Seguimi! Avrai un tesoro in cielo! – Memoria del Beato Grimoaldo Santamaria

Seguimi! Avrai un tesoro in cielo! – Memoria del Beato Grimoaldo Santamaria

Beato Grimoaldo Santamaria

(riflessione di Francesco Guerra)
link al video con omelia https://www.youtube.com/watch?v=8T6zlav_oKs

Vangelo Mc 10, 17-22 Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Fratelli di Gesù, in nome del Vangelo, 9 Giugno, Commento di Gianluca Garofalo

X DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO B

Dopo il tempo Pasquale culminato nella Pentecoste e le solennità della SS. Trinità e del Corpo e Sangue di Cristo con la X domenica del tempo ordinario, riprendiamo la lectio continua del Vangelo di Marco. Il brano della liturgia odierna descrive un momento molto difficile per l’esperienza pubblica di Gesù! Dopo aver discusso per cinque volte con scribi, farisei ed erodiani, e dopo che questi hanno deciso di toglierlo di mezzo, Gesù vive un momento di solitudine anche in relazione alla sua famiglia naturale, che sentendo il parere dei dottori della legge va a prenderlo credendolo pazzo.

Nell’esperienza descritta nel brano chi dubita, chi accusa Gesù di follia sono coloro che in modo più vicino vivono la relazione con lui: i suoi parenti, e i teologi del tempo che lo considerano indemoniato.

Non essendo allineato alla religione di famiglia, al ‘si è sempre fatto così’, a quella ‘tradizione’ con la quale i suoi si son sempre identificati, Gesù viene considerato ‘fuori di se’. Ma, se è pazzia andare contro la “tradizione” fatta passare per Legge di Dio che condanna l’uomo perché impuro, peccatore… e se questo essere “fuori di se” ritiene che l’uomo è più importante di ogni affermazione di principio perché crede che prima di tutto e sopra a tutto vi sia l’uomo, allora è una follia benedetta e divina, perché ciò che è stoltezza divina è più sapiente della sapienza umana.

“chi è mia madre? Chi sono i miei Fratelli? “Gesù quasi disconosce la sua famiglia, allargata ormai a coloro che accolgono la parola e la conservano. Marco osa proporre un modello famigliare innovativo, che supera i legami di sangue per proporre delle nuove relazioni fondate sull’affinità spirituale, sulla consapevolezza di essere figli dello stesso padre, fratelli nell’unico Cristo. La condizione per diventare famigliari di Dio, dice Gesù, è quella di essere attenti uditori della Parola e di cercare la volontà salvifica di Dio nella nostra vita. I discepoli sono la sua famiglia, perché lo ascoltano e lo seguono e sua madre Maria non gli è madre solo perché lo ha generato, ma è modello di tale accoglienza da quando ha detto “sì” alla volontà del Padre (Lc 1,38). Gesù gira lo sguardo su di noi, ci propone, oggi di sentirci davvero suoi fratelli al di fuori di un’appartenenza ideologico o religiosa una apparenza fatta di ascolto e adesione alla novità della buona notizia del Vangelo. Chiediamo al Signore di sperimentare questa grazia.

Il carattere creativo della sofferenza. Il mistero del dolore umano alla luce del Vangelo.

Il carattere creativo della sofferenza. Il mistero del dolore umano alla luce del Vangelo.

Giovedì 2 Maggio 2024, alla pontificia Università Lateranense si è svolto un nuovo evento della Cattedra Gloria Crucis. L’evento si è aperto con il saluto del rettore della PUL mons. Alfonso Amarante, che ha ricordato la figura di p. Fernando Taccone, ulteriormente risuonata nella piccola scheda che p. Roberto Cecconi ha dedicato ai tanti anni in cui p. Fernando è stato direttore della Cattedra.

A seguire ci sono state due relazioni che hanno sviluppato il tema del titolo sul carattere creativo della sofferenza. La prima relazione dal titolo “La partecipazione dell’umanità alla sofferenza redentiva di Cristo:
Sviluppo esegetico-teologico di Col 1,24″ è stata tenuta dal Prof. Antonio Pitta, docente ordinario di Nuovo Testamento presso la Pontificia Università Lateranense.

Per la seconda relazione: “La sofferenza quale via per la Grazia trasformante: come il dolore umano può dischiudersi alla speranza partendo dalla Salvifici Doloris” è intervenuto p. Roberto Cecconi cp, che ha insegnato presso l’Istituto Teologico Marchigiano, sede di Fermo, ed è attualmente docente presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose delle Marche, di cui è stato anche direttore.

La giornata di studi è proseguita con l’evento ufficiale di approvazione dei nuovi statuti, e con la firma degli articoli da parte del superiore della provincia passionista Mapraes p. Giuseppe Adobati cp e del Rettore Alfonso Amarante. Il saluto conclusivo è stato dato dal decano di teologia prof. Angelo Lameri. All’incontro moderato da p. Marco Staffolani ha partecipato anche il Generale dei passionisti Joachim Rego.

Le relazioni tenute saranno disponibili come testo scientifico all’interno delle prossime pubblicazioni de “La sapienza della Croce”

Morire per Risorgere

Commento al vangelo della Va domenica di quaresima anno B – 17 Marzo

La dinamica del regno dei cieli è inversa.
Per produrre, occorre passare per la distruzione,
per moltiplicare occorre passare per l’azzeramento,
per diffondere e rendere universale occorre passare per il nascondimento.

Nel discorso di Gesù riportato da Giovanni
abbiamo a che fare non solo con un modo di pensare nuovo.
Ma con un modo di esistere nuovo.
C’è una risignificazione dell’esistenza, essa non è fatta per essere mantenuta o allungata quanto più possibile, ma essa è fatta per essere data. E donare la vita, vuol dire spropiarsi di sé e delle proprie decisioni in favore dell’altro, con la A maiuscola e minuscola.

E’ la lezione più alta che Gesù dona ai suoi. Una lezione effettiva, coerente, perché Gesù è consapevole di che morte è disposto a morire per la salvezza di tutti.
Gesù entra nella logica di perdersi per ritrovarsi, del chicco che muore per risorgere, e che non può non morire pena l’essere inutile marcendo senza attecchire nel terreno. E quanto rinasce è più grande, più forte, più nuovo, più bello, di quanto era prima.

Siamo di fronte alla vita nuova di Gesù
che non muore più
e che attira a sé una schiera innumerevoli di discepoli,
che seguono il maestro ovunque vada, nella morte e nella vita.

Questa nuova logica richiede preghiera e fede.
Solo se avremo fatto esperienza profonda di Dio,
e saremo divenuti certi del suo amore che è fedele
avremo l’ardire di perderci fino alla morte
per ritrovarci in lui per la vita eterna.