Nella mattinata del 18 gennaio 2023 è tornato alla casa del Padre
P. Benigno Villa Lores
di S. Francesco Saverio
I funerali si terranno giovedì 19 gennaio 2023 alle ore 15.30 presso il Ritiro di Barroselas.
Nacque a Ventanilla (Palencia, Spagna) il 28 giugno 1933 da Manuel Villa Lores e María Lores Barreda. Emise i primi voti al termine del suo Noviziato a Corella (Navarra, Spagna) il 7 ottobre 1952. Dopo aver emesso la sua Professione perpetua a Saragozza (Spagna) il 7 ottobre 1955, emise la sua Ordinazione sacerdotale il 22 febbraio 1959 a Zuera (Saragozza).
Alle 9.00 del 18 gennaio 2023, presso l’infermeria di San Gabriele dell’Addolorata (TE), è tornato alla casa del Padre
Fr. Bernardino Lanci
(Fiorentino) dell’Addolorata
Funerali di Fr. Bernardino Lanci si terranno domani giovedì 19 gennaio a Morrovalle alle ore 15.00, dove verrà sepolto, mentre la mattina ci sarà una messa alle ore 11.00 anche presso il Santuario di s. Gabriele dell’Addolorata (TE)
Nasce a Guastameroli di Frisa (CH) il 18 novembre 1922 e muore a san Gabriele dell’Addolorata (TE) il 18 gennaio 2023. Al battesimo viene chiamato Fiorentino. Il numero 18 nel calendario di Fr. Bernardino è particolarmente significativo. Infatti, il 18 novembre scorso ha festeggiato il Centesimo compleanno nella sua Morrovalle. Ci teneva tanto ad arrivare al fatidico traguardo dei 100 anni. Nonostante la sua veneranda età, era sempre vigile e vivace; circondato da una nutrita folla di confratelli, amici e parenti. Il 16 luglio 1940, al termine del noviziato a Morrovalle, fa la prima Professione religiosa. Poi nel 1943, sempre a Morrovalle, si consacra definitivamente a Dio, con la Professione perpetua. Aveva 21 anni. Nei primi 10 anni di vita religiosa svolse il ruolo di cuoco a Recanati, a Moricone, a san Gabriele, quindi di nuovo a Recanati per poi, nel 1951, ritornare a Morrovalle, dove rimase per 71 anni (praticamente fino alla morte) e dove ricoprì vari uffici: da quello di sarto, (divenendo esperto nel cucire abiti e mantelli) a quello di questuante. In quest’ultimo incarico, che lo contraddistinse, si dimostrò la vera “mano lunga” della Provvidenza. Con la sua “Apetta” girava dappertutto, per i campi, le contrade, le masserie, i paesi. Con la sua questua riportava ogni ben di Dio in convento. Sfamando così i numerosi gruppi di giovani novizi che si alternavano di anno in anno al noviziato di Morrovalle.
Fratel Bernardino aveva una buona preparazione religiosa. Sapeva dare risposte appropriate alle domande della gente. Sapeva dialogare con i giovani e con i bambini. Non gli mancavano i modi giusti per intrattenersi con le persone di qualunque età. Si distingueva per l’attenzione che metteva per i malati. Li visitava e confortava con sincero amore. Spesso tornava a trovarli nelle loro case.
Era dotato di una innata attitudine a parlare di Dio e delle cose spirituali. Questa dote, gli ha ottenuto dai superiori la facoltà di insegnare catechismo ai ragazzi e ai bambini. Ci teneva a studiare teologia. Negli anni 1980/81 avendo frequentato per corrispondenza l’Istituto di Teologia affiliato all’Università Lateranense, chiese e ottenne di presentare una tesina per conseguire il diploma in teologia. La tesina la fece su “La Chiesa nel Nuovo Testamento”, un libro del teologo e biblista tedesco Rudolf Schnackenburg.
Fratel Bernardino amava profondamente la vocazione passionista. Ha pregato molto per sostenere l’animazione vocazionale. A Morrovalle e nei dintorni tutti lo ricordano con nostalgia come questuante e anche come catechista. Nutriva grandissima devozione al Crocifisso e alla Madonna. “Negli ultimi due anni – ricorda padre Daniele Pierangioli, superiore del convento di Morrovalle – si muoveva solo in carrozzina. Spesso si ritirava a pregare nella cappellina della Madonna della Quercia. E’ stato assistito amorevolmente dalla comunità e da un badante, Bompadre Devis. In particolare dai postulanti che si prestavano con sincero affetto ad accompagnarlo. Erano loro che gli preparavano da mangiare.
