Assemblea dei Religiosi e Laici francesi

Assemblea dei Religiosi e Laici francesi

Dal 7 al 10 Novembre 2019 si è svolto l’annuale ritiro dei Confratelli Passionisti di Francia insieme ai Laici dei gruppi legati al nostro Carisma. Il luogo del raduno è l’Abbazia di Bellefontaine, nel nord ovest della Francia, dove vive e lavora una comunità di Monaci Cistercensi che aprono i loro spazi all’accoglienza di gruppi per momenti spirituali. Il programma prevedeva la condivisione dei tempi di preghiera dei Monaci, alternati dalle meditazioni da parte di una studiosa di S. Bernardo e da alcuni momenti di preghiera specifica. Il clima del raduno è stato di silenzio e di meditazione, con momenti di fraternità e condivisione. Al raduno hanno partecipato tutti i Passionisti francesi insieme ad una ventun a di laici dei gruppi passionisti. Erano presenti anche P. Mario Madonna, Consultore Provinciale, Animatore dell’Aera Nord a cui appartengono anche le comunità francesi, e P. Giuseppe Adobati, Primo Consultore. Durante il ritiro si dato spazio ad un incontro con i Consultori Provinciali per presentare la realtà della Provincia MAPRAES e ad un momento di preghiera in ricordo di P. Guy Tellier scomparso il 12 Settembre 2019 dopo una rapida malattia.

Documenti (in francese)

Programma Ritiro

Interventior 1

Interventior 2

Interventior 3

Interventior 4

Fotogallery

+ P. Diego Di Odoardo

+ P. Diego Di Odoardo

Alle 15,25 del 29 ottobre 2019, presso la clinica Pio XI in Roma, è tornato alla casa del Padre

Diego Di Odoardo

Padre Diego è nato il 16 dicembre 1934 a Colledara (TE) da Domenico e Luisa Mucciarelli; è stato battezzato il 3 febbraio 1935 a Colledara; ha ricevuto la cresima il 29 agosto 1943 nel Santuario di San Gabriele dell’Addolorata (TE).

Dopo aver frequentato le scuole elementari a Colledara (1940/46) ha iniziato il suo percorso nei passionisti (1947/52) nei Seminari Passionisti a Sant’Angelo in Pontano (MC) e a San Marcello (AN). Entrato nel noviziato passionista di Morrovalle (MC) il 14 settembre 1952, ha emesso la professione religiosa il 15 settembre 1953, per continuare il liceo classico dei passionisti presso il santuario di Madonna della Stella (PG) e il Corso di Teologia nel Teologato passionista presso il Santuario di San Gabriele (TE), per poi essere ordinato il 27/02/1970 nel Santuario di San Gabriele dal Servo di Dio Mons. Stanislao Amilcare Battistelli, cp.

Si è così iscritto all’Università Lateranense (1962/67) conseguendovi il titolo di “Doctor utriusque iuris” nel 1970. Ha prestato il suo servizio presso la CIVCSVA per oltre 56 anni (02/01/1962 – 2018). Il solenne funerale, presieduto dal Superiore Generale dei Passionisti, Padre Joachim Rego, è stato celebrato nella Basilica dei santi Giovanni e Paolo; hanno partecipato molti confratelli passionisti, una folta rappresentanza della CIVCSVA, consacrate/i di vari istituti, i famigliari.

Non è facile trovare parole e immagini per presentare la figura di padre Diego; si potrebbero usare termini contrapposti e questi risulterebbero tutti appropriati. Per una sintesi ci affidiamo alle parole di Papa Francesco. Il 2 febbraio del 2015 P. Diego era nella Basilica di san Pietro a concelebrare con Papa Francesco nella Giornata della Vita Consacrata. La Messa era terminata e il Papa si avviava in processione per ritornare in sagrestia, vide nella prima fila P. Diego, che conosceva da quando era cardinale, lasciò il corteo e andò a salutarlo con queste parole “Ecco un uomo saggio”.

Per descrivere la personalità di padre Diego si potrebbe dire che era: “un uomo coerente”. Diego era una persona estremamente coerente con la sua fede cristiana, con la sua professione religiosa passionista, con il suo sacerdozio, con il suo lavoro a servizio del Papa. Un uomo saggio, coerente, austero. La sua austerità risaltava immediatamente: sempre con l’abito, mai ricercato, usando sempre i mezzi pubblici anche quando l’età e la malattia avrebbero consigliato mezzi più comodi e più rapidi.

