+P.Franco D’Anastasio

+P.Franco D’Anastasio

Non possiamo che ricordare il nostro confratello con quel sorriso che sempre lo ha accompagnato in tutta la sua vita.

P. Franco nacque nel lontano 16 ottobre 1929, a Borgonovo di Torricella Sicura (TE), da Vincenzo D’Anastasio e Irene Romualdi. Fu subito battezzato nella parrocchia del paese con il nome di Raffaele; qui rimase fino alla conclusione delle scuole elementari, quando nel 1943 entrò a Morrovalle per attendere alle scuole Medie, terminate le quali iniziò per un anno le superiori a S. Angelo in Pontano.

Nel 1946 tornò a Morrovalle, però questa volta per intraprendere l’anno di Noviziato sotto l’amorevole e sapiente guida del Maestro P. Fausto Vergari; qui emise la sua prima professione il 15 settembre 1948, per poi continuare il corso di sudi, prima studiando per tre anni filosofia alla Madonna della Stella (1948-1951) e poi teologia, per un anno a Roma e poi per altri tre a S. Gabriele (1951- 1955), fino a coronare il suo percorso formativo con l’ordinazione sacerdotale, che avvenne il 24 novembre 1954 nel Santuario di S. Gabriele, per l’imposizione delle mani del Servo di Dio Mons. Stanislao Battistelli CP.

Fu subito evidente ai superiori del tempo la fibra intellettuale di P. Franco, al punto che fu subito avviato allo studio della Sacra Teologia all’Angelicum di Roma, che concluse licenziandosi nel 1956; successivamente ottenne la Licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico a Roma (1957-1959), per poi specializzarsi ancora presso l’Istituto Biblico Francescano a Gerusalemme (1962-1963). Mise subito a frutto i suoi studi insegnando Sacra Scrittura prima allo studentato passionista a S. Gabriele (1959-1969) e poi nel seminario regionale di Chieti (1970- 1973).

In questi anni fu nominato rettore del Santuario di san Gabriele (1972-1979) e da questo momento iniziò la sua grande passione per la ricerca intorno alla vita e la spiritualità di questo Santo, che caratterizzò tutta la sua vita. Infatti, durante il suo rettorato e anche negli anni successivi, diede vita ad una serie di iniziative culturali, spirituali e teologiche per valorizzare e diffondere la devozione del giovane Gabriele.

Istituì un “centro ricerche” a San Gabriele, non solo per curare e approfondire i vari risolti della personalità del Santo, ma soprattutto per delinearne la “presenza carismatica”; volle infatti raccogliere testimonianze e documenti sulle innumerevoli grazie e miracoli che ha dispensato in tutto il mondo, per poi usarle come materiale per la pubblicazione di preziose collane e studi vari.

La sua salute, sempre abbastanza precaria, è stata definitivamente compromessa da un ictus che lo ha costretto a vivere sulla sedia a rotelle e che ha sensibilmente limitato la sua capacità di comunicare, ma che certo non ha spento il suo sorriso ed il suo buonumore.

I suoi ultimi anni di vita li ha trascorsi serenamente nei luoghi dove quel Santo che tanto amava aveva vissuto e che sicuramente lo avrà accolto il cielo al momento della sua dispartita.

100 anni di presenza passionista in Sicilia

100 anni di presenza passionista in Sicilia

La nostra Congregazione è in festa quest’anno per un anniversario significativo: la ricorrenza dei primi 100 anni di presenza dei Passionisti nell’isola della Sicilia.
Sono trascorsi proprio 100 anni da quel memorabile 6 gennaio 1916, quando i primi religiosi Passionisti venuti in terra di Sicilia, aprirono il primo Ritiro a Borgetto, provincia di Palermo, in un antico monastero Benedettino. Riportiamo alcuni particolari di quello storico punto di partenza tratti dalla platea della comunità di Borgetto:

Ingresso dei primi abitatori del nuovo Ritiro del SS.mo Crocifisso – 6 gennaio 1916

