Oggi celebriamo la Solennità dell’Assunzione di Maria in cielo.

Con questa festa la Chiesa celebra l’Umanità riuscita e redenta.

In Maria si vede il culmine dell’umanità, il destino di ogni uomo e donna. Un destino che passa attraverso la nostra debolezza e fragilità, ma che ha un esito di salvezza.

Oggi, allora, celebriamo il nostro destino: la Chiesa contempla il suo corpo assunto in cielo.

Questa festa ci rivela, inoltre, la bellezza della nostra umanità: ci dice che vale la pena essere uomini e donne. Con un “sì” autentico detto al Signore permettiamo a Lui di operare grandi cose in noi.

Il “sì” di Maria è il sì di tutta l’umanità: con questo “sì” Dio entra nella nostra storia e nella storia di tutta l’umanità.

Come Maria nell’incontro con Elisabetta, anche noi possiamo portare Cristo a chi incontriamo.

Come Maria siamo, inoltre, chiamati a cantare con gioia ciò che il Signore opera nella vita di chi si fida di Lui.

Dio nell’operare passa attraverso la nostra umiltà e fragilità, e come Maria siamo chiamati a cantare la nostra gioiosa piccolezza.

Nel Magnificat Maria canta il capovolgimento dei criteri umani da parte di Dio.

Se ti credi grande e alimenti la tua superbia, Dio ti rimpicciolisce.

Se ti fai piccolo, Dio ti esalta.

Oggi siamo dunque chiamati a cantare la gioia con cui il Signore opera grandi cose attraverso la piccolezza ed umiltà di chi ha il coraggio di dirgli di “sì”, come Maria