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NOTIZIE DALLA MISSIONE DI BULGARIA Manifestazioni natalizie... Professione Perpetua di...

Nell’ultimo mese noi missionari passionisti in Bulgaria, oltre alle consuete attività ordinarie, abbiamo vissuto alcuni momenti significativi, che desideriamo comunicare e condividere con tutti i confratelli della Provincia.

65° dei martiri bulgari. Pellegrinaggio a Sofia e festa diocesana nel Santuario di Belene

La notte dell’11 novembre 1952, nel cortile del Carcere Centrale di Sofia, venivano fucilati il nostro confratello mons. Eugenio Bossilkov ed i tre sacerdoti assunzionisti Pavel, Kamen e Josafat.

Per sottolineare l’anniversario dei quattro beati martiri bulgari, oltre alla consueta memoria nelle comunità cristiane locali, ci sono stati due momenti speciali.

Sabato 4 novembre un centinaio di fedeli della Comunità Cristiana di Belene, paese natale del beato Eugenio e sede dell’unico santuario a lui dedicato, guidati dal loro parroco (il nostro confratello p. Paolo) si sono recati in pellegrinaggio nella capitale Sofia. Dopo la celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Giuseppe, i pellegrini si sono recati al Memoriale Nazionale delle vittime del comunismo (tra le migliaia di nomi, incisi nel marmo, anche quello del nostro beato), dove insieme ad altri amici ortodossi ed evangelici, hanno celebrato una preghiera ecumenica e deposto corone di fiori. Da qui si sono poi recati al Cimitero Centrale di Sofia, dove son sepolti i quattro beati martiri e numerose altre vittime innocenti del passato regime. Nella cappella cattolica lì presente, hanno pregato con il santo rosario per tutti i cristiani e gli innocenti perseguitati.

Sabato 11 novembre tutti noi 7 passionisti che lavoriamo in Bulgaria (Remo, Salvatore, Paolo, Josif, Patrick, Valter, Enzo), abbiamo partecipato alla festa diocesana dei quattro beati martiri bulgari, accompagnati come tradizione da numerosi fedeli delle comunità cristiane a noi affidate. L’Eucarestia è stata presieduta dal nostro vescovo, mons. Petko Hristov, e arricchita dalla presenza dei padri Assunzionisti, venuti apposta dal Sud con alcuni loro confratelli e laici da Germania, Francia e Belgio. Dopo la messa gli amici Assunzionisti hanno proposto a tutti una video-testimonianza dedicata ai martiri.

Festa dell’Immacolata ed ingresso del nuovo parroco p. Salvatore ad Oresh

 

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Sabato 9 dicembre ci siamo uniti ai fedeli della Comunità Cristiana di Oresh, oltre che per festeggiare la Vergine Immacolata, loro patrona, anche per accogliere il nuovo parroco, p. Salvatore Frascina. Il nostro vescovo, mons. Petko, davanti al portale della chiesa ha letto il decreto di nomina e, dopo aver consegnato al nostro confratello le chiavi, ha presieduto la solenne eucarestia. Durante la messa è stato anche ringraziato il parroco uscente, p. Enzo Di Clerico, per il suo decennale lavoro in questa comunità.

Al termine della celebrazione, i bambini del paese hanno offerto una semplice e commovente rappresentazione delle apparizioni dell’Immacolata a Fatima.

Premio “Uomo dell’anno” a padre Paolo

ed inaugurazione mostra itinerante sul Gulag di Belene

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Lunedì 11 dicembre tutta la comunità passionista di Belene si è recata a Sofia, per vivere insieme due momenti significativi.

In mattinata, presso il Palazzo Nazionale della Cultura (NDK), padre Paolo ha ricevuto il premio “Uomo dell’anno 2017”, conferitogli dal Comitato di Helsinski – Bulgaria. Tale onorificenza gli è stata conferita per l’impegno della comunità cristiana di Belene, da lui guidata e rappresentata, a tutela dei diritti umani e civili dei rifugiati. L’accoglienza, la solidarietà ed il sostegno concreti dati dalla Comunità Cristiana di Belene ad una famiglia siriana, nel rispetto delle leggi ed in collaborazione con le Istituzioni, lo scorso mese di marzo, sono stati giustamente premiati ed additati all’opinione pubblica come degno esempio di solidarietà da seguire.