Le forme espressive della vita passionista per lui avevano una grande forza di attualità e di testimonianza, per lui non erano forme vuote bensì espressioni delle convinzioni profonde e del suo attaccamento alla vita passionista. Amava la congregazione, si informava, leggeva i documenti interni, aveva un forte senso di appartenenza e soffriva per il calo di vocazioni. Era passionista fino al midollo, fiero della sua identità passionista (come dimostra il fatto che vestisse sempre l’abito passionista).

Diego ha goduto della stima non solo del Papa, ma anche dei suoi superiori nella Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata dove ho lavorato per almeno 56 anni (era stato assunto il 2 gennaio del 1962), fino alla pensione dei 70 anni e poi ha continuato la collaborazione fino alla fine dell’anno scorso. Nell’ultimo anno, cosa insolita, dopo una malattia, la Congregazione mandava un autista a prelevarlo e a riportarlo in convento. È il segno di quando il contributo di P. Diego fosse importante per la CIVCSVA.

Tale stima è stata meritata dalla competenza e dall’impegno del nostro confratello nello svolgere il suo compito in Dicastero. Al termine del funerale alcuni ufficiali del Dicastero Vaticano hanno affermato che la morte di padre Diego costituisce un vuoto incolmabile:

«Una metà dell’archivio del Dicastero è scomparso con lui».

«Era un fine giurista, apprezzato, soprattutto integerrimo. Più volte mi ha confessato che gli era stato proposto di insegnare in una università ecclesiastica romana e che ha rifiutato perché si sentiva impreparato e anche riconosceva di avere qualche problema di linguaggio. Girava sempre con una copia del diritto canonico, così piena di annotazioni e di glosse che la parte scritta a matita era preponderante rispetto al testo stampato».

Ha amato il suo lavoro, lo ha svolto con passione. E questo spiega la grande stima che avevano di lui i superiori. Intendeva il diritto come difesa della persona e nei pareri o voti che gli venivano chiesti era molto equilibrato.

Padre Diego non aveva speciali doti per la predicazione, ma non ha trascurato la vita apostolica. Si prestava molto come confessore e direttore spirituale. Dirigeva soprattutto le persone consacrate. Non era certamente accomodante, era esigente e lineare. Nella circostanza della sua morte molte suore hanno telefonato esprimendo rammarico e partecipazione; una suora quando ha saputo della sua morte ha scritto questo messaggio: “un altro ‘grande’ ci ha lasciato”. E ciò nonostante che qualche sua figlia spirituale gli dava l’appellativo di “orso”.

Durante l’ultimo periodo di malattia il suo carattere si è addolcito. Aveva bisogno dell’aiuto dei confratelli e accettava questa dipendenza con molta serenità e tranquillità. Era consapevole della gravità della sua condizione di salute e si è preparato all’incontro gioioso con il Signore: è quello che si coglieva nel suo volto, né suoi occhi, nel suo sorriso appena accennato.

Lo benediciamo nella pace di Gesù, morto e risorto, Salvatore e Signore.

 

Floriano De Fabiis

Convegno di Studi “I Passionisti e la Sicilia”

Convegno di Studi “I Passionisti e la Sicilia”

Carissimi confratelli, con grande gioia a nome della comunità Passionista di Mascalucia ho il piacere di invitarvi al CONVEGNO DI STUDI che si terra il 28-29 settembre c.a. a Mascalucia dal tema: I Passionisti in Sicilia.

Tale occasione sarà per noi motivo di gioia nel conosce ed approfondire la nostra presenza qui in Sicilia insieme a voi, e per questo vogliamo invitarvi dicendo sin dall’inizio che le eventuali spese di soggiorno presso la nostra Casa di Mascalucia saranno a carico della nostra comunità mentre il viaggio sarà a vostro carico. Sicuri di avervi in mezzo a noi per questi due giorni particolari vi auguriamo ogni bene e di rimane sempre uniti  con la preghiera.

È gradita la comunicazione per la vostra presenza attraverso i contatti che troverete nel depliant.

Il superiore della comunità

p. Filippo Pisciotta cp.