Concluso con la soave benedizione del Signore il trasferimento di dominio alla Congregazione dei Passionisti della piccola abbazia di S. Benedetto, altro non rimaneva che mandarvi i religiosi ad abitarla. L’ultimo di pertanto dell’anno 1915 giunsero da Roma il P. Generoso del Ss.mo Crocifisso ed il P. Carlo del S. Cuore di Gesù e quattro giorni più tardi, cioè il 4 gennaio 1916 giunsero pure da Roma il P. Salvatore di Maria Vergine, primo Cons. Generale col Fr. Gerardo di San Paolo della Croce. Non si credé bene di fare un ingresso solenne, stante l’orribile guerra europea, cui prende parte questa nostra povera Italia, ma pure una certa solennità si volle, ed era giusto e conveniente, ed a ciò si soddisfece col cantare una Messa solenne il dì dell’Epifania, dopo la quale il celebrante, P. Salvatore Cons. Generale tenne una allocuzione ai Signori e al popolo di Borgetto. In essa si disse lieto dell’accoglienza ricevuta dai Borgetani, poi manifestò il mandato che ha nella Chiesa e presso i popoli l’umile Congregazione fondata da S. Paolo della Croce facendo quasi un copioso sunto della vita ed opere del Santo Fondatore e concluse: “ Oggi a Borgetto si è compiuta un’opera buona: oggi a Borgetto si è offerto a Dio, come i Santi Re Magi al Celeste Infante di Betlem l’oro, l’incenso e la mirra. L’oro della carità, accogliendo con cristiana ospitalità i nuovi venuti; l’incenso dell’orazione, perché le preghiere dei buoni sono salite fino al Paradiso ed hanno ottenuto che quivi venissero i Missionari, da Dio inviati, che con la loro predicazione richiamino i traviati sul retto sentiero e spronino i buoni alla sublime perfezione cristiana; la mirra perché la vostra fede e il vostro amore a Gesù appassionato vi ha fatto preferire coloro che meditano e predicano la Passione acerbissima del Dio Redentore.
Oh! Son sicuro che i buoni non solo godranno ma invidieranno altresì la sorte di Borgetto quando da questo alveare in cui abiteranno anime umili che vivranno dell’amore a Gesù Crocifisso, andranno per i paesi piccoli o grandi di quest’incantevole isola a richiamare le anime a Dio mediante la predicazione del Santo Vangelo e specie col ricordare efficacemente ai popoli la carità infinita del nostro Amabilissimo Redentore Crocifisso. Dippiù, quando voi passerete davanti a questo S. Tempio, per andare ad innaffiare col sudore della vostra fronte i vostri terreni, vi ricorderete che qui si prega per voi, e perché il Signore conceda frutto copioso alle vostre fatiche; voi allora vi sentirete mossi ad usarci la carità se, poveri quali siamo, stenderemo la mano per chiedere il necessario a campare la vita.”
Tutto il popolo prestò devota attenzione.

Le celebrazioni del Centenario della presenza Passionista in Sicilia hanno dunque avuto inizio proprio lo scorso 6 gennaio 2016, qui a Borgetto. Alle ore 17.00 i religiosi della comunità ed altri confratelli provenienti dalle altre comunità passioniste di Sicilia, si sono radunati presso la Chiesa Madre di Borgetto, Parrocchia S. Maria Maddalena, per percorrere una processione solenne a ricordo del primo ingresso dei Passionisti a Borgetto; erano presenti il Superiore Provinciale P. Luigi Vaninetti ed il Superiore Regionale P. Mario Madonna. Dopo aver percorso la strada che separa la Chiesa Madre dal Ritiro del SS. Crocifisso, accompagnati dalla banda musicale di Borgetto, i religiosi sono stati accolti dall’applauso di numerosissimi fedeli che hanno riempito completamente la chiesa. Subito dopo, alle ore 18.00 si è celebrato il Solenne Pontificale di Apertura dell’ Anno Giubilare, presieduto da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale. Durante la Celebrazione è stata data lettura del decreto della Penitenzeria Apostolica che concede la Benedizione Papale al termine del Solenne Pontificale di apertura dell’anno giubilare e inoltre  dà ai fedeli, durante l’anno giubilare (dal 6 gennaio 2017 al 6 gennaio 2017) la facoltà di ottenere l’indulgenza plenaria in ciascuno dei nostri Ritiri Passionisti di Sicilia. L’Arcivescovo, nella sua omelia, ha ringraziato i Passionisti per l’opera di evangelizzazione svolta nel corso dei passati cento anni in Sicilia e in particolare presso l’Arcidiocesi di Monreale, ed ha esortato a continuare a portare aventi con passione la nostra missione specifica nella chiesa.
Il Superiore Provinciale al termine della Celebrazione ha parlato della nuova realtà unitaria della Provincia Passionista Mapraes, della quale la Sicilia fa parte, e della opportunità che essa presenta di continuare a vivere il nostro carisma specifico passionista in uno spirito di unione e collaborazione, nella carità,  sempre più vivo tra i numerosi religiosi che compongono la Provincia.
Dopo la Benedizione Papale tutti i religiosi, insieme all’Arcivescovo, si sono recati presso l’altare di San Paolo della Croce, dove davanti alla statua del nostro Fondatore è stato intonato l’inno del “Salve Sancte Pater”.
Il Signore Nostro Dio accompagni i Passionisti di Sicilia in questo anno giubilare, per una fruttuosa presenza al servizio del Popolo di Dio nell’annuncio dell’Amore Misericordioso di Gesù Crocifisso.

P. Rosario Fontana cp

Di seguito tutti i principali eventi del centenario

[gview file=”https://www.mapraes.org/wp-content/uploads/2016/01/centenario-sicilia.pdf”]

+P. Fausto Caffelli

+P. Fausto Caffelli

Domenica 24 gennaio 2016, verso le ore 9.00, mentre si preparava a celebrare l’Eucaristia nell’infermeria di San Pancrazio, Pianezza(TO), P.Fausto Caffelli è tornato alla Casa del Padre.

All’alba del suo centenario di vita (mancavano 8 mesi) è tornato alla casa del Padre, domenica 24 gennaio, padre Fausto, mentre si preparava per la celebrazione della messa domenicale. Una messa non più celebrata qui in terra ma celebrata in cielo nella Pasqua eterna.

