Alle ore 01:50 del 30 gennaio 2024, presso l’Infermeria di san Gabriele, all’età di 90 anni è tornato alla casa del padre
P. Claudio Verducci
dell’Immacolata
Claudio Verducci, al secolo Mario, nacque a Recanati (MC) il 4 novembre 1933 da Guido e Virginia Pierdominici. Entrò al noviziato di Morrovalle, dove emise la prima professione il 6 novembre 1949.
Il 7 novembre del 1954 professò i voti in perpetuo e, dopo due anni, il 28 aprile del 1956 venne ordinato sacerdote al Santuario di san Gabriele dell’Addolorata.
Il 7 gennaio 2024, presso il santuario passionista di S. Jesé de Calumbo, In Viana (Angola), in nostro confratello p. Pedro Lucau Canganjo Massuca è stato ordinato presbitero da S. E. R.ma D. Emíle Sumbelelo, vescovo di Viana. Dopo la cerimonia, p. Pedro è rimasto ad esercitare il ministero con la sua gente in Angola per due settimane.
Rientrato in Italia, p. Pedro ha celebrato la sua prima messa nel Santuario della Scala Santa (Roma), domenica 28 gennaio.
Poco dopo le ore 19:00 del 25 gennaio 2024, dopo un lungo ricovero all’ospedale di Rimini, in seguito ad un peggioramento delle sue precarie condizioni di salute, è tornato alla casa del Padre
P . Fernando Taccone
di Maria
Era nato a Celano (AQ) il 16 gennaio 1940 da Nunzio e Marianna Jacopone. Entrato al noviziato di Morrovalle a 17 anni, sotto la guida del p. Pacifico Frappetta, il 22 settembre del 1958 emise la prima professione, e dopo tre anni, nel 1961, sempre il 22 settembre, si consacrò con la professione perpetua. Fu ordinato sacerdote nel santuario di San Gabriele dell’Addolorata, il 26 febbraio 1966 dal servo di Dio mons. Stanislao A. Battistelli. Aveva frequentato le case di formazione della Provincia PIET dal 1952 al 1966.
Subito dopo l’ordinazione venne designato vice-direttore del seminario di Sant’Angelo in Pontano (MC) dal 1966 al 1967. Subito dopo frequentò la facoltà teologica della Pontificia Università Lateranense (1967-1969), conseguendo la licenza in sociologia religiosa. Nel 1969-1971 assolve al delicato incarico di direttore degli studenti teologi che, trasferiti dagli studentati della provincia PIET, iniziavano a frequentare l’intero corso di teologia nei Pontifici Atenei romani, dimorando nel ritiro di Moricone, dove era stato nominato anche superiore (1969-1972 ed anche dal 1989 al 1991). Nel 2002-2003 sarà maestro dei novizi al Monte Argentario. Tornerà sempre a Moricone anche come maestro dei novizi (1990-1991 e nel 2005-2006). In seguito, viene nominato superiore del santuario della Madonna della Stella (1972-1979 e poi dal 1991 al 1994 e nel 2006-2011). Dal 1987 al 1994 è consultore provinciale e direttore dell’apostolato provinciale PIET e nel 2003-2007. È presidente della Commissione Apostolato CIPI dal 1988 al 1994. Dal 1984 è anche membro del consiglio di presidenza della CISM, quale responsabile dell’ufficio dei religiosi fratelli. Dal 1995 diviene segretario provinciale PIET. Dal 1991, in varie riprese, fino alla recente visita nel mese di giugno 2023, in occasione del trentennale, si reca in Bulgaria dapprima come delegato Provinciale per la riapertura della missione in quella nazione, e poi per promuovere, tra le altre iniziative la beatificazione di mons. Eugenio Bossilkov. Dal 1995 era stato nominato pure segretario nazionale del segretariato nazionale per la missione al popolo. Seguiva anche come assistente spirituale le monache passioniste di Vignanello dal 2019.
Dal 1967 al 1981 ha fondato e diretto la rivista “Religioso fratello passionista”, organizzando nello stesso tempo vari convegni sui religiosi fratelli. Ha tenuto anche diversi corsi sulla “Missione al popolo” per i giovani sacerdoti passionisti. Dal 1993 ha organizzato pure corsi annuali di aggiornamento per tutti i missionari itineranti, all’albergo ERGIFE e poi all’Università Pontificia “Antonianum” e presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, curandone anche la stampa degli atti. Si occupava anche fattivamente della pubblicazione e diffusione della rivista “La sapienza della Croce”. Direttore della Cattedra Gloria Crucis 2003-2023 alla Pontificia Università Lateranense, di cui pubblicava gli atti dei convegni con estrema puntualità.
Nonostante la nomina a superiore del santuario della Madonna di Casale, presso Rimini, dal 2011 fino 2023, ha continuato a svolgere la sua attività di animazione culturale della Provincia MAPRAES e dell’intera congregazione. Si deve al suo impegno ed entusiasmo, in collaborazione con altri confratelli, tra cui il consultore generale p. Ciro Benedettini, nonostante notevoli difficoltà subentrate in corso d’opera, la celebrazione del IV Congresso Internazionale della Sapienza della Croce, presso la Pontificia Università Lateranense, in occasione del III centenario della fondazione della Congregazione della Passione (1720-2020). Dello stesso congresso ha curato la pubblicazione degli Atti in tre voll. Ultima fatica editoriale, che corona una lunga lista di pubblicazioni da lui curate fin dal lontano 1966. La maggior parte delle pubblicazioni riguardava l’apostolato passionista, con speciale riferimento alle missioni e agli esercizi spirituali.