Professione religiosa dei novizi passionisti

Professione religiosa dei novizi passionisti

Il giorno 7 settembre 2019, con inizio alle ore 11 30, presso il duomo di Orbetello, la famiglia passionista della provincia Mapraes, ha festeggiato con solenne celebrazione, la prima professione religiosa dei suoi cinque novizi.

Confr. Fabio di Gesù Abbandonato,

Confr. Giuseppe dello Spirito Santo,

Confr. Mirko dell’Annunciazione,

Confr. Gianluca del Sangue dell’Agnello,

Confr. Andrea della Bontà e della Misericordia di Dio,

hanno emesso la professione temporanea dei voti nelle mani del Rev. Superiore Provinciale Luigi Vaninetti.

Alla celebrazione hanno partecipato numerosi religiosi provenienti da tutta la provincia, alcuni sacerdoti della diocesi, numerosi amici, parenti e conoscenti dei neo-professi.

Dopo la solenne celebrazione in duomo, il lieto momento si è concluso nel convento della Presentazione con un bel momento di fraterno festeggiamento.

FOTO GALLERY

+ p. Andrea Adobati

+ p. Andrea Adobati

Alle ore 18.20 del 13 settembre 2019 è tornato alla casa del Padre

P. Andrea (Giovanni) Adobati

I funerali saranno celebrati lunedì 16 settembre al Santuario di S. Pancrazio a Pianezza (TO), alle ore 15.00.

Giovanni Adobati nacque a Costa Serina (BG), paese sui monti della Val Brembana, il 1° aprile 1934, in una famiglia numerosa di figli e povera di risorse. Dai suoi genitori, Angelo e Melania, imparò a vivere in un luogo e in un tempo difficile, cogliendo il senso della solidarietà familiare e il dono della Fede.

In occasione di una Missione predicata al paese, conobbe i Passionisti e, ancora ragazzo, entrò nell’Alunnato Passionista di Basella (BG) insieme al

fratello Giuseppe, di due anni più vecchio (divenuto anch’egli Religioso Passionista, morto a Pianezza il 1° Dicembre 2012). Nel 1953 iniziò il Noviziato nel Ritiro di S. Zenone (TV), prendendo il nome religioso di Andrea del Immacolato Cuor di Maria, emettendo la Professione l’8 Settembre 1954. Proseguì la formazione nelle comunità di Mondovì (CN) e Caravate (VA), dove fu ordinato Sacerdote il 30 Aprile 1961. Dopo un anno vissuto a Roma, per il corso di Sacra Eloquenza, è stato impegnato a Carpesino (CO), Calcinate (BG) e Caravate (VA) come Vice Direttore nella formazione dei Seminaristi e dei Teologi Passionisti.

Dal 1976 al 1980 è stato a Milano nella Sede provinciale, come Segretario e Archivista. È poi passato a Basella (BG), dove fino al 1991, ha svolto il servizio di Curato per la pastorale della frazione e del Santuario. É passato quindi a Castellazzo (AL), dove è stato Parroco dal 1991 al 1997: sotto la sua gestione fu realizzata l’unificazione pastorale delle tre parrocchie della cittadina.

Tra il 1997 e il 2001 è stato membro di diverse comunità tra la Liguria e il Piemonte: dal 1997 al 1999 Diano Marina (IM), come Parroco in alcuni paesi del circondario; nel 2000 a Brugnato (SP); nel 1999 e nel 2001 a Cameri (NO).

È quindi approdato a Pianezza, dove è rimasto dal 2001 sino alla morte. In questi anni ha svolto il servizio pastorale nel Santuario di San Pancrazio e in alcune Cliniche e Case di Riposo del circondario. Il suo impegno principale era la cura spirituale degli anziani e malati, e la celebrazione delle esequie.

Tre anni fa gli è stata diagnosticata una grave malattia, e la sua situazione è andata via, via, peggiorando, nonostante le cure e l’assistenza offerte dalla Comunità e dai Confratelli dell’Infermeria, in collaborazione con gli enti sanitari del circondario.

Lo affidiamo alle braccia misericordiose di Maria Immacolata, di cui egli è sempre stato devoto e del cui nome aveva voluto fregiarsi al momento della Professione.

Il Signore gli doni il Premio e il Riposo Eterno.

Giuseppe Adobati