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+ P. Gerardo Bottarelli + P. Edmondo Zagano + P. Tarcisio Turrisi

Nella mattinata del 19 marzo 2020, presso la comunità della Basella, è tornato alla casa del Padre

P. Gerardo Bottarelli

(Pasquale) della Madre del Buon Consiglio

 

Pasquale Bottarelli era nato il 24 marzo 1934 a Cortenuova (BG), nella pianura bergamasca, presso il borgo dedicato ad un piccolo santuario mariano s. Maria del sasso da Pietro Bottarelli e Alessandra Galli. Successivamente la sua famiglia si trasferì a Basella dove Pasquale conobbe i Passionisti. Dopo un tentativo fallito di accedere al seminario minore di Bergamo, chiese di poter entrare dai Passionisti di Basella. A S. Zenone degli Ezzelini fece il noviziato sotto la guida di P. Timoteo Pivato al termine del quale emise la sua prima professione l’8 settembre 1956. Continuò gli studi sia a Mondovì prima e poi a Caravate dove venne ordinato sacerdote il 21 aprile 1963. Fu subito impiegato nella formazione dei giovani come insegnante e come vicedirettore sia a Basella, come a Carpesino, a Sezano, e a Calcinate. Fu anche direttore del seminario per i fratelli laici a Basella.

Ma il suo sogno di potersi dedicare alle missioni in Africa, maturò solo nel 1974 quando partì per il Kenya: era il 19 marzo festa di san Giuseppe.

Trascorse in questo continente gli anni più belli del suo sacerdozio: più di 42 anni, sempre in Kenya accettando di spostarsi di tanto in tanto nelle varie missioni. È stato presente a Kadem, Karungu, a Macalder, a Tonga. Fu parroco varie volte, ma non volle mai essere responsabile di vicariato. Di animo buono e allegro, sapeva intrattenersi amabilmente con la gente africana che gli era molto affezionata. Tornato in Italia nel 2016 si stabilì a Basella dove c’erano i suoi familiari che lo visitavano spesso e lo aiutavano. Si dedicò fin che le forze lo hanno sorretto al servizio del santuario specialmente per il ministero delle confessioni. Negli ultimi anni della sua vita aveva perso parzialmente sia l’udito che la vista, ma amava il contatto con la gente e si industriava a raccogliere aiuti pecuniari con i quali continuava ad assistere i suoi africani più bisognosi.