Quantunque il progredire dell’età e gli inevitabili inconvenienti ad essa legati gli appesantissero il passo, p. Fernando non ha mai perso l’entusiasmo della prima giovinezza, unita ad una notevole capacità di resilienza. Animatore comunitario, apostolico e culturale nato, ha messo a frutto i suoi notevoli talenti con ottimi risultati. Era sempre pronto alla collaborazione ed accettava molto volentieri, e a volte sollecitava anche con insistenza, la collaborazione dei confratelli e dei laici attratti dal nostro carisma e il nostro apostolato. Carisma e apostolato su cui il caro padre non ha mai avuto ripensamenti e inutili nostalgie, sempre proteso a trovare nuove vie dell’annuncio della Croce e nuove motivazioni per comunità apostoliche motivate ed incisive.
Insegnava loro come uno che ha autorità. Fin dalle prime pagine del vangelo di Marco, Gesù appare come uno che ha autorità. Dice ai 4 pescatori sulla riva del lago di Galilea: “Seguitemi!” ed essi subito lo seguono; al demonio: “Taci ed esci da lui!” e l’uomo è liberato; al lebbroso: “Sii purificato!” ed egli lo è. Gesù non solo comanda, ma quello che ordina si compie, la sua parola opera concretamente. Al paralitico dirà: “Alzati!” dopo avergli detto: “Figlio, ti sono rimessi i peccati.” Ed infatti, senza alcun timore, Gesù dirà di se stesso: “Il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati”. Anche il suo insegnamento mostrava autorità, non come gli scribi, che si rifacevano alle spiegazioni di qualche importante Dottore della Legge mosaica per insegnare nelle sinagoghe. Gesù parlava nel suo proprio nome. Gli scribi spiegavano il passato, quello che era scritto nella Bibbia. Gesù parla al presente e annuncia che il Regno di Dio è compiuto nella sua persona e i gesti miracolosi e le parole che insegna rivelano che Lui è stato mandato da Dio Padre e si è fatto uomo per redimere la nostra umanità malata e peccatrice. I contemporanei di Gesù furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». Essi sono consapevoli che sta accadendo qualcosa di straordinario, ma ovviamente ancora non riescono a comprendere tutta la portata dell’evento. E noi? Noi, come i 4 pescatori di Galilea che lo stanno seguendo e che sono entrati silenziosi con Lui nella Sinagoga di sabato per santificare il giorno del Signore, seguiamolo da vicino, osserviamo con attenzione le sue opere, ascoltiamo con docilità di cuore le sue parole meditandole con amore e cercando di metterle in pratica. Lasciamoci coinvolgere dalla Sua persona, non perdiamolo di vista in questa domenica e nelle settimane che vengono.
La terza Domenica del Tempo Ordinario, detta anche Domenica della parola di Dio, Papa Francesco l’ha istituita per far crescere nel popolo di Dio la familiarità religiosa e assidua con la scrittura. Perché è così importante questa giornata? Perché intende porre in modo solenne la parola di Dio al cuore della vita della comunità cristiana. La parola della Sacra scrittura è viva ed efficace. Se letta con atteggiamento di fede, ci fa giungere a un incontro contemplativo con il Dio vivente e portare frutto nella vita.
È bello meditare proprio in questa domenica l’inizio della proclamazione della parola. Gesù inizia a proclamare L’Evangelo del regno nel momento in cui Giovanni Battista viene consegnato. Tutto suona come una profezia per la sua stessa vita e tuttavia Gesù non desiste nella sua missione di proclamare la bellezza della buona notizia fino al momento della croce stessa. Gesù coinvolge nella sua vita una piccola comunità di pescatori chiamandoli ad andare dietro a lui
Marco sintetizza in queste tre parole “andare dietro Gesù” tutto il significato del suo Vangelo. Gesù cammina e il discepolo gli va dietro, il discepolo non lo precede, non lo raggiunge dopo, lo segue e basta! Gesù non è allora solo il modello, ma il maestro che dà la direzione! In Israele non si può seguire una persona ma solo Dio e la sua parola. La scrittura dice “maledetto l’uomo che segue l’uomo”! Realmente la nostra fede è seguire il Signore Gesù, seguire lui per essere con lui sempre, quindi la chiamata è essere in compagnia di Gesù, essere con lui e come lui. Gesù ci chiama a essere figli come lui, per essere pescatori di uomini: questo è l’obiettivo di questa sequela!
Ma che cosa vuol dire? L’uomo sottacqua non vive bene, anzi annega, allora Gesù dice quello che voi farete sarà tirar fuori gli uomini dall’acqua, salvare gli uomini dalla morte. Gesù ci fa partecipi della sua stessa missione salvifica: come lui ha pescato i discepoli dagli abissi di morte e li ha condotti sul cammino della vita, così i discepoli sono chiamati a essere salvezza per i fratelli e così si diventa fratelli e fratello è colui che si preoccupa del fratello, e così ha la vita del Padre.
Questo è l’invito, molto libero, molto rispettoso, molto onesto ma anche molto deciso che Gesù fa e questo è il principio del Vangelo!
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