Nella messa del Compleanno c’erano una trentina di sacerdoti. La concelebrazione era presieduta dal vescovo di Fermo, Mons. Rocco Pennacchio. Alla fine della messa Bernardino fece un intervento per ringraziare tutti, il vescovo e i partecipanti. Tra le altre cose disse: Ringrazio Gesù e la Madonna che mi hanno fatto arrivare a 100 anni. Ma se il Signore mi volesse concedere qualche altro anno, non mi dispiacerebbe!”. Il suo desiderio però non rientrava nei piani di Dio. E così andò a morire accanto e sotto lo sguardo del suo confratello san Gabriele.
Alle 18,00 del 10 gennaio 2023, a Montevacchi (AR), è tornato alla casa del Padre
P. Mario Elia
della Madonna di Fatima
I funerali si terranno giovedì 12 gennaio 2023 alle ore 14.00 presso il Ritiro della Presentazione (AR) nel cui cimitero verrà tumulato.
Nacque a Roma il 22 settembre 1950 da Pasquale Elia e Emilia Figurilli. Proveniva dalla periferia romana di Pietralata ed anche da una famiglia provata, quindi una vera periferia esistenziale. Dopo un anno di probandato alla Scala Santa, fece il suo noviziato a Caravate tra il 1972 e il 1973 dove emise la prima professione il 16 settembre 1973, assumendo il nome religioso di Mario di Nostra Signora di Fatima. Fu trasferito di nuovo alla Scala Santa per gli studi, dove contattò subito tanti poveri, carcerati ed altri, cooperando anche con P. Vittorio Masin e P. Virginio Spicacci, cappellani del Carcere minorile. Già nell’aprile del 1974 il cardinal Poletti diresse una concelebrazione alla Scala Santa gremita di barboni e di altri poveri, seguita poi da un rinfresco nella Sala Uno di P. Tito. Il cardinale ne fu entusiasta, tanto è vero che il 20 aprile del 1975 accettò di dirigere una simile giornata per i poveri nella chiesa della Navicella e poi ancora ai SS Giovani e Paolo il 10 ottobre dello stesso anno. Dopo il Capitolo provinciale del 1975, il Consiglio provinciale, seguendo molti stimoli provenienti da varie parti, aprì la Casa di preghiera di San Giuseppe sul Monte Argentario sotto la direzione di P. Vittorio Masin e con la collaborazione di molti laici. Vi fu mandato anche Mario, ancora studente. L’anno seguente Mario tornò a Roma per gli studi, che furono molto lunghi, perché era dovuto ripartire da zero e vi incontrava molte difficoltà, anche perché amava dedicarsi ai suoi poveri.
Emise la professione perpetua il 22 novembre 1980 e fu anche per un anno a Rocca di papa. E’ chiaro che il suo curriculum formativo non fu di tipo seminaristico o collegiale, e questo rappresentò anche una carenza che gli procurava difficoltà nel rapporto con i confratelli. P. Mario fu ordinato sacerdote ai SS. Giovanni e Paolo il 9 marzo 1985. I primi anni di sacerdozio li passò a Tavarnuzze, presso Firenze. Si dedicava allora anche a preghiere di liberazione e il cardinal Piovanelli. Perdurando le difficoltà tra il modo di operare di P. Mario e le comunità dove risiedeva, i superiori pensarono bene di dargli uno spazio proprio dove poter operare e, in accordo con la diocesi di Terni, gli fu assegnata la custodia e la gestione di una chiesa di Calvi nell’Umbria, con un permesso dei superiori per vivere fuori comunità. A Calvi Mario viveva in grande povertà, alloggiando in un’unica stanza che era al tempo stesso camera da letto, cucina, e ufficio. Diversi di noi collaboravano con lui in particolare circostanze. Molte persone venivano anche da lontano; le persone si confessavano e venivano accompagnate in un camino spirituale. Gli fu assegnata la custodia della chiesa di San Vittore, un po’ fuori del paese e, in seguito, quella di San Francesco, dentro il paese. Da lì operò instancabilmente per diversi anni, aiutato in particolare dai coniugi Alda e Gian Paolo di Montevarchi.
Aveva gli indici della glicemia molto alti, ma purtroppo trascurava cure e diete. Il 17 maggio 2010 ebbe un ictus e restò paralizzato, non potendo più operare come prima. Ricoverato all’ospedale di Siena, fu poi accolto da una famiglia di Montevarchi in Toscana, rimanendo collegato con la comunità e infermeria di Agazzi, dove passava periodi di particolari cure. Morì nella loro casa quasi improvvisamente il 10 gennaio 2023.
