Tutto è compiuto! (riflessione sul Venerdi Santo di P. Marco Staffolani)

Rimangono sulla scena soltanto Maria e Giovanni. Come ultime sentinelle che insieme tengono accesa la lampada della fede. C’è un dono reciproco tra i due che è mediato dal Cristo morente. E’ Gesù che ci fa padri/madri e figli.

“Madre Maria non temere, ecco hai un’altra umanità da proteggere anche se la mia adesso muore”.

“Figlio, Giovanni non temere, non rimani orfano, c’è chi si prenderà cura di te.”

“Maria, Giovanni, non temete, abbiate fede, il Padre ha sempre una via più grande di quella degli uomini”

E dunque tutto è compiuto! Si è visto l’amore massimo da parte di Dio. E anche il rifiuto massimo che possono compiere gli uomini. Non rimane più nulla sulla terra. Gesù ha dato tutto il suo sangue. La morte è sopraggiunta e il corpo esanime è deposto nella tomba. Tutte le speranze dei discepoli si sono dissolte nel loro abbondonare Gesù. Colui che pensavano che avrebbe liberato Israele dal dominio esterno ha fallito, soccombendo dinanzi ai peccati del suo popolo. I sacerdoti, la folla, i discepoli, Pilato… a parte Giovanni e Maria nessuno scorgerà un progetto nuovo e a non perdere la speranza..

Inizia il buio sulla terra, perché inizia il silenzio di Dio. Il Creatore, che con la sua parola ha creato il cielo e la terra, adesso tace. Ma anche gli uomini possono rimanere in silenzio di fronte a quanto accade perché hanno visto colui che è trafitto. Non solo dal centurione, ma dai no di ciascuno di noi. La morte di quell’uomo è l’effetto dei miei no. Quest’immagine parla più di moltissime prediche.

Se non si ama, si muore, e si fa morire anche gli altri. C’è una legge di causalità. Che è la stessa che dona la vita: chi muore per amore, fa rivivere, fa risorgere. E’ questa l’ultima lezione che il Maestro ha impartito.