “Per trattare affari di particolare importanza il Superiore provinciale è coadiuvato, oltre che dal suo Consiglio e dal Consiglio allargato, anche dall’Assemblea provinciale”; ed ancora: “L’assemblea è convocata dal Superiore provinciale ordinariamente ogni due anni, per la verifica, per eventuali modifiche della programmazione e per un dialogo sullo stato della Provincia, delle Regioni e delle comunità” (RP 142).
I testi legislativi sono sobri nel descrivere le finalità e le modalità di svolgimento dell’Assemblea provinciale, ma riteniamo che essa sia un momento qualificato e significativo per verificare il nostro cammino a due anni dalla celebrazione del Capitolo provinciale, l’attuazione della programmazione capitolare, le debolezze e le potenzialità della Provincia stessa e delle sue Regioni. In particolare sarà importante esaminare come incrementare il processo di unificazione per raggiungere una progressiva unità reale sia di intenti e di progetti sia di organizzazione operativa e istituzionale.
E’ davvero un momento importante. PROVINCIA DI MARIA PRESENTATA AL TEMPIO Superiore provinciale Verranno successivamente inviate altre informazioni circa la dinamica dell’Assemblea ed il coinvolgimento delle Regioni, come pure l’ordine del giorno dei lavori dell’Assemblea.
Ora come primo passo per la preparazione, inviamo la normativa della elezione dei delegati all’Assemblea provinciale. Il Capitolo provinciale 2015, esplicitando il n. 140i dei RP, aveva decretato: “Il Capitolo affida al Superiore provinciale con il Consenso del suo Consiglio e del Consiglio Allargato lo studio, la preparazione e l’approvazione delle norme relative alla partecipazione della prossima Assemblea provinciale 2017”.
Abbiamo proceduto incaricando alcuni esperti per lo studio di alcune ipotesi di questa normativa, si sono esaminate le varie proposte e nella Consulta con il Consiglio Allargato tenuta il 14-15 dicembre 2016 a Morrovalle (MC) si è decisa la normativa che riportiamo nell’allegato. I delegati dovranno essere eletti e comunicati alla Segreteria provinciale entro e non oltre il 31 marzo 2017.
Invito tutti a vivere in un atteggiamento di rinnovata fiducia questa occasione che ci è offerta, la responsabilità e il coinvolgimento di tutti sarà benedetto dal Signore e opportunità per crescere nella nostra vita e missione. La Vergine Maria presentata al Tempio sia modello della nostra consacrazione e presenza materna che ci custodisce.
Fraternamente