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Festa Popolare di san Gabriele dell’Addolorata – 27 agosto 2017 150° della canonizzazione... Laboratorio Giovani MAPRAES

Mons. D’Ercole: “Dietro l’abbandono di Errani ci sono dei giochi politici.  Spero che la politica non prevalga sull’interesse della gente. Noi vescovi siamo a fianco della gente”.

“Dietro l’abbandono di Errani ci sono dei calcoli e giochi politici”. Lo ha dichiarato monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, durante un’intervista rilasciata al termine della sua partecipazione alla festa di San Gabriele che si è svolta oggi al santuario di S. Gabriele (Teramo).

Il vescovo è arrivato al santuario nel pomeriggio di oggi, in particolare per presiedere una messa in ricordo delle vittime del terremoto di Amatrice e Arquata del Tronto. Alla messa erano presenti anche una ventina di sindaci della Provincia di Teramo, oltre a migliaia di fedeli giunti al santuario per l’annuale festa del patrono.

La giornata ha visto la partecipazione di oltre 12 mila fedeli, arrivati da ogni parte d’Italia. Nel pomeriggio la solenne processione con l’urna del santo è stata guidata da monsignor D’Ercole,  che alla fine ha rilasciato un’intervista.

Lei qualche giorno fa ha detto, durante la commemorazione del terremoto di Arquata del Tronto del 2016: “Il futuro è nelle nostre mani, non in quelle dei politici”. Che significa? “Non è che io chiedo qualcosa ai politici, ma voglio che ci rendiamo conto che il futuro è nelle nostre mani, ognuno di noi ha il compito di fare ciò che deve fare fino in fondo, senza pretendere che altri facciano quello che noi dobbiamo fare. Solo dopo aver fatto il nostro dovere dobbiamo esigere da chi governa che compia fino in fondo il proprio dovere”.

Rispetto al terremoto de L’Aquila ci sono stati ritardi nella ricostruzione dopo il terremoto dello scorso anno?                    

“Credo che i ritardi siano inevitabili perché la burocrazia italiana è molto lenta, ci sono norme che tendono a salvaguardare l’onestà dei procedimenti, ma a volte le norme sono eccessive. Penso che la ricostruzione ha i suoi tempi, occorre essere concreti, non si può pretendere che ciò che è distrutto in un secondo si ricostruisca in un attimo, ci vogliono anni. Il problema è l’accompagnamento delle popolazioni perché la gente non perda la speranza, non abbandoni i propri paesi. Se la gente ha già deciso di andare altrove, le case ricostruite rimarranno vuote.

Errani che lascia l’incarico di commissario per la ricostruzione appena dopo un anno sarà un problema.                   

“Noi vescovi con Errani avevamo un ottimo rapporto, un dialogo ben avviato. Non si capisce come mai a un anno di distanza ci sia questo abbandono. Indubbiamente ci sono dietro dei calcoli e giochi politici. Spero che la politica non prevalga sull’interesse della gente. Io mi batterò per la difesa della gente fino in fondo e non permetterò che a pagare sia la povera gente. La gente soffre e noi vescovi siamo a fianco della povera gente”.

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