Pillars of creation, (o Pilastri della creazione) è il suggestivo nome che gli astronomi hanno dato all’iconica sezione della Nebulosa Aquila, scelta come copertina dei 3 minuti di oggi.
Usiamo l’immagine della luce che penetra ed emerge tra le polveri interstellari per raffigurarci la potenza di Dio che riesce a penetrare il nulla e a mettere in essere, e in continuo movimento, tutto l’universo. Questo ci rimanda alla scena del vangelo odierno in cui i cieli si aprono. La luce che buca i cieli e che viene ricevuta dalla terra, e in particolare dal più bello tra i figli degli uomini, che è Gesù, è la luce dello Spirito Santo, nella dinamica di accoglienza della luce anticipata dal prologo giovanneo.
Qui lo Spirito discende su Gesù nella forma di colomba. Il simbolismo è chiaramente biblico e si rifa ad alcuni passaggi che citiamo come per nutrici delle parole dell’antico testamento. In Genesi (8, 11) è una colomba a portare a Noè il rametto d’ulivo, mostrandogli così la fine del Diluvio universale e l’inizio di una nuova era di pace tra Dio e gli uomini. Nel Cantico dei Cantici “mia colomba” è l’appellativo affettuoso rivolto all’amata da parte del pastore innamorato. E il colore bianco di questo animale ricorda la purezza e l’innocenza.
La discesa e la permanenza dello Spirito su Gesù, è accompagnata dalla parola di conferma del Padre: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”. La scena Trinitaria, non è però fine a sé stessa. Il compiacimento di Dio, l’avvolgere nell’amore il Figlio da parte del Padre, non può fermarsi nella sola persona del Figlio, e lo Spirito non risulta un semplice “effetto speciale” per i partecipanti. Quest’evento teofanico, che collega il cielo e la terra, attraverso l’umanità deificata, e la divinità umanizzata di Gesù, porta con sé anche il germe del futuro battesimo che l’umanità sta per ricevere, un battesimo di fuoco, come recitano le parola del battista.
Se il battesimo d’acqua predisponeva l’umanità a riconoscere i propri peccati, cioè la distanza incolmabile da una pienezza di vita, è solo nel battesimo dello Spirito, che possiamo ottenere la vita nuova portata da Dio stesso che apre i cieli e si china su di noi.
Contempliamo dunque questa scena, comprendendo e chiedendo l’accoglienza della divinità nella nostra vita, perché se scorgiamo una nuova luce quando chiediamo perdono a Dio, è solo con la sua grande azione che possiamo gustare la totalità dell’immersione nella sua luce.
La XX Giornata mondiale della gioventù, che si è tenuta a Colonia dal 15 al 21 agosto 2005, ha visto come tema centrale quello del pellegrinaggio dei Magi, visto che nella Cattedrale di questa città sono conservati i corpi che vengono tradizionalmente attribuiti a questi tre re.
Nel corso della storia diverse tradizioni sono nate per raccontare ciò che è accaduto a questi tre stranieri dopo l’incontro con Gesù e, quella che riguarda proprio queste reliquie, li vede morire a Gerusalemme martiri della fede; in seguito le loro spoglie saranno trasferite da Sant’Elena a Costantinopoli, per poi essere donate a Milano e da qui trafugate a Colonia da Federico Barbarossa quando nel 1162 mise a sacco la città.
In realtà non c’è nessuna documentazione che faccia risalire questi corpi alle persone di cui la Bibbia parla, eppure un fatto curioso è emerso quando furono fatti dei rilevamenti su questi resti. I corpi dei Re Magi erano in buono stato di conservazione, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura tre età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.
Ecco che emerge il valore simbolico di queste reliquie che ci permette di avvicinare il significato di questa festa: la nascita di Gesù è la rivelazione di Dio stesso che si rende esperibile attraverso la concretezza dell’umanità. Epifania significa allora manifestazione, ma come accade per tutti i tipi di messaggi, questi vengono “confezionati” per raggiungere un determinato tipo di destinatario. Infatti, se volgiamo comunicare qualcosa con WhatsApp usiamo emoji molto diverse se dobbiamo parlare con mamma o con i nostri amici!
Ci viene allora mostrato che i destinatari di questo messaggio di Dio è gente come i Magi. Infatti recepiscono subito il messaggio: se i discepoli ci mettono oltre tre anni a capire che Gesù è Dio stesso, loro lo fanno subito; infatti dicono che sono venuti letteralmente “ad inginocchiarsi ai suoi piedi”, gesto che si fa con Dio.
I magi allora non sono solo “stranieri”, a rappresentare tutti popoli, ma dalle reliquie ci accorgiamo che sono anche di tre età molto diverse, che rappresentano le tappe fondamentali della vita: giovinezza, maturità, vecchiaia. Ciò ci dice che questo messaggio è comprensibile a tutti, indipendentemente dal grado di maturità umana. Ma c’è un altro elemento che è fondamentale: si sono messi in moto spinti dalla curiosità, dalla volontà di scoprire il vero e di sperimentalo in prima persona, senza aspettare che la notizia comparisse sui giornali. Il messaggio allora è sì confezionato per ciascuno di noi, ma spetta poi alla persona il volerlo prendere sul serio e lasciarsi coinvolgere da esso.
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