Alle ore 9.45 del 16 settembre 2026, presso la comunità dei SS. Giovanni e Paolo, all’età di 94 anni è tornato alla Casa del Padre

P. Silvio Vanzan

del Corpo Mistico

Padre Silvio Vanzan era nato il 21 luglio 1932 a Bovolenta (PD) da Pilade e Rosa Donola. Fu battezzato il 21 luglio 1932 e cresimato il 04 maggio 1941.

Dopo un periodo, forse un po’ tribulato, dell’inizio del suo cammino formativo, uscì dai nostri seminari per rientrarvi dopo vari anni: infatti entrò trentenne al noviziato di S. Zenone degli Ezzelini (TV) emettendovi la professione religiosa temporanea il 27 febbraio 1965, festa di S. Gabriele dell’Addolorata.

Completò il curriculum teologico nello Studentato di Caravate (VA) dove in rapida successione emise la Professione religiosa perpetua il 29 febbraio 1968. Ricevette i ministeri minori il 30 marzo 1968, il diaconato e infine l’ordinazione sacerdotale il 7 luglio 1968.

Animo sensibile, delicato, docile e umile, abbastanza silenzioso, non si espresse in particolare nella predicazione, ma nel servizio alla comunità e alla Congregazione.

Sarà ricordato in particolare come pittore. All’inizio dipinse quadri e disegni propri, ma la sua umiltà e sensibilità artistica lo portarono quasi subito a dedicarsi al restauro dei molti quadri sparsi nelle varie comunità della Provincia del Sacro Cuore di Maria.  Emblematico rimane il restauro della grande tela del Natale di Siccus di Caravaggio, attualmente esposto nell’atrio della nostra Casa di Esercizi Spirituali di Caravate (VA).

L’ultimo stadio della sua vita Padre Silvio l’ha vissuta nella Casa Generale dei ss. Giovanni e Paolo dove, oltre ad avere lavorato nell’Archivio Generale del nostro Istituto, ha soprattutto restaurato i numerosissimi ritratti dei religiosi che hanno guidato e animato la nostra Congregazione lungo i secoli.

Padre Silvio ha espresso tutto sé stesso in questo originale e utile servizio alla Congregazione lasciandoci l’invito a prenderci cura dell’arte presente nelle nostre comunità e chiese. L’arte è stata l’originale manifestazione della sua spiritualità, delle sue emozioni, del suo amore al patrimonio artistico della Congregazione. Sì, perché l’arte è un modo sublime di manifestare sentimenti ed emozioni.

Nel suo Trattato di pittura Leonardo (1452-1519) ha scritto: “Lo bono pittore ha da dipingere due cose principali, cioè l’homo e il concetto della mente sua. Il primo è facile, il secondo difficile perché s’ha a figurare con gesti e movimenti delle membra”. Ossia per Leonardo il pittore è grande quando attraverso i volti, gesti, posizioni ed espressioni del corpo riesce a rendere visibile i moti dell’animo, i sentimenti, le emozioni ossia l’interiorità dei personaggi raffigurati.

Come ogni artista anche Padre Silvio ha utilizzato colori e forme per trasmetterci un messaggio emozionale che può e deve essere compreso e interpretato. Anche se ha lavorato su dipinti di altri artisti, li ha salvati non solo materialmente ma cercando, oltre le forme, di conservare soprattutto i sentimenti che rendono vivo il quadro stesso,

Non erano tutte opere d’arte i quadri da lui restaurati, ma l’opera d’arte è stato lui che con pazienza e costanza ha forse indicato nella strada della bellezza una pista di speranza per tutti noi.

Padre Leone Masnata