Non sarà lasciata pietra su pietra – di Serenella Del Cinque – Domenica 13 Novembre 2022 – XXXIII Domenica di del Tempo Ordinario – Anno C

La nostra vita è nelle Sue – e nelle nostre – mani

Per la seconda domenica Gesù ci invita a rivolgere l’attenzione sulle “cose ultime”.

«Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra» (Lc 21,6). Gesù pronuncia queste parole nei pressi del tempio e prende spunto proprio dalla gente che parlava del tempio e della sua bellezza.

«Di questo tempio non sarà lasciata pietra su pietra» (Lc 21,6). Gesù sarà condannato per parole come queste: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». (Gv 2, 19; cf. Mc 14,58; At 6,14). Gesù non parla tanto del tempio materiale, ma di tutte le immagini distorte che abbiamo di lui, di Dio e della vita. Di queste immagini resterà solo pietra su pietra.

Il nuovo tempio è la carne del Figlio dell’uomo e di ogni figlio di uomo, cominciando dagli ultimi: ciò che fate a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (cf Mt 25,31-46). Gli ultimi, i poveri rappresentano la carne di Gesù, ci ripete Papa Francesco (cf. Veglia di Pentecoste con i movimenti, le nuove comunità, le associazioni e le aggregazioni laicali, 18 maggio 2013; Omelia a Santa Marta, 7 marzo 2014).

Oggi celebriamo la VI Giornata Mondiale dei poveri voluta dal Santo Padre, che nel suo messaggio ci ricorda: «Non è l’attivismo che salva, ma l’attenzione sincera e generosa che permette di avvicinarsi a un povero come a un fratello che tende la mano perché io mi riscuota dal torpore in cui sono caduto» (Messaggio per la VI Giornata Mondiale dei Poveri, 13 giugno 2022).

Ognuno di noi è il tempio e presenza di Dio, dimora dello Spirito Santo (cf. 1 Cor 6,19).  E se riconosco Dio in ogni persona, riconosco gli altri come fratelli e figli di Dio e tempio dello Spirito. Perciò nel tempo che ci è donato, che è a noi affidato, siamo chiamati a vivere da figli e da fratelli, ad essere testimoni. Il Regno di Dio è nelle nostre mani, nella nostra testimonianza.

Concludo ancora con le parole di papa Francesco: «Gesù nel Vangelo ci esorta a tenere ben salda nella mente e nel cuore la certezza che Dio conduce la nostra storia e conosce il fine ultimo delle cose e degli eventi. Sotto lo sguardo misericordioso del Signore si dipana la storia nel suo fluire incerto e nel suo intreccio di bene e di male. Ma tutto quello che succede è conservato in Lui; la nostra vita non si può perdere perché è nelle sue mani”» (Angelus, 13 novembre 2016).