Conosciamo la misera condizione dei lebbrosi di quel tempo. L’evangelista Marco ci offre un breve ed intenso quadro di emozioni e fede (che è stato già commentato anche giovedi 14 gennaio)

Il lebbroso avvicinatosi a Gesù lo supplicava in ginocchio. Quanto dolore e quanta speranza nel cuore di quest’uomo: con tutta umiltà e profonda fiducia si rivolge a quel giovane Rabbì che è un rappresentante di Dio: “Se vuoi, puoi purificarmi!”. Purificare quel corpo piagato e risanare quel cuore pieno di tante ferite.

La preghiera di supplica è la preghiera che esce dal cuore e dalla bocca di chi sta male: la maggioranza dei salmi della Bibbia sono di supplica. Sì ci sono anche i salmi di ringraziamento, di lode, di fiducia, ma quelli di supplica sono di più.

Non è forse vero che anche noi ci rivolgiamo a Dio soprattutto quando stiamo male? E in queste occasioni la nostra preghiera non è forse più intensa?

Gesù si comporta con noi come con quel lebbroso: ha compassione, ci tende la mano, ci tocca e ci dice: «Lo voglio, sii purificato!»

Ti ringraziamo dal profondo del cuore Gesù e ti promettiamo che non ci dimentichiamo di te quando stiamo bene. Anzi vogliamo proclamare la tua bontà, così come ha fatto quell’uomo ormai guarito, che si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto.

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