Nel pomeriggio, presso la sede centrale degli Archivi di Stato, tutta la comunità ha partecipato all’inaugurazione della mostra itinerante: “Testimoni: memoria per il gulag di Belene”. Tale mostra è stata preparata ed allestita dal nostro Centro Culturale Eugenio Bossilkov, in collaborazione con la Fondazione “Verità e Memoria”, con la Fondazione “Isola di Belene”, e con gli stessi Archivi di Stato. Oltre ai rappresentanti di queste Istituzioni, erano presenti l’ex Presidente della Repubblica Peter Stoyanov, docenti e studenti universitari, scrittori, deputati, ex prigionieri politici e numerosi rappresentanti della società civile. Nel campo di concentramento di Belene, tra i quasi 30.000 prigionieri che vi furono ospitati tra il 1949 ed il 1989, ci furono anche alcuni nostri confratelli passionisti, insieme ad altri sacerdoti, religiosi e religiose condannati nello stesso processo di Bossilkov, un centinaio di sacerdoti ortodossi ed i pastori protestanti.

Cogliamo l’occasione per augurare a tutti i fratelli e sorelle della Famiglia Passionista che la imminente memoria della Nascita di Gesù Cristo rinnovi in tutti noi, migranti e pellegrini in questa valle di lacrime, la speranza di giungere in quella Patria celeste, da dove il Figlio dell’uomo è disceso per essere solidale con noi.

I missionari passionisti in Bulgaria

Padre Paolo Cortesi è “Uomo dell’Anno 2017”

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Sofia, 11 dicembre 2017

A padre Paolo Cortesi è stato conferito il prestigioso premio “Uomo dell’Anno 2017”, durante le annuali premiazioni svolte dal Comitato di Helsinski bulgaro, a sostegno dei diritti umani e della legalità.  Quest’anno ricorre il decennale di questa premiazione, che si svolge in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti dell’Uomo (10 dicembre).

Il sacerdote cattolico di Belene ha ricevuto la massima onorificenza di quest’anno a motivo della forte testimonianza di genuina misericordia da lui offerta nei primi mesi del 2017, accogliendo una famiglia di rifugiati siriani, dimoranti legalmente in Bulgaria. In seguito a ciò, un gruppetto di abitanti locali ha suscitato proteste, lo stesso padre Cortesi ha iniziato a ricevere minacce ed è stato richiamato in Italia.

“Non siamo riusciti a difendere questa pacifica famiglia siriana. Possa Dio perdonarmi, possa Dio perdonarci”, disse il sacerdote lasciando allora il Paese. Alla fine di settembre di quest’anno egli è stato rimandato in Bulgaria, ed ha dichiarato che spera di rimanere qui a lavorare almeno qualche altro anno.

Padre Cortesi ha anche il grande merito per l’incremento della conoscenza e dello studio del nostro passato totalitario, specialmente nel rendere onore alla memoria delle vittime del regime comunista, attività per la quale nel 2016 è stato insignito con la Medaglia d’Onore del Presidente della Repubblica di Bulgaria.

“Padre Paolo è un beato, perché è stato perseguitato e cacciato a causa della giustizia. Egli ha dato a tutti noi un esempio, su come comportarci con dignità, onore e coraggio quando restiamo soli contro l’ingiustizia”, ha detto il presidente della giuria, Krasimir Kanev, conferendo a Paolo Cortesi il premio “Uomo dell’Anno 2017”.

I premi “Uomo dell’Anno” hanno solo un valore morale, e non comportano nessun compenso finanziario. Ogni cittadino può nominare un’altra persona, un gruppo o una organizzazione. Quest’anno le nominations prese in considerazione dalla giuria sono state 37. Oltre a padre Paolo Cortesi hanno ricevuto onorificenze altre 8 persone.

(fonte: www.bghelsinki.org)

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