Dalle 14 pagine di testamento spirituale, leggiamo: “Vi lascio con il mio solito sorriso che vi porti ad amare Gesù, mio grande amico per eccellenza, vi lascio con tutto l’affetto del mio grande cuore sacerdotale, con un grande sorriso di Dio. E vi dico con tute le mie forze: finché siamo in tempo, facciamo sempre il bene; e il Signore ci darà una grande ricompensa. Vi prego: non rimandate a domani quel bene che potere fare oggi”.
Alle 4,30 della prima mattinata del 19 dicembre 2022, presso l’Infermeria di S. Gabriele dell’Addolorata (TE), è tornato alla casa del Padre
P. Celestino Di Domenicantonio
(Domenico) dell’Assunzione
I funerali si terranno martedì 20 dicembre 2022 alle ore 11.00 presso il Santuario di S. Gabriele.
Nacque a Cerchiara di Isola del Gran Sasso (TE) il 26 settembre 1930 da Giovanni Di Domenicantonio e Elisabetta Formica. Tre giorni dopo fu battezzato e il 30 agosto del 1941 ricevette il sacramento della confermazione. E’ rimasto sempre legato alla sua numerosa famiglia e al suo paese, dove non faceva mancare la sua disponibilità per i ministeri richiesti. E’ entrato nell’alunnato di S. Marcello all’inizio delle scuole elementari, per poi iniziare il noviziato a Morrovalle che concluse emettendo la sua prima professione il 22 settembre 1951.
Proseguì gli studi liceali e la filosofia alla Madonna della Stella (1951- 1954). Il corso teologico, interno, venne compiuto ai Ss. Giovanni e Paolo dal 1954 al 1958. Sempre in Roma ricevette i ministeri (ordini minori), il suddiaconato e il diaconato (22 marzo 1958). Fu ordinato presbitero il 31 maggio 1958 da mons. Ettore Cunial (+2005) insieme a p. Marino Ricci. Dopo il corso di pastorale (S. Eloquenza) nel 1959, il suo primo incarico fu quello di assistente nell’alunnato di Sant’Angelo in Pontano (MC). Contemporaneamente iniziò a svolgere le prime predicazioni, sotto la guida di p. Silvio Libertini.
Dopo qualche anno lasciò il campo della formazione per dedicarsi quasi esclusivamente alla predicazione delle missioni popolari e delle altre predicazioni tipiche del nostro istituto (tridui, novene, ottavari). Per il ministero della predicazione profuse tutte le sue energie e mise a servizio le sue doti di intelligenza pratica per rendere più efficace il servizio della Parola. La sua innata capacità comunicativa lo rendeva accetto alle persone di ogni ceto e di ogni età. Nella predicazione era chiaro e diretto, esortando le persone alla pratica dei sacramenti. Con la sua voce intonata e sonora accompagnava con il canto la predicazione e l’animazione liturgica.
Non si tirò indietro quando venne richiesta la sua disponibilità per i servizi di governo, come economo, vicario e superiore in diverse comunità. Tra queste, San Marcello, Recanati (1995-1999), Moricone (2007-2011). Da Moricone venne destinato di comunità a Montescosso (PG), dedicandosi alla predicazione. Utilizzò anche i nuovi strumenti elettronici per preparare molti DVD sulle vite dei nostri santi, sulla missione in Indonesia e sui nostri santuari. Era anche abile nel confezionare le corone del rosario che poi distribuiva nelle predicazioni.
Come superiore aveva capacità di ascolto e di condivisione dei problemi dei confratelli per i quali non faceva mancare la sua disponibilità.
Da Montescosso, dopo aver sofferto per un ictus che ne menomò l’uso della parola, venne spostato al santuario della Madonna della Stella. Da qui venne trasferito, nell’estate di quest’anno, per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, nell’infermeria provinciale di San Gabriele dove ha chiuso i suoi giorni di infaticabile operaio del Vangelo.
Il giorno 19 novembre 2022, alle ore 17.00 presso il Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno, il Vescovo Mons. Vincenzo Viva ha presieduto la celebrazione dell’ordinazione diaconale di Giuseppe Maisto. Hanno concelebrato diversi confratelli provenienti da altre comunità passioniste, il servizio liturgico è stato animato dagli studenti dello STEM. Numerosi laici hanno partecipato alla celebrazione. Come ricordato dal Superiore Provinciale nella sua lettera di auguri al neo ordinato: il diaconato transeunte è un evento importante, è uno scendere e piegarsi verso il prossimo, nel quale vediamo e serviamo Cristo crocifisso e continuare a radicarci in questo mistero di grazia che si esprime nel vivere la Misericordia e la Compassione espressa dal Figlio crocifisso e risorto.
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