Era nato a Curtatone-Montanara il 29 settembre di cent’anni fa. Aveva conosciuto i padri Passionisti al santuario mantovano della Madonne delle Grazie, dove si erano stabiliti a partire dal 1905, prima che venissero allontanati dal vescovo di Mantova mons. Menna nel 1935.Andò al noviziato di san Zenone (TV) nel 1933 avendo come maestro il padre Beniamino Giannone che padre Fausto ricorderà per tutta la vita come un santo.Rimase a san Zenone durante tutto il ciclo degli studi sia di filosofia che di teologia, fino alla sua ordinazione sacerdotale avvenuta a san Zenone il 14 luglio del 1940, per le mani di mons. Mantiero Vescovo di Treviso. A causa della guerra nel 1942 fu trasferito a Pegli (GE) dove si dedicò con abnegazione e coraggio alla questua per le necessità della comunità e per la comunità delle Monache di Quarto.Terminata la guerra, dopo qualche anno di residenza a Caravate e a Basella, chiese ed ottenne di potersi recare in Africa come missionario. Vi arrivò nel 1949 e vi rimase fino al 1955.

Rientrato in Italia, sempre determinato a dedicarsi alla attività missionaria estera, fu inviato in Brasile nel nostro vicariato. Trovò in questo paese lo spazio per la sua dedizione missionaria per quasi 25 anni. Ebbe incarichi di fiducia come la responsabilità di economo, la costruzione di scuole e chiese, dedizione alla pastorale locale su distanze notevoli, gruppi di catechesi, gruppi biblici.Al rientro in Italia per raggiunti limiti di età mise a frutto le sue esperienze di pastorale brasiliana animando tra i laici che contattava, gruppi di ascolto della parola di Dio. Chiese poi di fare un anno sabbatico in Terra santa nella nostra casa di Betania. Dopo alcuni anni di residenza a Senzano(VR) in mezzo ai nostri giovani studenti, fu trasferito alla comunità di Brugnato (SP) dove trascorse l’ultima fase della sua vita, 18 anni, prima del trasferimento per problemi di salute alla nostra infermeria di san Pancrazio.

Padre Fausto era di indole gioviale, aperta all’incontro con gli altri. Sapeva accogliere chi andava da lui per consigliarsi e per confessarsi. Esercitò infatti a lungo il ministero della riconciliazione per laici, sacerdoti e anche vescovi.  Era sempre disponibile ad aiutare nelle varie parrocchie della zona, senza peròassumersi l’incarico di parroco.  Gli piaceva vivere in comunità, rendendosi utile per tante incombenze, come la cucina e l’orto. Amava la preghiera comunitaria alla quale cercava di essere presente il più possibile.  Visse questo periodo della sua vita invecchiando bene, tra gli amici che lo andavano a trovare, le ricorrenze della sua vita (celebrò gli 80 anni di vita religiosa a Brugnato attorniato dai confratelli, parenti e fedeli), i consigli che poteva dare, gli aiuti che prestava.

Conservò sempre in convento un’immagine della Madonna delle Grazie di Mantova di cui era molto devoto, quella Madonna che lo vide ragazzo nel suo santuario e che certamente lo avrà accolto in cielo alla vigilia del suo centenario di vita.

+P. Giuseppe Finazzo

+P. Giuseppe Finazzo

Sabato 23 gennaio 2016, dopo aver celebrato la messa mattutina e aver confessato alcuni fedeli presso il Ritiro di Mascalucia (CT), P.Giuseppe Finazzo ha avuto un attacco cardiaco ed è tornato alla Casa del Padre.

Il nostro confratello, nacque il 20 Maggio 1933 a Cinisi (PA). Iniziò il suo anno di Noviziato ad Alessandria della Rocca il 3 settembre 1948, per concluderlo emettendo la sua prima professione il 4 settembre 1949. Continuò il suo cammino formativo che si concluse con la sua ordinazione sacerdotale avvenuta il 28 aprile 1956.

Per lungo tempo Padre Giuseppe ha ricoperto l’incarico di Direttore della Casa di Esercizi di Mascalucia, fino a quando la malattia al cuore, che lo ha poi condotto alla morte, non gli ha impedito di svolgere questo servizio.

Ma né i problemi cardiaci né l’avanzata età gli impedirono di continuare ad accompagnare spiritualmente gruppi di laici, specialmente quelli appartenenti al Cammino Neocatecumenale, fino al termine dei suoi giorni.

+P. Alberto Pierangioli

+P. Alberto Pierangioli

In splendoribus Sanctorum, il giorno 22 dicembre 2015,
la Provincia Maria Presentata al Tempio (MAPRAES)
annuncia che è ritornato a Dio

P. Alberto Pierangioli C.P.

P. Alberto era nato 86 anni fa,  26 settembre 1929,
aveva professato il 15 settembre 1947 ed
era stato ordinato sacerdote il 24 aprile 1954.

Il Signore l’accolga con Sé e sia la sua eterna ricompensa!

R. I. P.