Appena battezzato Gesù vide lo spirito di Dio venire su di lui Giovanni per modestia non voleva battezzare Gesù: “sono io che ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me”? Gesù però gli dà una motivazione per farlo riflettere su un punto più importante!
“Lascia fare per ora perché conviene che adempiamo ogni giustizia”! Quale giustizia devono compiere? la volontà di Dio Padre che vuole la nostra salvezza, per cui Gesù stesso si sottomette a quel battesimo. Questo è un segno di penitenza e conversione, che Gesù fa come tutte le altre persone di buona volontà che hanno ascoltato la predicazione del Battista e sono andate a farsi battezzare.
Gesù di per sé non ha bisogno di conversione ma si fa solidale con noi, ha preso la nostra natura mortale. E allora si prende anche tutte le altre conseguenze la nostra fragilità: la paura, pensiamo lo nell’orto degli Ulivi prima della sua passione; il dubbio sulle scelte quotidiane da compiere; il bisogno di pregare, di essere in comunione col padre per poter essere in comunione, in empatia con noi. Ed è proprio per questo profondo gesto di umiltà e di condivisione con noi che lo spirito santo e il padre si manifestano e confermano davanti a tutto il popolo che quel Gesù, che sta lì davanti a Giovanni Battista, è veramente il Messia è il figlio di Dio. In Gesù c’è tutto l’amore, il compiacimento di Dio Padre. Vogliamo essere figli e figlie di Dio? vogliamo essere riempiti del suo amore? in Gesù c’è tutto non c’è bisogno di cercare da altre parti!
Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima.
Non erode Ma la stella indica il luogo dove cercare Gesù il re Messia che le genti attendevano. Il regno degli uomini è debole perché si basa sulla menzogna e sulla convenienza, sull’appariscenza e sulla forza bruta. Sulla costrizione, Sullo spavento, Sul potere.
Il regno di Dio invece viene in silenzio senza che nessuno se ne accorga; Soltanto ai piccoli (Maria Giuseppe I pastori I Magi) esso si mostra nella sua luce gentile.
La stella è quella luce conveniente alla riservatezza della rivelazione che Dio fa di se stesso in questo piccolo bambino: Esso non viene per costringere e la sua adorazione non è gravosa. Non si sta davanti a lui come ad un Re della terra, per chiedere favori o per paura di un castigo. Si sta davanti a Gesù Bambino come davanti a un fuoco che riscalda, Come qualcosa che ci è naturale ed indispensabile, quel ristoro nel freddo della notte, quella luce che Orienta il cammino, quella chiarezza che non è evidenza che si impone.
I Magi offrono Oro incenso e mirra, Oro per la regalità, incenso per l’adorazione al re dei re, e mirra come segno profetico di una salvezza che giunge attraverso la croce e la morte e la resurrezione.
L’adorazione a questo bambino fa fuggire dal nostro cuore preoccupazioni vane! Lui che ha scelto di venire in mezzo a noi Ci ha permesso di ricevere il nostro dono più grande: Egli ha voluto sperimentare la condizione mortale e una condizione povera affinché noi potessimo raggiungere la sua immortalità e la sua gloria. Questo è il vero scambio dei doni che si attua con la venuta e con la rivelazione alle genti
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