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Primo pellegrinaggio del Movimento di Pastorale Giovanile MAPRAES Professione Perpetua di... Conferimento Ordini Minori...

Seguendo i primi passi tracciati da san Paolo della Croce, dal 25 al 28 Aprile, un gruppo di giovani di diverse provenienze, che frequentano i nostri gruppi ed incontri giovanili, si sono ritrovati nella struttura adiacente alla nostra comunità di Molare per ripercorrere l’esperienza che guidò il nostro fondatore nel suo cammino di fede. Visitando i luoghi della sua infanzia ad Ovada e poi a Castellazzo Bormida, dove ha vissuto la sua esperienza dei 40 giorni, in cui ha scritto il suo resoconto per mons. Gattinara, abbiamo assaporato il suo amore per Gesù e per la Chiesa.

Abbiamo vissuto anche forti momenti di preghiera e silenzio, proprio per far risuonare nel nostro cuore lo Spirito che ci ha chiamati a vivere questi giorni, pur non conoscendoci per niente tra noi.

All’unanimità ci siamo resi conto di aver fatto l’incontro con una Persona, proprio come l’ultimo documento Christus vivit di papa Francesco al numero 129 ci ricorda. Una ragazza infatti descrive questi giorni trascorsi insieme in questo modo: «ciò che più mi ha colpito è il modo totalizzante con cui lui [Paolo] si sentiva unito a Cristo, la comunione intima con cui era legato a Gesù, tanto da desiderare ardentemente nel suo cuore di assumerne parte delle sofferenze per sentirsi unito a Lui».

Un’altra cosa che ha colpito ai ragazzi è la frase di Paolo della Croce trovata sulla soffitta della casa natale di Ovada: «Lascio la mia congregazione bene fondata e stabilita nella Chiesa sino alla fine del mondo. Si stenderà da un mare all’altro. Grandi cose vuol fare Iddio» accerchiata dalle bandiere dei 60 paesi in cui oggi è presente la congregazione. Tale cosa ha suscitato questa riflessione: «È un messaggio di speranza e voglia di continuare, e soprattutto di rimettersi sempre in gioco e in discussione, senza dimenticare il fatto che invita a non camminare da soli ma ad aprirsi al gruppo». È vero Dio vuol fare grandi cose e sta ad ognuno di noi permettergli di realizzare il suo progetto a partire dai nostri singoli sì. Ciò che sorprende maggiormente è che non sappiamo mai dove può arrivare un gesto anche apparentemente piccolo di ogni singola persona.

«Più sentivo parlare di tutto quello che san Paolo aveva fatto, più mi chiedevo cosa gli desse la forza per farlo. Penso che la risposta sia proprio nel segno che tutti i Passionisti portano sul loro abito: un cuore sormontato da una croce. Un amore così totale e gratuito da riempirci il cuore».

Forte è stato anche il confronto con la Parola di Dio e la scoperta che Essa è diversa da tutte le altre parole: è una Parola che salva, una Parola che non ci fa sentire soli, una parola che rivela che Qualcuno è vicino a noi. Per qualcuno forte è stato l’incontro con la Passione di Gesù, infatti ha detto: «la Parola della Passione di Gesù è la più grande espressione dell’amore di Dio per l’uomo e questo mi ha svegliata e dato un nuovo modo di vivere la mia quotidianità!».

Tutto questa bellezza è stata possibile grazie al Signore, ma anche agli strumenti che Lui ha adoperato, cioè i nostri cari confratelli di Molare, a partire dal superiore p. Massimiliano, poi p. Andrea, p. Diego e p. Claudio, ai quali vanno i nostri più sinceri ringraziamenti. Concludendo è stato un forte momento di incontro con il Signore, attraverso il messaggio e la vita di Paolo della Croce, il quale ci ha mostrato la Passione di Gesù come espressione altissima dell’amore. Invitiamo i giovani delle nostre realtà a partecipare ogni tanto agli incontri a livello provinciale, sono sempre momenti di grazia e ricchezza personale, soprattutto nascono sempre belle e autentiche amicizie.

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