Messaggio ai giovani dal Capitolo Generale dei Passionisti
Lettera circolare del Superiore Generale per la Quaresima 2017
Miei cari fratelli,
prendendo spunto dall’inizio della Quaresima, mi son sentito mosso a scrivere questa Lettera Circolare con cui vi invito a unirvi a me in questo tempo favorevole di pellegrinaggio interiore verso Dio, la fonte della misericordia, che ci accompagnerà e ci sosterrà. Considerando l’obiettivo della Quaresima, ho scelto di condividere con voi qualche riflessione sul messaggio centrale dell’«invito di Gesù al pentimento», ma secondo la prospettiva, che sempre dovremmo preferire, del mantenere al centro della nostra attenzione la delicata misericordia del nostro amabile Dio, che noi passionisti vediamo tanto potente nella Passione di Gesù.
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Messaggio del Superiore Generale per l’avvento e il Natale 2016
Cari fratelli, sorelle e amici della famiglia passionista,
la settimana scorsa il Santo Padre, Papa Francesco, ha chiuso la Porta Santa nella Basilica di San Pietro a Roma, concludendo così ufficialmente l’Anno Santo della Misericordia che egli aveva proclamato un anno fa. Ho trovato, personalmente, molto arricchenti le riflessioni e le catechesi di Papa Francesco lungo tutto quest’anno: sono state un conforto alla mia anima, ma anche una sfida alla mia coscienza. E ora, che succede? È tutto finito? Le porte sono chiuse! In che direzione andremo ora partendo da qui?
Parlare di apertura e chiusura, di inizio e fine, può dare l’impressione, e forse anche la falsa percezione, che ora, essendo finita una cosa, ci si deve concentrare su qualcosa di nuovo. Non è però questo il nostro caso! Piuttosto, ciò che abbiamo vissuto in questo tempo speciale dell’Anno Santo, le grazie e la conversione che abbiamo trovato e ci ha trasformato, anche solo in piccola misura, devono continuare a ispirare e permeare la nostra vita quotidiana e le nostre azioni di Passionisti, discepoli di Gesù.
Messaggio del Generale per i 275 anni dall’approvazione della Regola e dai primi voti
Carissimi confratelli,
sorelle e amici della Famiglia Passionista, 275 anni fa, il giorno 11 giugno 1741, Paolo della Croce, suo fratello Giovanni Battista e i membri della prima comunità della nostra Congregazione, si radunarono ai piedi dell’altare della Vergine presentata al tempio, nella piccola chiesa del monte Argentario e lì, per la prima volta, pronunziarono solennemente i quattro voti “semplici” di povertà, castità, obbedienza “e di promuovere con ogni loro potere, la devozione alle pene di Gesù Cristo nel cuore dei fedeli”. Era la terza domenica dopo Pentecoste. Si erano preparati a questo evento con dieci giorni di esercizi spirituali, con il cuore ricolmo di gioia interiore e di gratitudine per la misericordia di Dio. Subito dopo la professione, con consenso unanime dei presenti, Paolo ricevette l’ufficio di governare la piccola comunità con il titolo di superiore. Fu proprio in quel giorno che, per la prima volta, poterono indossare esternamente sull’abito il segno Passionista.
So bene che questi fatti possono sembrare un po’ troppo distanti dalla nostra vita quotidiana. Dopo tutto, son passati già 275 anni da quei primi giorni! Vorrei però ugualmente condividere con voi questo breve messaggio per commemorare i nostri primordi, che, credo, possono ancora offrire nutrimento e significato alla riflessione odierna.
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Messaggio pasquale 2016 del Superiore Generale
Cari fratelli, sorelle e amici della famiglia Passionista,
dopo aver percorso il cammino quaresimale rispondendo con gioia alla grazia e al dono della conversione offertoci dal nostro misericordioso Dio, giungiamo ora al momento di “camminare con Gesù” lungo questa Settimana Santa, apprestandoci a commemorare le ultime ore della passione, morte e risurrezione del Gesù storico. Sarà una settimana in cui parteciperemo ad alcune celebrazioni liturgiche intense che, come è auspicabile, ci ispireranno non solo ad ammirare, ma anche ad imitare il modo, l’esempio e la risposta di Gesù nel suo soffrire e morire sulla croce. Non possiamo dimenticarci che come Passionisti siamo chiamati a “mantenere viva la memoria della passione di Gesù come opera dell’amore e della misericordia di Dio”. Il significato di questo impegno ci viene ricordato ogni volta che celebriamo l’Eucarestia (= la Memoria Passionis), in cui il Signore crocefisso e risorto ci invita a “fare questo in memoria di me”. Però la memoria non è un puro e semplice “ricordo”.
La passione di Gesù non è soltanto un evento storico che vada ammirato e ricordato; è piuttosto un atto di amore dinamico che continua a dispiegarsi ancora ai nostri giorni e continuerà a farlo per sempre… “La passione di Cristo e la passione dell’umanità”; “Gesù Crocifisso e i crocifissi del mondo di oggi”

